PROFILO DELL’ARTISTA  inizio pagina

Artista concettuale e pittore - ma anche poeta, scrittore, drammaturgo e regista - Emilio Isgrò (Barcellona di Sicilia, 1937) è sicuramente uno dei nomi dell’arte italiana più conosciuti e prestigiosi a livello internazionale a cavallo tra XX e XXI secolo. Isgrò ha, infatti, dato vita a un’opera tra le più rivoluzionarie e originali nell’ambito delle cosiddette seconde Avanguardie degli anni Sessanta.

Nel 1966 tiene la prima mostra personale alla Galleria 1+1 di Padova. Rilascia la dichiarazione di poetica “Descrizione 1” in occasione della mostra presso la Galleria Il Traghetto di Venezia. Alla fine del decennio espone nelle principali gallerie milanesi: Galleria Apollinaire (1968), Galleria del Naviglio (1969), Galleria Schwarz (1970).

Nel 1972 è invitato alla XXXVI Biennale d’Arte di Venezia. Nel 1976 il Csac di Parma gli dedica una ricca antologica. Nel 1977 vince il primo premio alla XIV Biennale d’Arte di San Paolo del Brasile. Nel 1978 partecipa alla XXXVIII Biennale d’Arte di Venezia.
Nel 1979, alla milanese Rotonda della Besana, presenta l’installazione per 15 pianoforti Chopin.
Nel 1986 realizza L’ora italiana per il Museo Civico Archeologico di Bologna, in memoria delle vittime della strage alla stazione ferroviaria. E’ tra i partecipanti alla XLII Biennale d’Arte di Venezia.

Espone al MoMA di New York nel 1992 in occasione della mostra The Artist and the Book in Twentieth-Century Italy e nel 1994 alla Fondazione Peggy Guggenheim di Venezia per I libri d’artista italiani del Novecento.

Del 1998 è il gigantesco Seme d’arancia, donato alla città natale Barcellona Pozzo di Gotto come simbolo di rinascita sociale e civile per i paesi del Mediterraneo.

Nel 2001 la Città di Palermo gli dedica una ricca antologica nella chiesa gotico-catalana di Santa Maria dello Spasimo, mentre nel 2008 il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato ha allestito Dichiaro di essere Emilio Isgrò, seguita nel 2009 da Fratelli d’Italia al Palazzo delle Stelline di Milano.

Nel 2011 La Costituzione cancellata, precedentemente esposta alla Boxart di Verona, viene presentata alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, e inaugurata nel maggio dello stesso anno, all’Università Bocconi di Milano, l’opera pedagogica Cancellazione del debito pubblico.

Nel 2012 un’intera sala del Mart di Rovereto viene dedicata alla sua opera Cancello il Manifesto del Futurismo mentre poco dopo, nel giugno 2013 alla Galleria Nazionale di Arte Moderna viene curata e allestita una significativa retrospettiva.

Nel 2014, ancora per il Pecci di Prato, Isgrò è ideatore e protagonista di un progetto in tre tempi dal titolo Maledetti toscani, benedetti italiani che lo vede interpretare Curzio Malaparte sul palcoscenico del Teatro Metastasio di Prato, cancellare undici illustri toscani per una mostra al Museo di Palazzo Pretorio e realizzare un video d’artista dal titolo Le api di Lipari.

Iniziatore delle “cancellature” di testi, applicate su enciclopedie, manoscritti, libri, mappe e anche su pellicole cinematografiche, Isgrò ha fatto di questa pratica il perno di tutta la sua ricerca, in una sorta di rilettura a rovescio e di reinterpretazione del linguaggio che da verbale si tramuta, attraverso calibrate manipolazioni, in linguaggio visuale. “La cancellatura” dice l’artista “non è una banale negazione ma piuttosto l’affermazione di nuovi significati: è la trasformazione di un segno negativo in gesto positivo".

Artista dell’Anno di Radio3 per il 2014, Emilio Isgrò dal 1956 a oggi vive e lavora a Milano, salvo una parentesi a Venezia (1960-1967) come responsabile delle pagine culturali del Gazzettino. Nel maggio del 2014 la Galleria degli Uffizi di Firenze ha accolto il suo autoritratto del 1971 Dichiaro di non essere Emilio Isgrò. Nel 2015 crea il Seme dell’Altissimo, una scultura in marmo di 7 metri d’altezza, collocata all'interno dell'Expo di Milano. Nel 2016 la sua città di adozione, Milano, gli rende omaggio con un progetto su tre sedi: una mostra antologica a Palazzo Reale, l'esposizione del ritratto di Alessandro Manzoni cancellato alle Gallerie d'Italia e 35 volumi de I Promessi sposi cancellati per venticinque lettori e dieci appestati alla Casa del Manzoni.

Nel 2017 Isgrò ha debuttato a Londra e Parigi con due mostre retrospettive presso le sedi della Galleria Tornabuoni. Lo stesso anno, tre sue importanti opere (tra cui la celebre installazione de Il Cristo cancellatore del 1969) sono entrate a far parte della collezione permanente del Centre George Pompidou di Parigi.

Una significativa scelta dei suoi scritti teorici è stata pubblicata nel 2007 da Skira con il titolo La cancellatura e altre soluzioni e integrata nel 2013 da Beatrice Benedetti per Maretti con il testo Come difendersi dall’arte e dalla pioggia.

La sua attività di poeta, narratore e drammaturgo, è testimoniata da numerosi libri, scritti e pubblicazioni, nonché dalla trilogia siciliana L'Orestea di Gibellina (1983-1985), che ha segnato una svolta epocale nel teatro degli anni ottanta e alla quale sono oggi intitolate le annuali "Orestiadi". Come poeta ha esordito con Fiere del Sud (1956), pubblicando poi le raccolte Uomini & Donne (1965), L’età della ginnastica (1966), Preghiera ecumenica per la salvezza dell’arte e della cultura (1993), Oratorio dei ladri (1996), Brindisi all’amico infame (Premio San Pellegrino 2003). Ha pubblicato i romanzi L’avventurosa vita di Emilio Isgrò nelle testimonianze di uomini di stato, scrittori, artisti, parlamentari, attori, parenti, familiari, amici, anonimi cittadini (1975), Marta de Rogatiis Johnson (1977), Polifemo (1989), L’asta delle ceneri (1994).

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EMILIO ISGRÒ
LA COSTITUZIONE CANCELLATA
Rappresentazione di un crimine
A cura di MARCO BAZZINI
27 novembre 2010 - 31 gennaio 2011

"Questa mostra è il grido di dolore di un artista per l'Italia che si sfascia".
Emilio Isgrò

Emilio Isgrò cancella la Costituzione Italiana come rappresentazione di un crimine annunciato. "La mostra porta un sottotitolo – spiega l'artista - rappresentazione di un crimine, ed è l'annuncio di un'Italia che rischia di sfaldarsi, mentre tutti gli altri Paesi del mondo serrano le fila per meglio resistere alle pressioni di una globalizzazione che, oltre ai suoi pregi, mostra sempre più i suoi limiti".

Dopo l'inno di Mameli, quindi, annerito nell'opera Fratelli d'Italia, ancor più oscura arriva la notizia logoclasta di un paese che non si ritrova. Per fugare ogni dubbio di una facile provocazione, tuttavia, l'artista 73enne precisa: "Io rappresento la situazione attuale, senza prendere necessariamente una posizione. Poi saranno le coscienze a decidere". E aggiunge ancora: "Non è stato facile per me accingermi all'impresa. Temevo, infatti, che essa venisse scambiata per una inutile provocazione. Mentre io, leggendo la nostra Costituzione, sono stato toccato soprattutto da due cose. Primo, dalla lingua, un italiano fluido e disadorno che non ha niente a che vedere con il burocratese al quale ormai siamo abituati. Secondo, dall'altezza dei princìpi ai quali i padri costituenti improntarono il loro testo".

Dalle pagine della carta costituzionale emergono qua e là poche parole, che danno un nuovo senso al tutto. "L'arte ha diritto di sciopero", si legge assemblando le sillabe risparmiate dalla mano cancellatrice. L'ambiguità tra oblivione e rinascita è tutta serrata nel motto poeta, drammaturgo e artista visivo: "Cancellare non è negare, ma arare il campo della scrittura dove far nascere nuovi sogni e nuovi pensieri". Nuovi pensieri e nuovi sogni da cullare in un'Italia non più dormiente -come nella grande scultura che accompagna libri e tele- ma oramai desta per incontrare un destino migliore. "Ne è venuta fuori un'opera di poesia – chiosa Isgrò-, frutto di uno struggimento civile e di una grande pietà per questo povero Paese che forse non merita il destino che gli è stato assegnato".

Biografia   inizio pagina

Considerato, insieme a Lucio Fontana e a Piero Manzoni, uno dei grandi innovatori del linguaggio artistico italiano del secondo dopoguerra, Emilio Isgrò (Barcellona di Sicilia, 1937) è il padre indiscusso della "Cancellatura", un atto che ha cominciato a sperimentare nei primi anni Sessanta e che ancora oggi mantiene la stessa vivacità e audacia creativa.

