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Biografia   inizio pagina

Nasce a Monza nel 1921.Laureato in architettura, studiò a Milano, all'Accademia di Brera sotto la guida di Carpi, Funi, Carrà divenendo anche pittore e scultore.

I primi dipinti figurativi datano 1945. Nel 1946 cominciò ad esporre personali in Italia e all'estero.
Nel 1947 si diploma all'Accademia ed espone alla Galleria Bergamini a Milano. Risente del clima post-cubista.
NeI 1948 partecipa alla Triennale di Milano e alla Biennale di Venezia. Nel 1950, è ancora presente alla Biennale di Venezia ed espone nella mostra collettiva "Arte spaziale" alla Galleria Casanova di Trieste.
Frequenta Lucio Fontana e firma il terzo dei manifesti dello spazialismo "Proposta di un regolamento".

Nel 1951 firma il "Manifesto dell'Arte Spaziale" e visita New York dove conosce il gallerista Alexander Jolas, che gli organizzerà mostre personali dalla cadenza annuale. Nello stesso periodo fu tra i primi ad aderire alla poetica informale dell'"action painting". Fra il 1948 e il 1952 le sue opere furono caratterizzate dal segno - gesto delle spirali e delle ellissi, cui seguì quello da lui definito dei "collages" (a partire dal '56) e quello, negli ultimi anni, definito da M. Tapié "la metafisica delle materie".
Partecipa ad esposizioni personali e collettive a New York, al Naviglio a Milano, a Firenze, a Venezia, Zurigo, Stoccolma. Nel 1954 partecipa alla Biennale di Venezia, e alla X Triennale di Milano, espone a New York e tiene viva la collaborazione con architetti, già iniziata nel 1951 in occasione della Triennale. Nel 1955 espone al Naviglio di Milano i polimaterici. Nel 1956, oltre alla Biennale di Venezia è presente in collettive a Tokyo, Hiroshima, Amsterdam, Madrid e in personali a Parigi e Roma.

Continua la sua presenza a New York, Londra, Buenos Ayres per tutto il 1957 anno in cui realizza i primi sugheri, cortecce e legni, oltre che proseguire la realizzazione di ferri, bronzi, pezzi in acciaio dal contenuto neo-primitivo e simbolico. Nel 1958 prende parte alla Biennale di Venezia e l'anno dopo persegue un intenso itinerario espositivo per tutto il mondo.
Nel 1960 inaugura la produzione di amiantiti, collages con sugheri, giornali, veline plastificate ed altri materiali.

Molto ricca l'attività espositiva in Giappone, Olanda, Stati Uniti, Australia, Francia e nel 1962, durante uno dei suoi numerosi voli acrobatici, si frattura le gambe e per un anno è costretto all'uso di una carrozzina e di stampelle, impedimento che non blocca il suo vitalismo; si presenta ugualmente a mostre a Losanna, New York e Parigi.
Dopo il 1962, costruì opere in rilievo utilizzando elementi nuovi come sughero, legno, amianto, cera, materie plastiche, fili metallici.

Fino al 1967 il percorso espositivo segna tappe in paesi di tutto il mondo; proprio in quell'anno la Rhodesia gli dedica un francobollo. La sua fama è ormai al vertice e l'artista dà avvio a una serie di amiantiti incise con intagli e con rilievi. Nel 1968 è nuovamente invitato alla Biennale di Venezia e alla Biennale di Mentone.
Segue I'iter espositivo veramente molto fitto in Italia e all'estero, al quale affianca instancabilmente la passione per il volo acrobatico, tanto da essere invitato nel 1971 a rappresentare l'Italia ai Campionati mondiali di acrobazia per il 1972. Proprio nel 1972 però il suo monoposto precipita presso l'aeroporto di Bresso e Crippa, a soli cinquantun'anni, trova la morte insieme al suo allievo Piero Crespi.

Immerso attivamente nel clima artistico internazionale, era giunto così alla maturazione di "Totem", non solo in pittura ma anche nella scultura. Tutta l'opera di Crippa riflette la partecipazione esistenziale, la sofferta adesione dell'artista alla vicenda dell'uomo in perpetua ansia di conquista dello spazio visibile.
Questa angoscia Crippa la portava nella sua vita personale e nella sua passione per il volo che gli sarebbe costata la vita.

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