È stato invitato alla Biennale di Venezia negli anni 1972, 1978, 1986, 1993. Nel 1977 ha vinto il primo premio alla Biennale di San Paolo del Brasile. Nel 1979, alla milanese Rotonda Besana, ha presentato l’installazione per 15 pianoforti Chopin, mentre nel 1985, sempre a Milano, ha realizzato su commissione del Teatro alla Scala l’installazione multimediale La veglia di Bach, seguìta nel 1986 da un’altra installazione, L’ora italiana, allestita al Museo Civico Archeologico di Bologna in memoria delle vittime della strage alla stazione ferroviaria.

Del 1998 è il gigantesco Seme d’arancia, donato alla città natale come simbolo di rinascita sociale e civile per i paesi del Mediterraneo.

Nel 2001 la Città di Palermo gli ha dedicato una grande antologica nella chiesa gotico-catalana di Santa Maria dello Spasimo, mentre nel 2008 il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato ha proposto Dichiaro di essere Emilio Isgrò, la più grande retrospettiva finora dedicata all’artista, seguìta nel 2009 da Fratelli d’Italia al Palazzo delle Stelline di Milano.

Successivamente, per le celebrazioni dell’Unità d’Italia, la Città di Marsala gli ha dedicato la mostra-performance Disobbedisco. Sbarco a Marsala e altre Sicilie, alla quale ha fatto sèguito una vasta retrospettiva alla Taksim Sanat Galerisi di Istanbul su invito ufficiale della città capitale europea della cultura 2010, mentre la Boghossian Foundation di Bruxelles esponeva a ruota i quattordici Codici ottomani.

Nel 2011 ha portato La Costituzione cancellata (prodotta dalla Boxart di Verona) alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, replicando per l’occasione la performance Disobbedisco.

Nel maggio dello stesso anno ha inaugurato all’Università Bocconi l’"opera pedagogica" Cancellazione del debito pubblico, creata appositamente per gli studenti dell’ateneo milanese.

Di assoluto rilievo è anche l’attività di scrittore e di uomo di teatro, consolidatasi con una serie di romanzi e libri di poesia, nonché con L’Orestea di Gibellina, la monumentale trilogia siciliana rappresentata nel Bèlice per tre stagioni consecutive (1983-1985) e ora ripubblicata dalla casa editrice Le Lettere con l’opera teatrale completa.

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L'IDIOMA ISGRÒ
Dialogo con un artista rrresponsabile
intervista di Beatrice Benedetti

PROLOGO

Non è solo per quella erre arrotolata, incancellabile per un siciliano. è anche il tono con cui Emilio Isgrò pronuncia rrresponsabilità a far sì che, sulle sue labbra, la parola suoni, o meglio tuoni, come un macigno.
Sia pure attutito da ali di farfalla, o d'ape. Il timbro è sovraccarico al punto da ricadere granitico, pari solo a quello di arrrtista – l'altra pietra angolare – in cui la erre risuona fiera, seppure smorzata da un paravento di vocali e consonanti.
Del resto l'enfasi è la traduzione acustica di due lemmi zavorrati, i veri confini geografici, lo zenit e il nadir dell'Idioma Isgrò; una lingua madre (o meglio padre), di cui questo testo vuol fornire il primo Dizionario completo, in forma di copione, come si addice al glossario di un attore e drammaturgo, ordinato per fondamenti e appendici, utili a chiunque si appresti alla lezione di un Maestro.

ATTO I

Beatrice
Isgrò, lei ha sempre intravisto un «compito sociale» dell'artista, latore di moniti nei Sessanta del boom e messaggero di speranze nei bui Settanta; ma qual è il ruolo dell'artista contemporaneo?

Emilio Isgrò
(esita, assume un'espressione grave)
Non certo economico, finanziario o politico. Piuttosto la rrresponsabilità dell'arrrtista è innanzi tutto di fronte a se stesso. E poi davanti agli altri. Egli deve rrrappresentare la rrrealtà non com'è, ma come lui la vede, offrendo, se necessari, anche degli strumenti di allarme o di avvertimento.

Beatrice
(realizza che le erre crescono in proporzione al pathos delle affermazioni, ma non si azzarda ad accennarlo)
Un impegno alto, quindi, quasi istituzionale.

Emilio Isgrò
Del resto un artista troppo appiattito sulle attese del pubblico non fa che rrrifuggire le proprie rrresponsabilità, delegando ad altri. L'artista deve invece avere la capacità di rrrestituire i suoi sogni, con un'efficacia tale che gli altri possano capire meglio se stessi e di conseguenza la vita, per averne il pieno controllo sotto l'aspetto economico, politico e sociale.

PROVOCAZIONE (+ ARTISTA)

Beatrice
Gli strumenti d'allarme possono talvolta apparire allarmanti in sé; ad esempio, lo sono stati per Volkswagen e Treccani, tanto per fare due nomi...

Emilio Isgrò
(nicchiando)
All'epoca ero molto giovane...

Beatrice
Intende dire che c'è un'età giusta per allarmare o per provocare?

Emilio Isgrò
Innanzi tutto smettila di provocarmi tu, dandomi del lei, o mi sentirò davvero troppo vecchio!
(risata, pausa)
Del resto è il mio contrappasso, perché nella vita sono sempre stato il più giovane…

Beatrice
(arrossisce e sorride)
Non mi permetterei mai: passiamo al tu! Di recente hai cancellato la Costituzione italiana e l'inno tricolore in opere che somigliano molto a quelli che chiami "avvertimenti". Non sarai come il Faust di Goethe, «troppo vecchio per trastullarsi, ma troppo giovane per saper vivere senza desideri»?

Emilio Isgrò
Io so soltanto che sono nato nel 1937, ma ho solo 23 anni!
(ride e si fa subito serio)
Oggi un artista, giovane o vecchio che sia, se vuole fare il provocatore, va esattamente incontro ai desideri del pubblico.

Beatrice
Tu, invece, ami i ribaltamenti delle aspettative, come hai dimostrato in occasione di questa rassegna scaligera.

Emilio Isgrò
Sì, ho agito su un testo in cui, in un momento così problematico dell'Italia contemporanea, pochi avrebbero avuto la voglia di addentrarsi.

Beatrice
La tua idea dell'arte mi ricorda quella del filosofo Gilles Deleuze, che definiva artista chi si "caotizzava" contro l'opinione comune, contro la garanzia di riconoscibilità immediata, ma poco duratura.

Emilio Isgrò
Diciamo che preferisco essere fuori registro. Tuttavia, tu lo sai, fin dall'inizio di questo progetto di cancellazione della Costituzione italiana, mi sono preoccupato di evitare che questo mio gesto apparisse un'inutile provocazione.

Beatrice
(tenta di smarcarsi dal nicchiare di Emilio Isgrò)
Vero. Però proprio in territorio neutro non siamo. L'hai appena ammesso: si entra in un campo minato anche solo nominando la Costituzione. Figuriamoci cancellandola!

Emilio Isgrò
Bisogna esser cauti con le parole.
(fa una lunga pausa)
C'è provocazione e provocazione. Quelle che rifuggo io sono le provocazioni di stampo televisivo, non quelle di carattere culturale. C'è una bella differenza! Se di provocazione vogliamo parlare, le provocazioni che prediligo sono stimoli intellettuali, sismografi di precisione, con cui si costruisce, e se necessario si rrricostruisce, un mondo, un linguaggio.

Beatrice
(trepidante in attesa della prima rrrivelazione)
Non a caso Achille Bonito Oliva ti ha definito l'artista che ha "terremotato" il linguaggio nella storia dell'arte…direi invece che le provocazioni di stampo televisivo sono molto prevedibili, quasi estabilished, non trovi?

Emilio Isgrò
(con una punta di orgoglio)
Oggi è facilissimo provocare, non serve essere dotati di chissà quale coraggio. Quando ho cominciato a fare l'artista e ho cancellato l'Enciclopedia Treccani avevo tutto il mercato contro. Oggi si provoca con il favore del mercato. Significherà pure qualcosa! Di certo non si tratta di quelle che io reputo vere provocazioni, quelle che spiazzano e scuotono le coscienze. Meglio parlare di dosi sempre più massicce, di input più o meno sofisticati, di energizzanti.

Beatrice
(continuando a catalogare mentalmente le erre di Isgrò, nota che in favore e mercato scorrono lisce come biglie, ma una volta ancora si astiene dal rimarcarlo)
Provocazioni dopate?

Emilio Isgrò
Esatto, direi provocazioni indotte. Al giorno d'oggi scuote più una preghiera recitata in un bordello di tutti quei bordelli portati nelle chiese.

Beatrice
…o nei templi profani dell'arte. Ma se le tue giovanili "preghiere nei bordelli" scandalizzarono la Volkswagen e fecero il solletico alla Treccani, che reazione ti aspetteresti – fossero vivi – da Mameli e dai Padri costituenti, visto che hai annerito le loro creature?
(gongola al pensiero di smascherare il presunto provocatore)

Emilio Isgrò
(chiude gli occhi concentrato)
Io so perfettamente che il mio non è un lavoro che lascia tranquilli. Lo so perché non lascia tranquillo neppure me! Prima parlavamo di responsabilità verso se stessi, ecco, io reagisco davanti al mio lavoro come l'ultimo degli spettatori: mi sento provocato anch'io.

Beatrice
(delusa, abbandona definitivamente l'obiettivo preposto)
Quindi qual è il tuo pubblico ideale?

Emilio Isgrò
Non certamente me stesso! Ogni volta che faccio un'opera, me ne pento subito. Poi mi riconcilio con essa grazie ai commenti di stima di collezionisti o di altri artisti. Si può dire che le mie opere siano per me una serie di errori. Preso dall'idea che volevo comunicare ho fatto delle opere, dal punto di vista della confezione, completamente sbagliate. Ecco: agli altri artisti interessavano proprio quegli "errori". L'energia che ci mettevo era tale che l'opera arrivava comunque da qualche parte, magari dove io non volevo. L'arte ha una strana energia, è come l'occhio clinico del medico, non hai mai la consapevolezza di possederlo.

Beatrice
è un talento…

Emilio Isgrò
Sì, è una cosa oscura, un mistero.

Beatrice
A proposito di forze oscure, Gino De Dominicis sosteneva che l'opera sapesse sempre dove andare…

Emilio Isgrò
Io creo le mie opere in modo che piacciano a me…e in genere piacciono ai bambini. Poi accade che piacciono ai genitori, e così via, agli zii e ai parenti, così il mio pubblico si allarga!

Beatrice
(scruta Emilio in cerca di una smorfia d'ironia, mentre l'artista mantiene un aplomb inglese)
Perdonami, ma uno che asserisce che «l'arte è come la legge: non ammette ignoranza», non può avere di essa un'idea così naïve…

Emilio Isgrò
Non è che abbia una visione "aristocratica" dell'arte. Sono convinto che essa debba andare verso chi è in grado di accoglierla. Non mitizzo le classi sociali, eppure sappiamo che le varie rivoluzioni sono sempre state compiute dalle aristocrazie, non dalle masse. Le masse – vedi il Coriolano di Shakespeare – possono essere becere e "farsela sotto"…

CANCELLATURA

Beatrice
Ora capisco cosa intendevi quando hai scritto: «il mio intento d'artista era (ed è) quello di costruire trappole capaci di acchiappare il mondo e le cose». In sintesi, tu metti a punto delle "esche", che prima fanno abboccare l'intelletto degli altri e poi sbalordiscono la tua consapevolezza.

Emilio Isgrò
Ciò a cui ho sempre fatto attenzione è di non lasciarmi intrappolare in uno stile vuoto, prevedibile e inefficace. La cancellatura è un linguaggio, mentre lo stile appartiene allo stilismo. La cancellatura non corre il rischio di ripetersi e cambia significato a seconda del tema a cui io la applichi. Se cancello la Costituzione o la Treccani il significato cambia e può sorprendere anche me. Per questo la cancellatura è uno strumento utile in qualsiasi circostanza della vita, perché come la vita non è scontata, è mutevole.

Beatrice
(ripensa a Deleuze, ma seguita)
Non temi, però, che cancellando i capisaldi della lingua, della nazione e dell'ordinamento giuridico, il rischio finale sia di perdere la propria identità, ritrovandosi nei panni di Vitangelo Moscarda di Uno, nessuno e centomila o de Il fu Mattia Pascal, immaginati dal tuo conterraneo Pirandello?

Emilio Isgrò
Tu sai che questa mostra, nata dallo spunto di cancellare la Carta Costituzionale, ha anche un sottotitolo: Rappresentazione di un crimine. Io non auspico che la Costituzione sia cancellata. Piuttosto spero che sia applicata fino in fondo, perché, secondo i costituzionalisti contiene al suo interno i suoi stessi sviluppi. Non voglio addentrarmi in una materia di cui non sono esperto: in ogni caso, se rappresento un crimine, è per respingerlo. Ti faccio un esempio: nella mia opera Dichiaro di non essere Emilio Isgrò questo annientamento non è una morte reale, ma simbolica, per poter rinascere. Goethe non si suicida come invece fa il suo Werther, né Foscolo fa la fine di Jacopo Ortis. Capisci cosa voglio dire?

Beatrice
(annuisce)
Sì. è come nel teatro greco, si esorcizzano le pulsioni distruttive. L'artista si cancella metaforicamente per riaffermare e riaffermarsi. Ma questa ciclicità del linguaggio cancellato tu l'avevi intuita, programmata?

Emilio Isgrò
No, è venuta da sola.

ATTO II

POLITICA

Beatrice
Restiamo all'attualità italiana: se «sparire non vuol dire soccombere, ma esistere in una dimensione più alta del vivere, quella della poesia e della libertà», fuor di metafora, che destino attende la nostra società dell'apparire?

Emilio Isgrò
Calandoci nel reale, innanzi tutto si deve prendere atto che questo paese esiste e che va rivitalizzato: non si può lasciarlo morire. La Carta Costituzionale – come ho detto in una recente intervista – è un'opera d'arte, al pari del Cantico di San Francesco e della Commedia di Dante. è scritta in un italiano perfetto, semplice, burocratico, non in "burocratese". I padri costituenti erano delle persone molto colte. Magari avevano studiato nelle galere fasciste, ma avevano imparato le lingue e la loro lingua. Tutti, da Concetto Marchesi a Piero Calamandrei, erano gente che alla cultura ci teneva, che sapeva scrivere, ma soprattutto sapeva leggere nel cuore degli italiani subito dopo la disfatta fascista.

Beatrice
Mentre la classe politica di oggi lascia sbiadire i congiuntivi e dilaga il sentimento dell'antipolitica, che fare?

Emilio Isgrò
Dobbiamo sperare in una classe politica che sappia leggere di nuovo nel cuore dei propri concittadini. L'uomo non si ricostruisce politicamente se non si ricostruisce prima culturalmente e poeticamente. Purtroppo l'attuale classe dirigente non sempre è adeguata. E questo accade un po' in tutto il paese. In questo momento di crisi, l'arrrte è più forrrte dell'economia, è più forrrte della politica. Di certo non può essere più debole, il rapporto deve essere quanto meno paritario.

Beatrice
Ciò che ha innescato questo tuo ultimo gesto cancellatore è quindi l'auspicio a che l'Italia non soccomba, ma esista in una dimensione più alta?

Emilio Isgrò
Mi ha spinto in quest'impresa il disappunto malinconico di un italiano che vede il proprio paese crollare. Spero che questo crollo non sia reale e non sia definitivo. Attraverso le opere realizzate per questa mostra vorrei far riflettere sulla necessità di appellarci alle nostre energie migliori, come noi italiani sappiamo fare nei momenti difficili. Si parla molto di disunità d'Italia, ma questo paese è sempre esistito grazie alla propria lingua, all'arte e alla cultura, anche quando non esisteva come Stato.

(Qui Emilio s'interrompe e rrraccomanda a Beatrice di riuscire in ciò in cui lui era abile quando scriveva per Il Gazzettino: rendere un dono all'intervistato. A lei sovviene che da giovane Emilio intervistò Kennedy e si raggela. In quel momento entra la moglie di Emilio, Scilla, con un succo al pompelmo e la salivazione di Beatrice riprende insieme alle domande.)

IDEOLOGIA

Beatrice
Ma se la «creatività reale è soprattutto quella che si regge sulla speranza magari sull'utopia», come può l'arte risultare apotropaica, scongiurare un collasso letterale con una morte letteraria?

Emilio Isgrò
L'arte vive di astrazioni. Vive di idee che possono tramutarsi in ideologie. Al tempo delle utopie socialiste l'arte aveva l'obbligo di sostenere l'ideologia comunista, che come tutte le ideologie era una sovrastruttura. Oggi domina l'eccesso opposto, la cosiddetta ideologia mercatista. Se prima gli artisti si sforzavano di essere più comunisti di Stalin e di Togliatti, oggi si sforzano di essere più capitalisti di Rockefeller o di Bill Gates! Se un artista viene invitato a cena, vuole essere più ricco di chi lo ha invitato: questo è molto ridicolo. L'artista a mio avviso deve restare non nel suo guscio, ma nel suo spazio, quello della creatività appunto.

Beatrice
Nei floridi anni '80 dichiarasti: «I più euforici parlano di Nuovo Rinascimento», ma «è alla Rinascente che pensano». Sei pessimista verso l'arte d'oggi, al galoppo – o alla deriva – verso un rassicurante e redditizio pensiero organico?

Emilio Isgrò
Io so solo che l'arte sta soffrendo di un eccesso d'ideologia della peggior specie. Il mercatismo odierno pretende che l'artista renda omaggio, non tanto a chi possiede il denaro, ma al denaro in sé. Il denaro è un'altra astrazione. La carta stampata è la più grande delle astrazioni. Non esiste il denaro, esistono i valori. Ritengo sia invece sempre attuale ciò che diceva Vitaliano Brancati: nessuno crede alle rivoluzioni di chi non è disposto ad abbracciare la povertà pur di affermare le proprie idee.

Beatrice
E le idee si perdono continuamente, sono precarie, mentre le opinioni e le ideologie sono più facili da abbracciare.

Emilio Isgrò
Esattamente.

MERCATO

Beatrice
L'arte blockbuster e le opere bestseller sono una piaga endemica che non ammorba solo gli artisti, ma anche certi committenti, veri Mangiafuoco che spettacolarizzano l'arte. Trovi che questo "fenomeno Rinascente" potrebbe essere dirottato verso una democratizzazione dell'arte elitaria?

Emilio Isgrò
Ti dirò, in parte ho condiviso anch'io il mito della mia generazione, sia americana sia europea, di un'arte totalmente democratica, capace di arrivare a tutti. Ancora oggi non amo gli artisti che stanno rinserrati in torri d'avorio per non "contaminarsi", tenendosi stretti ad altri artisti o ai protettori. Li giudico patetici, deboli.

Beatrice
è il mercato, baby, direbbe Humphey Bogart! Il mito dell'artista bohemienne sembra essere del tutto tramontato, oggi dominano gli artistar: evanescenti, ricchissimi e mercanti di se stessi…

Emilio Isgrò
Il fatto che si cerchi di equiparare ad ogni costo prezzo e valore dell'opera è controproducente. Se un artista accetta troppo presto di attribuire il massimo dei prezzi al proprio lavoro, accetta in qualche modo un gioco che non è necessariamente il suo.

Beatrice
La critica ha accordato un valore indiscusso alla tua opera. Sei stato paragonato a Fontana e Manzoni, due pilastri dell'arte del ‘900, oltre che record tra i "listini" delle Italian Sales, persino in tempi di austerity. Ritieni di meritare altro dal mercato?

Emilio Isgrò
A livello economico, non credo di aver ricevuto per ora i riconoscimenti adeguati, ma non dispero: sono ancora in tempo!
(ride di gusto)

Beatrice
Però hai fatto passi in avanti da quando andavi incontro alla povertà volontariamente – ricordo una cena in cui mi hai commosso! –, scegliendo il mestiere di giornalista…

Emilio Isgrò
Chiaramente era in tono sarcastico, guadagnavo benissimo. Per molti anni ho potuto restare libero come artista proprio grazie al mio incarico di responsabile delle pagine culturali de Il Gazzettino. Poi ho scritto per il Corriere della Sera e Il Giorno, e ho diretto supplementi culturali di settimanali, ho lavorato a Oggi. Abbandonare il giornalismo è stato il vero salto nel buio, perché non sempre l'affezione all'arte di alcuni mercanti corrispondeva a una prova, diciamo, "di piombo". Per fortuna ho trovato anche delle persone perbene.

ATTO III

PAROLA + COMUNICAZIONE

Beatrice
Da giornalista hai fatto morire la parola, un lutto a cui hai abbeverato il campo della scrittura per far nascere nuovi sogni e nuovi pensieri. Nel frattempo ti eri attirato lo sdegno di amici, come il premio Nobel Eugenio Montale. Ti sei sentito poco capito?

Emilio Isgrò
A vent'anni il desiderio di andare verso il martirio e di non essere capiti allinea tutti gli artisti. La bella morte è sempre qualcosa di onorevole. Tuttavia io non avevo nessuna voglia di morire! Avevo solo voglia di provocare intellettualmente quel mondo culturalmente agguerrito da cui io stesso provenivo, ma che non mi incuriosiva più. Montale, quando era a Venezia, ospite del conte Cini e della sua Fondazione, veniva a snidarmi a Il Gazzettino e si faceva accompagnare lungo i ponti e le calli, attaccandosi al mio braccio per paura di scivolare, perché ci vedeva poco. Io ero molto giovane quando mi diedero l'incarico, e mi ritrovai a ricoprire una posizione autorevole in città senza averlo chiesto. Quando ho dichiarato che la parola era morta, nel 1964, ho provocato un subbuglio non solo in Montale, ma in tutto il mondo dell'arte. Poi, insieme alle parole, ho cominciato a cancellare le immagini.

Beatrice
Quindi la cancellazione si è estesa alla comunicazione in generale?

Emilio Isgrò
Proprio così. La Jaqueline del 1965, in cui l'immagine è sostituita dalla sua definizione, è il rrribaltamento della Pop Art, cioè dell'allineamento che i mercanti americani imponevano a tutti gli artisti europei. Io non mi sono allineato.

LIBERTA'

Beatrice
A proposito di Jaqueline Kennedy, mi racconti cosa ha significato andare alla Biennale di Venezia a braccetto della diva Lollobrigida e, a 25 anni, partire per la Casa Bianca con il privilegio di essere ricevuto come giornalista da JFK?

Emilio Isgrò
Molti si domandano come io non sia ancora diventato Senatore della Repubblica avendo conosciuto personaggi così importanti! In realtà ho vissuto queste esperienze straordinarie con molta naturalezza.

Beatrice
Sì, però era con il Presidente degli Stati Uniti che ti rapportavi…

Emilio Isgrò
Ho conosciuti l'aspetto umano di questi personaggi. Erano distanti e potenti, ma non mi incutevano un sacro timore. E credo che loro fossero contenti di trascorrere del tempo con me, in quanto artista promettente, ma soprattutto perché non ho mai chiesto loro niente. Così ho fatto anche coi mercanti: quel poco che ho chiesto l'ho chiesto per la mia arte.

Beatrice
Quand'è che sei diventato un "artista promettente"?

Emilio Isgrò
Quando conobbi Arturo Schwarz. Lui pubblicò le mie prime poesie e mi consigliava sempre dei libri di rrivoluzione trotskijsta. Quando gli dissi che volevo cancellare la Treccani fece un balzo sulla sedia.: "Ti faccio la mostra subito – disse –, ti compro la Treccani, ma mi devi dare l'esclusiva mondiale, e anche per il Giappone!". Io naturalmente non gliela diedi e non capii mai perché avesse aggiunto anche il Giappone. Ancora oggi molti mi attribuiscono questo errore. Ma chi lo sa se è stato un errore? Nel frattempo conobbi Peppino Palazzoli della Galleria Blu, al quale proponevo idee che molti avrebbero ritenuto bizzarre, e lui le accoglieva con la massima serietà.

AMORE

Beatrice
Hai sempre trovato ascolto e riscontro?

Emilio Isgrò
Ascolto sì. Riscontro non saprei. Non ho nemmeno sposato una donna ricca come fanno di solito gli artisti! Neppure povera, per carità, una giornalista. Ho sempre privilegiato la simpatia umana ai rapporti di convenienza, anche nelle aggregazioni intellettuali di tipo affettivo. A un artista gli amori mercenari non fanno bene.

Beatrice
Oltre a tua moglie, quali sono stati gli "amori" intellettuali, i modelli tra coloro che hai conosciuto e quelli che invece, come Chopin, hai incontrato solo nell'universo dell'arte?

Emilio Isgrò
La storia delle avanguardie ha influenzato la mia generazione e quelle successive. Ho conosciuto Ezra Pound, Emilio Vedova, Lucio Fontana. Fontana era un artista che piaceva molto ai giovani, perché a tutte le mostre si presentava e acquistava un lavoro per incoraggiarli. Lo fece anche con me all'epoca della mostra alla Galleria Apollinaire. Poi ho conosciuto bene Piero Manzoni, fu lui a presentarmi la mia prima moglie.

Beatrice
(la stanza è vuota, ma Beatrice si avvicina a Emilio, per non permettere ad altri un ascolto privato)
Questo aneddoto credo lo conoscano in pochi: racconta.

Emilio Isgrò
Mentre uscivo dalla casa di Violetta Besesti a Milano – allora noto ritrovo del mondo dell'arte – Manzoni arrivava lì con delle amiche. Tra loro notai subito Brigitte. Con una scusa tornai indietro e mi fermai. Chiesi a Manzoni come si chiamava la sua amica e lui mi rispose "Brigìtt" alla francese, ma poi mi disse che era tedesca. Io lo corressi: "Allora si pronuncia Brighitte!".

RRRIVOLUZIONE

Beatrice
E chi ti ha influenzato, invece, tra i personaggi storici?

Emilio Isgrò
Non certamente Stalin che ho sempre considerato un delinquente! Non gradisco molto i tiranni sanguinari, neppure quando dicono di battersi per cause giuste. Ho ammirato molto e mi ha suggestionato piuttosto l'anti-Stalin, ovvero Trotskij. Il suo ideale di rrrivoluzione permanente, se applicato concretamente alla politica provoca disastri, ma all'arte si addice perfettamente, perché innesca una continua dialettica e pendolarità all'interno del discorso estetico.

INSETTI

Beatrice
Nel tuo discorso estetico hai spesso interpellato il consesso delle api, operose quanto insidiose come le formiche, e le farfalle, di cui hai popolato gli spartiti de La veglia di Bach commissionato dal Teatro alla Scala. Una primogenitura che oggi balza agli occhi, confrontata con le opere (costosissime) di Jan Fabre e Damien Hirst...

Emilio Isgrò
A un certo punto, se uno lavora disinteressatamente, sono gli altri a lavorare per te. Se non rendi omaggio a certi meccanismi, dettati dalla necessità di diffondere il lavoro, e nei casi peggiori dalle mode, è chiaro che corri il rischio di essere cancellato. Il fatto che invece altri artisti siano affascinati dalle tue proposte, perpetua queste proposte, e questa è la tua salvezza.

SINGOLARITA'

Beatrice
(maliziosamente) Quindi nessun rancore se un giovane artista attinge al tuo bagaglio?

Emilio Isgrò
(astutamente)
Mi pare fosse Colette che si diceva contenta quando altri copiavano i suoi romanzi, perché quella poteva dirsi una vera penetrazione culturale… Io ho iniziato nel 1964, suscitando un mare di polemiche e pochi attribuivano valore alle mie cancellature. Oggi sono sbalordito nel vedere cancellatori indiani e cinesi: è il più bel regalo sapere che ci sono opere che mi somigliano.

Beatrice
Così si avvera l'essenza della cancellatura, che riafferma creando un'eco.

Emilio Isgrò
Esatto. Io ho teorizzato che in arte non esiste il plagio, semmai esiste il contagio. Ho sempre desiderato che le mie opere fossero contagiose. Ogni artista ha la sua buona dose di singolarità e di personalità da rrrispettare. Se decide di reinterpretare un lavoro mio, non ci trovo niente di strano, penso sia una forma di omaggio. Certo, se il risultato viene spacciato per una singolarità assoluta, questo filologicamente andrebbe contro le regole della buona creanza culturale. E' un fatto di buona educazione.

Beatrice
Sei molto tollerante.

Emilio Isgrò
Tra gli artisti c'è spesso una rivalità. Io stesso ho subìto pregiudizi. Quando sei giovane difficilmente il pubblico ti concede la palma dell'innovazione. Io venivo appaiato ad artisti che disistimavo, perché apparentemente erano vicini al mio discorso, ma in un'ottica più riduttiva. E ne pativo. Oggi, a 73 anni, faccio una mostra a Bruxelles e lecitamente pavento che il mio discorso sia invecchiato. E invece la gente continua a trovarmi originale. Ora che riesco a vedere le mie opere da estraneo, mia moglie Scilla mi prende in giro perché "mi do le arie". Ma credo di essere orgoglioso nel modo giusto, perché voglio che le idee si diffondano e si rafforzino.

AMERICA

Beatrice
In passato sei stato meno comprensivo coi "colonizzatori" d'oltreoceano, mi riferisco ai popartisti e al concettualismo americano, che hanno attinto a piene mani dell'arte europea, dispersa dal nazismo. Ci spieghi il perché di questo atteggiamento?

Emilio Isgrò
L'arte americana è piombata in Europa con la Pop Art, non con il grande informale espressionista di Pollock e Rothko. Vivendo a Venezia ho assistito alla prima mostra di Pop Art al consolato americano, dove ho conosciuto l'ambasciatore Reinhardt che si complimentava sempre per l'inglese della mia prima moglie Brigitte. Io come al solito arrancavo.

Beatrice
La conquista avvenne in tempi di guerra fredda culturale…

Emilio Isgrò
In quel momento gli americani sbarcavano container di opere, conquistando le borghesie più deboli dei vari paesi, innanzi tutto quelle italiane, che prima compravano europei e francesi e all'improvviso si sono riempite le case di opere Pop. Questo è stato un tentativo degli americani di conquistare l'Europa con la cultura, dopo averla in qualche modo liberata con le armi e aver posto delle basi militari precise.

Beatrice
Quale fu la tua reazione?

Emilio Isgrò
(più cupo in volto)
Intuii il pericolo: noi europei saremmo stati soggiogati dalla Pop Art, ma non reagii con un atteggiamento di antiamericanismo, perché non è il mio stile. Reagii con la voglia di fare qualcosa di diverso. C'è stato un momento, lo ricordo bene, in cui certi collezionisti e mercanti "pionieri" cominciarono a dire che gli artisti americani erano rrrazzialmente superiori a quelli europei in quanto portatori di un melting pot che li fortificava. E' chiaro che i vecchi collezionisti e le vecchie classi borghesi contestualmente si erano indebolite.

Beatrice
Pensi che oggi si corra lo stesso rischio?

Emilio Isgrò
Certo, chiamare il Ministero dello Stato Sociale "Welfare" è di dubbio gusto, forse un po' provinciale, anche se mi rendo conto che certe parole passano da una lingua all'altra senza problemi, ed è giusto che questo accada. E' un miracolo che l'Italia non sia ancora crollata. I paesi più forti come la Francia e la Germania hanno resistito meglio. Ma, ad esempio Israele che è letteralmente sponsorizzato dagli americani, si lamenta di eccesso di americanizzazione. Io non sono affatto anti-americano, anzi, ammiro molto Obama come ammiro la buona Pop Art. Non mi persuade l'arte americana laddove si concettualizza, perché mi sembra voglia rivendere agli europei i loro stessi prodotti.

ATTO IV E ULTIMO

RESPIRO

Beatrice
Chiudo con uno sguardo al futuro. La cancellatura ha sottolineato l'arbitrarietà della comunicazione umana, che può, se manipolata, portare verso esiti opposti: da seria a caustica, da innocua boutade a slogan subliminale. Che altri esiti prevedi per la cancellatura, o sarai tu stesso a "terremotare" il tuo nuovo codice?

Emilio Isgrò
(solenne)
Questa è una domanda estremamente difficile. Il mio lavoro ha sottolineato la convenzionalità e la pretestuosità del comunicare umano, a volte l'inganno, il che per le democrazie non è sempre un vantaggio. Io dico che solo un'arte che è capace di mantenere vivi i dubbi e scardinare le certezze malsane può essere la sola forrrma, non di opposizione, ma di contrasto all'esistente, in vista di un mondo più rrrespirabile.

EPILOGO

Alle radici del gesto cancellatore di Isgrò resta una sostanziale ambivalenza: il mondo è bene e male, var ve yok , c'è e non c'è, comunque esiste. E' questo misticismo laico, questa fede in ciò che si cela alla vista e che, tuttavia, esiste e significa, che acuisce il fascino della logoclastia del Cristo cancellatore. Le lettere sono come semi, gettati e ricoperti di terra; come semi d'arancia sopravvivono al frutto e, se confitti in un terreno dissodato, ne generano di nuovi. Quali altri semi custodisce il granaio di Emilio Isgrò? Lasciamoglielo esprimere. Con parole sue.

Novembre 2010

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ESPOSIZIONI PERSONALI (SELEZIONE)

2014

Emilio Isgrò - Cantiere del Seme d'Arancia_Visioni contemporanee, Barcellona Pozzo Di Gotto

2013

Emilio Isgrò - Epigrafi cancellate da api scatenate, Lipari
Emilio Isgrò. Modello Italia (2013-1964), Galleria nazionale d’arte moderna, a cura di Angelandreina Rorro, Roma (catalogo Electa a cura di A. Rorro, B. Benedetti con testi di F. de Bortoli, G. Dorfles, A. Nove, M. Cattelan, R. Andò.

2011

Fondazione Marconi, Milano.

2010

Disobbedisco. Sbarco a Marsala e altre Sicilie, Convento del Carmine, Marsala (TP)
Emilio Isgrò - Var ve yok, Taskim Sanat Galerisi, Istanbul, Turchia
Emilio Isgrò. La Costituzione cancellata, Boxart Galleria d'Arte, Verona

2009

Emilio Isgrò. Fratelli d'Italia, a cura di Marco Meneguzzo, Milano, Galleria Gruppo Credito Valtellinese; Acireale, Galleria Credito Siciliano.

2008

Dichiaro di essere Emilio Isgrò, a cura di M. Bazzini e A. Bonito Oliva, Prato, Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci (catalogo, con testi di M. Bazzini, A. Bonito Oliva, A. Cortellessa, A. Fiz).
Casalàina, installazione permanente, Messina, Parco Horcynus Orca.

2007

Emilio Isgrò-La preghiera ecumenica per la salvezza dell'arte e della cultura, a cura di A. Bonito Oliva, Roma, GNAM-Galleria Nazionale d'arte Moderna.

2005

Arte di Libri, Urbino, Palazzo Ducale, Biblioteca del Duca.

2004

L'organizzazione del niente, Napoli, Galleria Dina Caròla.
Insetti e filosofi, Genova, Il Vicolo (catalogo).

2003

Leggere non è reato. Opere dal 1971 al 1995, Brescia, Galleria L'Incontro (catalogo).
Insetti e filosofi, Milano, Studio Guastalla Arte Moderna e Contemporanea (catalogo, testi di A. Fiz e S. Guastalla).

2001

Le api della Torah, installazione, Livorno, Libreria Salomone Belforte & Co., Sala dell'arte contemporanea (catalogo, con intervista di Silvia Guastalla).
La rotta dei Catalani, Palermo, Palazzo Ziino.
Emilio Isgrò, a cura di A. Bonito Oliva, mostra antologica, Palermo, Cantieri della Zisa (catalogo, con testo di A. Bonito Oliva).

1998

Seme d'arancia, installazione, Milano, Galleria Fonte d'Abisso.

1996

I dieci comandamenti, Cagli (Provincia di Pesaro e Urbino), Palazzo Comunale.

1994

Prima della prima del Mosè ovvero Le Tavole della Legge, installazione, Pesaro, Rossini Opera Festival/Galleria Franca Mancini (catalogo, con testo di R. Barilli).
I giorni della pittura, Genova, Università degli Studi di Genova.

1993

Guglielmo Tell, Biennale di Venezia, Venezia, sala personale (catalogo, testi di A. Bonito Oliva, J. P. Gaudin, V. Conti).

1992

Milano, Galleria Fonte d'Abisso.

1991

Dio non lo sa leggere, Roma, Galleria Milena Ugolini (catalogo).
C'è chi dice Madame Bovary, installazione per quattro quadri, quattro pale e ventitrè libri, a cura di Janus, Aosta, Torre del Lebbroso (catalogo, con testo di M. Giaveri).

1990

Teoria della Cancellatura 1964-1990, Milano, Galleria Fonte d'Abisso (catalogo, con testo dell'artista).

1987

Modena, Galleria Fonte d'Abisso (catalogo, con testo di A. Bonito Oliva).
Cancellature 1965-1987, Madrid, Istituto Italiano di Cultura (catalogo, con testo di A. Bonito Oliva).

1986

L'ora italiana, Bologna, Bologna Festival/Museo Civico Archeologico (catalogo, con testo dell'artista, V. Accame, C. Cerritelli e un'intervista di S. Zingale).

1985

La veglia di Bach, mostra spettacolare per immagini parole tastiere pedaliere, installazione, Milano, Teatro alla Scala/Chiesa di San Carpoforo (catalogo, testi di G. Ballo, L. Arruga, V. Gregotti).
Il tempo delle macchie, Milano, Mercato del Sale.
Prospettiva verbale, Bologna, Nuova 2000 (catalogo, con testo dell'artista e C. Cerritelli).

1982

Piccolo Notturno di solitudine e di grazia per una libreria, sette libri e due pelli di tamburo, installazione, Milano, Studio Santa Tecla.

1981

Come si diventa cleptomani ovvero Due o tre disegni del Tiepolo bambino, installazione, Milano, D'Ars.
Piccolo notturno di solitudine e di grazia per una libreria, sette libri e due pelli di tamburo, Torino, Il Torchio (catalogo a schede).

1979

Chopin, partitura per 15 pianoforti, installazione, Milano, Rotonda Besana (catalogo, testi di F. Caroli, D. Courir e S. Zingale).

1977

Epilogo del vedere, Ferrara, Padiglione d'Arte Contemporanea (catalogo, con testo di Janus).
Roma, Galleria Lastaria (invito – catalogo, con testo di I. Mussa).

1976

Antologica, Parma, Università degli Studi di Parma-Csac, Scuderie della Pilotta (catalogo, con presentazione di F. Menna, una nota di E. Paci).
Immaginare di Händel, Torino, Stufidre (catalogo, con testo di Janus).

1975

Kissinger: documenti e discussione, Macerata, Galleria Cicconi (catalogo). Immaginare di Händel, Napoli, Studio Trisorio.
Giap, installazione, Milano, Galleria Blu.

1974

Storie rosse, installazione, Milano, Studio Soldano (catalogo, con testo di T. Trini).
Bologna, Studio G7 (catalogo, con testo di R. Barilli).
Napoli, Lia Rumma.
Bergamo, Galleria dei Mille (catalogo, con testo di R. Apicella).
Le cancellature, Pescara, I Diamanti.
Kissinger, Milano, Galleria Blu (catalogo, con testo di A. Bonito Oliva).

1973

I libri cancellati di Emilio Isgrò, Stoccolma, Istituto Italiano di Cultura.
Pesaro, Galleria Il Segnapassi (catalogo, con testo di G. Brizio).

1972

Die Durchstreichungen von Isgrò, Stoccarda, Galerie Senatore.
L'avventurosa vita di Emilio Isgrò nelle testimonianze di uomini di stato, scrittori, artisti, parlamentari, attori, parenti, familiari, amici, anonimi cittadini, installazione, Milano, Studio Sant'Andrea.
Le cancellazioni di Isgrò, Venezia, Galleria del Traghetto (catalogo).
La "q" di Hegel, Milano, Galleria Blu (catalogo, con testo di V. Fagone).

1971

Dichiaro di non essere Emilio Isgrò, installazione, Milano, Centro Tool (invito-catalogo, con testo dell'artista).

1970

Poesie visive, Brescia, Galleria Santa Chiara (catalogo, con testo di Sarenco).
Enciclopedia Treccani cancellata, installazione, Milano, Galleria Schwarz (catalogo, con testo dell'artista).
Poesie visive di Emilio Isgrò, XI Mostra nazionale di pittura "Vita e paesaggio di Capo d'Orlando", Comune di Capo d'Orlando (Messina) (catalogo).

1969

Le cancellature di Isgrò, Milano, Naviglioincontri-Galleria del Naviglio (catalogo, con testo di G. Dorfles).

1968

Il Cristo cancellatore, installazione per libri, leggii e illuminazione al neon, Milano, Galleria Apollinaire (catalogo, con testo di P. Restany).

1967

Poesia visiva, Trieste, Centro Arte Viva Feltrinelli (catalogo, con testo dell'artista).
Le poesie visive di Isgrò, Milano, Galleria Apollinaire.

1966

Oltre il collage, Padova, Galleria 1+1 (catalogo, con testo di G. Dorfles).
Poesie visive, Venezia, Il Traghetto (catalogo, con testo dell'artista).

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ESPOSIZIONI COLLETTIVE (SELEZIONE)

2015

1965-2015. 50 anni dallo Studio Marconi alla Fondazione Marconi, Milano
Minute de vérité, Torino
Minimalia , Milano
Au rendez-vous des amis, Città Di Castello
Contemporary multiples, Livorno
Edizioni l'Obliquo - Libri illustrati e grafica, Venezia
From a Collection, La Spezia

2014

MappeMondi, Milano
Novanta artisti per una bandiera, Torino
Dalla Poesia Concreta alla Poesia Visiva e alla Material Poetry, San Cataldo
L'Orlando Furioso: incantamenti, passioni e follie. L'arte contemporanea legge l'Ariosto, Reggio Nell'emilia
Tra parola e immagine. Verbovisualità La Collezione Anna Spagna Bellora, Siracusa
Colori d'estate. Agosto 2014, Lecce
Monumentalmente Vostro: l'arte collettiva negli anni Settanta, Brescia
Dalla Poesia Concreta alla Poesia Visiva, Catania
Nati nei '30. Milano e la generazione di Piero Manzoni, Milano
Parole, Parole, Parole... Arte nell'epoca della comunicazione, Milano

2013

Scrittura visuale. Ricerche verbo-visuali in Italia '60/'70, La Spezia
Novanta artisti per una bandiera, Roma
L'arte moltiplicata. Opere originali tra unicità e serialità, Brescia
DIECI volte BAU , Pontassieve
Bookhouse. La forma del libro, Catanzaro
Novanta artisti per una bandiera, Reggio Nell'emilia
Il senso e le forme. Da Chadwick a Bonalumi, Milano
Poesia visiva Vs Fluxus, Brescia

2012

L'alchimia della parola. La scrittura nell'arte e l'arte nella scrittura, Saronno
La magnifica ossessione, Rovereto
Spazio Parola, Arezzo
Omaggio a…, Quartu Sant'elena
ARTIST'S BOOKS OFFLINE/ONLINE - omaggio a John Cage nel centenario della nascita 1912-2012, San Cataldo
ASTA DI OPERE D'ARTE CONTEMPORANEA PER IL TERREMOTO DELL'EMILIA ROMAGNA, Milano
C_artelibro. Il principio delle pagine, Bologna
BOCCONI ART GALLERY A QUOTA 100, Milano
Physiognomies: Il ritratto nell'arte contemporanea, Lecce
Aspetti dell'arte italiana del XX secolo da una collezione privata, Foligno
Di-segni poetici. La collezione di poesia visiva del Museo Arte Contemporanea Matino, Lecce

2011

La Quadreria. Opere da una collezione, Milano
IL BELPAESE DELL'ARTE. Etiche ed Estetiche della Nazione, Bergamo
The Gentlemen of Verona: sperimentazioni sul contemporaneo in Italia, Verona
Arché futura, Lipari
Artisti d'Italia, Arezzo
Interferenze Costruttive. Artisti in Residenza in Azienda, Castelbasso
Mes amis, les peintres philosophes, Milano
Cinquant'anni di Arte Contemporanea in mostra a Milano, Milano

2010

Mappe d'artista 1959-2009, Museo d'arte Contemporanea Casa del Console, Calice Ligure (SV).
Scoperta, Museo Archeologico di Santa Scolastica, Bari.
Un augurio ad arte, Centro per l'arte contemporanea Open Space, Catanzaro.
Spazio Libro d'artista, a cura di Antonio Freiles, Museo Regionale, Messina.
A, b, c…: lettere in libertà, a cura di Andreas Hapkemeyer, Museion, Bolzano.
L'arte è una parola, a cura di Andrea Alibrandi, Mauro Panzera, Enrico Pedrini, Galleria Il Ponte, Firenze.
Libri d'artista dalla collezione Consolandi 1919-2009, a cura di G. Maffei e A. Vettese, Palazzo Reale, Milano.
Il grande gioco. Forme d'arte in Italia 1947-1989, a cura L. Cavallini, B. Corà e G. Di Pietrantonio, Museo di arte contemporanea, Lissone; Rotonda Via Besana Milano; GAMeC, Bergamo.

2008

Un libro in maschera/Opera in 5 atti e 25 artisti, a cura di G. Mori, Biblioteca di Via Senato, Milano.
Soltanto pubblicità?, Castello Sforzesco, Milano.
L'usage de la parole, Bruxelles, Artscope.
Viaggio in Italia, Graz, Neue Galerie Graz am Landesmuseum.
Il segno inciso. Opere internazionali della Stamperia Upiglio, Milano, Spazio Boccioni.
Il libro come opera d'arte, a cura di G. Maffei e M. Picciau, Festivalletteratura, Mantova.

2007

In pubblico/Azioni e idee degli anni settanta in Italia, a cura di M. Fochessati, M Piazza, S. Solimano, Genova, Museo d'arte contemporanea di Villa Croce.
Per una storia della pittura #2. Da Klein a oggi, Milano, Galleria Blu.
Arte italiana 1968-2007. Pittura, a cura di M. Sciaccaluga, Milano, Palazzo Reale.
Mai dire Mao, a cura di G. Frassa, Parma, Fiera di Parma.
In folio, libri d'artista contemporanei, a cura di G. Nerli, G. Riccio, Napoli, Palazzo Reale, Biblioteca Nazionale.
Italian Genius Now, a cura di M. Bazzini, Vietnam, Hanoi, Museum of Fine Arts; Singapore, White House.
Alle pareti niente. Oggetti, progetti, scritti, cartoline e libri d'artista, Milano, Archivio Ricerca Visiva.
La parola nell'arte. Ricerche d'avanguardia nel ‘900. Dal Futurismo a oggi attraverso le collezioni del Mart, Rovereto, Museo d'arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto.
Nowheremen, a cura di M. Bettini e O. Calabrese, Bergamo, Cortenuova, Acciaierie artecontemporanea.
Per parole e immagini, a cura di Vittoria Coen, Magi ‘900, Pieve di Cento (Bologna).
Viaggio nella parola, a cura di F. Andolcetti, C. Cimino, M. Commone,

2006

Verba manent, opere della collezione Paolo Della Grazia, a cura di N. Boschiero, Mart, Centro Arte Contemporanea, Cavalese (Trento).
Liberolibrodartistalibero. Terza edizione biennale del Libro d'artista, a cura di E. Donno, G. Macchia, F. Troiani, Spoleto, Museo Archeologico Statale.
Primo Piano. Parole, azioni, suoni, immagini da una collezione d'arte, a cura di M. Bazzini e S. Pezzato, Prato, Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci.
Voi (non) siete qui, a cura di M. Bettini e O. Calabrese, Corte Nuova (Bergamo), Acciaierie Arte Contemporanea.
Il libro come opera d'arte/The Book as a Work of Art, a cura di G. Maffei e M. Picciau, presentazione di M. V. Marini Clarelli, Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna.
Musma, Museo della Scultura Contemporanea di Matera, a cura di G. Appella, Matera, Palazzo Pomarici.
Biennale del Libro d'Artista 2006. Terza edizione. Dalle opere Futuriste, alla Poesia Visiva e Concreta, ai giorni nostri, Spoleto (PG), Museo Archeologico Statale.
Food, Milano, Studio Guastalla.
Sicilia!, 40 artisti siciliani: dalla generazione "eroica" dell'immediato dopoguerra, fino ai giovanissimi, a cura di M. Meneguzzo, Acireale (CT), Galleria Credito Siciliano.
Idee brillanti. Arte italiana dal secondo dopoguerra ad oggi, Chiari (BS), Colossi Arte Contemporanea.
Labirinti del tempo e della luce. L'arte contemporanea per la rifondazione di Gibellina, Trapani, ex carcere di San Francesco.

2005

La scultura italiana del XX secolo, a cura di M. Meneguzzo, Milano, Fondazione Arnaldo Pomodoro.
Alice nel castello delle meraviglie. Il mondo fuori forma e fuori tempo nell'arte italiana del Novecento, a cura di M. Pugliese, Castello Sforzesco.
Un secolo di arte italiana/Ein Jahrundert italienischer Kunst, a cura di V. Feierabend, E. Weiss, K. Wolbert, Rovereto, Mart.
Jean Cocteau: il poeta, il testimone, l'impostore, a cura di M. Carrera ed E. Fermi, Mamiano di Traversetolo (Parma), Fondazione Magnani-Rocca.
Poesia oggetto, a cura di R. Dehò, Castelvetro di Modena, Musa Museo dell'Assurdo.
Libri taglienti esplosivi luminosi, a cura di R. Antolini, Trento, Mart, Biblioteca Comunale; Museion, Bolzano-Bozen.
And Tthe Stars shine, Bel Art Gallery.
L'arte del lavoro, il lavoro dell'arte, a cura di B. Corà, La Spezia, Camec.

2004

Padre Nostro. Dall'ascesi aniconica alla contemplazione iconica, Biennale d'Arte Sacra Contemporanea, Museo Staurós d'arte sacra contemporanea-Santuario di San Gabriele (TE).
Books, mostra sul libro d'artista, Milano, Spazio Erasmus Brera.
Le Opere e i Giorni, a cura di A. Bonito Oliva, Padula (Salerno), Certosa di San Lorenzo.
Nuove scritture/Poesia visuale nelle collezioni milanesi, a cura di Gabriella Anedi, Laura Colombo, Glauco Mambrini, Gaetano delli Santi, Claudio Zanini, Maria Elena De Felice, Milano, Liceo Umberto Boccioni.
DeLIBERatamente. Il libro d'artista negli anni '60 e '70, da Piero Manzoni ad Andy Warhol, a cura di M. Gazzotti, Cremona, Comune di Soncino, Rocca Sforzesca.
Epicentro, a cura di A. Bonito Oliva, Il Cairo, Akhenaton Gallery.
Guardare raccontare pensare conservare. Quattro percorsi del libro d'artista dagli anni Sessanta ad oggi, a cura di Anne Moeglin-Delcroix, Liliana Dematteis, Giorgio Maffei, Annalisa Rimmaudo, Mantova, Casa del Mantegna.
Riflessi nell'arte, percorsi italiani tra arte pop, concettuale, transavanguardia e citazionismo, a cura di S. Tonti, Ancona, Mole Vanvitelliana.
Medesign/Forme del Mediterraneo, Genova, Palazzo della Borsa.

2003

Nella Materia. Dal Futurismo a Kiefer nell'arte del Novecento. Da Burri a Kounellis metalli e ossidazioni, Milano, La Permanente.
Rivoluzionarte, Brescia, Villa Glisenti/Villa Carcina.
Del segno, del suono e della parola/A… parole, a cura di G. Depuro e A. Fresu, Berchidda (Sassari), Pav.
Trento e Rovereto, Mart.

2002

Mediterraneo. Sacro Arte e Architettura Contemporanea per un dialogo fra le culture, a cura di C. Strano, Catania, Ex Monastero dei Benedettini.
Parole parole parole, a cura di A. Borgogelli e F. Cavallucci, Trento, Galleria Civica di Arte Contemporanea.
De gustibus, Siena, Palazzo delle Papesse.
Le stanze dell'arte: figure e immagini del XX secolo, Rovereto (Trento), Mart.

2001

F. Gallo, "Isgrò", in Origini. Siciliani protagonisti del ‘900, catalogo della mostra [Scicli (Ragusa), Palazzo Spadaro], Ragusa, 2001.
Libri d'artista. Poesia visiva/concreta/fonetica 1950/1975, Novi Ligure, Biblioteca Civica.
Il Deposito Paolo Della Grazia e l'Archivio di Nuova Scrittura, a cura di G. Belli e N. Boschiero, Rovereto, Mart.
Ujazdowski Center for Contemporary Art, Varsavia.

2000

Sentieri ininterrotti. Crisi della rappresentazione e iconoclastia nelle arti dagli anni Cinquanta alla fine del secolo, Bassano del Grappa, Palazzo Bonaguro.
La Bacheca n. 2: ‘libri d'artista'-Poeti visivi italiani, 1962-1998, a cura di M. Bentivoglio, Roma, Associazione La Cuba d'Oro.
The Vera, Silvia and Arturo Schwarz Collection of Contemporany Art, a cura di Ahura Israel, Tel Aviv, Museum of Art.

1999

Spazi in luce. Da Caravaggio oltre Fontana, a cura di A. Bonito Oliva, Lecce, Castello di Carlo V.
Il rosso e il nero, figure e ideologie in Italia 1945-1980, a cura di G. Bianchino e A. C. Quintavalle, Università degli Studi di Parma-Csac, Scuderie della Pilotta, Parma.
Dal nero del segno ai colori del sogno. Omaggio di 60 artisti siciliani a Francesco Lanza, Enna, Galleria Civica.
Il grande rettile e gli altri, Livorno, Museo Civico Giovanni Fattori.
Minimalia, a cura di A. Bonito Oliva, New York, P.S. 1 Contemporary Art Center.
Text-image, a cura di G. Zanchetti, La Chaux de Fonds, Museè des Beaux-Arts.
Trento/Rovereto, Museo d'Arte Moderna e Contemporanea.
Bolzano, Museo d'Arte Moderna.

1998

Minimalia, a cura di A. Bonito Oliva, Roma, Palazzo delle Esposizioni.
Islas, Santa Cruz de Tenerife, Art Centre "La Granja".
Opera-Pensiero, a cura di G. Perretta, Roma, Art Gallery.
I percorsi del sublime, a cura di A. Bonito Oliva, Palermo, Parco Palazzo d'Orleans/Albergo delle Povere.
Poesia totale, a cura di E. Mascelloni e Sarenco, Mantova, Palazzo della Ragione.
Entr'acte, arte contemporanea nella Toscana industriale, a cura di B. Corà, Pontedera (PI), Museo Piaggio Giovanni Alberto Agnelli.

1997

Campo dei sensi. Ricerche: arte e teatro e teoria, Milano, Fondazione Mudima.
Noi non abbiamo paura. Artisti contro, Milano, Galleria Blu.
Universarte, a cura di V. Coen e V. Dehò, San Giovanni in Monte.
Minimalia, a cura di A. Bonito Oliva, Venezia, Palazzo Querini Dubois.
Carte italiane. Artisti contemporanei a confronto, a cura di C. Cerritelli, Palau, Museo Civico.
Islas, Las Palmas de Gran Canaria, Centro Atlantico de Arte Moderna.
IV Biennale di Arte Sacra, Siracusa, Collegio di Santa Maria.

1996

La presenza della virtualità, il movimento della virtualità, la virtus della virtualità, a cura di M. Cristaldi, Biella, Palazzo La Marmora. Carrara, Cave di marmo La Piana.
Ascoltare l'immagine. L'esperienza del suono negli artisti della visualità, a cura di M. Bentivoglio, Seravezza, Palazzo Mediceo.
Vetrofanie, Colorno, Palazzo Ducale.
Festa di un altro mondo, Quarto Oggiaro, Parco di Villa Scheibler.
Arte in Italia negli anni '70. Verso i Settanta (1968-1970), a cura di L. Caramel, Erice, La Salerniana, Ex Convento San Carlo.
Galeotto fu il libro, Brescia, Galleria Schreiber; Sesto San Giovanni, Mercato del Pesce; Arese, Biblioteca Comunale.
Circumnavigazione, a cura di E. Pagano, New York, Intrepid Sea-Air-Space Museum.
Bagheria, Osservatorio Siciliano dell'Arte Contemporanea.

1995

Risarcimento. Artisti contemporanei per gli Uffizi, a cura di A. Petrioli Tofani, Firenze, Uffizi, Sala delle Reali Poste.
Marinetti e il movimento futurista. Omaggio al Futurismo, a cura di M. Vescovo, Alessandria, Palazzo Guasco.
Milano,100 artisti per la città, Milano, Palazzo della Permanente.
Celebrazioni. Il sogno del cavallo, a cura di G. Celli, Grosseto, Cassero Senese.
La grande scala-Teleri italiani e altri grandi formati di artisti contemporanei, a cura di V. Fagone, Bergamo, Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea.
Calligrafie ovvero la scrittura dipinta, Capua (CE), Palazzo Fazio; Firenze, Centro d'Arte Spaziotempo.
Artisti della Nuova Accademia 1980-1995, Milano, Centro Culturale San Fedele.
Anni ‘90. Arte a Milano, Milano, Associazione Interessi Metropolitani.

1994

I libri d'artista italiani del Novecento, Venezia, Collezione Guggenheim.
Artisti al Museo, a cura di L. Barbera, Messina, Teatro Vittorio Emanuele.
Dall'arte neoconcreta all'iperrealismo, XXVII Premio Vasto, a cura di F. De Santi, Vasto, Istituto Tecnico F. Palizzi.
Lo spazio della scrittura, Ascona, Museo Epper.
Preziosi in biblioteca, a cura di F. Malaguzzi, Torino, Centro Congressi Torino Incontra.
Stigma.Grafica italiana anni '60-'80, Bassano del Grappa (VI), Palazzo Agostinelli; Steyr (Austria), Galerie Pohlhammer; Vienna, Istituto Italiano di Cultura; Malo (VI), Museo Casabianca.

1993

I labirinti del segno, Aosta, Tour du Lèpreux.
Navigatori solitari, Brescia, Palazzo Martinengo.
Punti cardinali dell'arte. Opera italiana-Transiti, XLV Biennale di Venezia, Venezia.
Gli artisti della Blu 1957-1993, Milano, Galleria Blu.
La presenza della virtualità, Ameglia, Ex biscottificio Falcinelli.
Linguaggio/Immagine, a cura di A. Altamira, Archivio di Nuova Scrittura, Milano.

1992

Pittura e Pittura Dentro/Fuori, a cura di L. Barbera, Messina, Teatro Vittorio Emanuele.
The Artist and the Book in Twentieth-Century Italy, New York, Museum of Modern Art.
Arte Italiana. Esperienze degli anni ‘60/'80. Arte concettuale, Arte povera, Costruttività, arte cinetica nella collezione della Banca Commerciale Italiana a Francoforte. Frankfurt Am Main (Germania).
Paesaggio con rovine, a cura di A. Bonito Oliva, Gibellina (TP).
Paginaperta, La Spezia, Circolo Culturale Il Gabbiano.

1991

Pagine e dintorni, a cura di G. Gini e S. Zanella, Gallarate, Civica Galleria d'Arte Moderna.
Le arti in carta, il libro sperimentale in Italia, Riolo Terme (RA), Ex Chiesa di San Giovanni Battista.
Parola immagine per l'aggiornamento di un museo, Gallarate (VA), Civica Galleria d'arte moderna, 1991.

1990

New Art from the Mediterranean and Japan. Toyama Now ‘90, IV International Contemporary Art Exhibition, Giappone, Toyama, Museo di Toyama.
Torino, Matteo Remolino.
Il librismo, Cagliari, Fiera Campionaria.

1989

Wortlaut, Colonia, Galerie Schüppenhauer.
Far libro. Libri e pagine d'artisti in Italia, Firenze, Casermetta del Forte Belvedere.
Il linguaggio simulato, a cura di L. Cabutti, E. Di Mauro, Torre Felice, Galleria Civica d'Arte Contemporanea.

1988

Africa/Artisti Italiani Against Apartheid, mostra itinerante a cura di F. Menna e S. Betti, New York, Mosca, Roma, Strasburgo, Dakar, Bamako, Maputo, Harare, Lusaka.
Seh-Texte. Parola/Immagine, Bolzano, Museo di Bolzano.
Biennale del Sud. Rassegna di Arte Contemporanea, Napoli, Accademia di Belle Arti.
Officina del Vulcano, a cura di G. Frazzetto, Bronte, Castello Nelson.
Gambatesa Castello (Campobasso).
Amore d'autore/Author's love, San Paolo del Brasile, Istituto Italiano Eugenio Montale.

1987

Parola come immagine, Senigallia, Expo, Giardini della Rocca Roveresca.
Maestri d'avventura, a cura di C. Cerritelli, Bologna, Nuova 2000.
Extra moenia, a cura di Eva di Stefano e Vittorio Fagone, Capo d'Orlando (ME).
Amore d'autore/Author's love, Milano, Studio D'Ars; Trento, galleria 9 Colonne Spe; Bologna, Arte Fiera; New York, Scuola d'Italia.

1986

Arte e scienza. Nell'età delle scienze esatte. Colore, XLII Biennale di Venezia, Venezia.
Arte Santa, Ravenna, Pinacoteca Comunale, Loggetta Lombardesca.
Che cosa fanno oggi i concettuali?, Milano, a cura di R. Barilli, Milano, Rotonda Besana.
"Noi leggevamo un giorno per diletto". Appunti per uno studio del libro fra arte e tecnologia, Ancona, Palazzo Mengoni Ferretti.
La parola totale, a cura di A. Bonito Oliva, Modena, Galleria Fonte d'Abisso.
Emergenze nella ricerca artistica in Italia dal 1950 al 1980, XI Quadriennale di Roma, Roma, Eur, Palazzo dei Congressi.
Italics 1925-1985. Sessant' anni di vita culturale in Italia, New York, Columbia University, Casa Italiana.

1985

La scrittura visuale in Italia. Inizi, presenze, orientamenti 1960-1970, Napoli, Studio Morra.
Il non libro. Bibliofollia ieri ed oggi, Palermo, Biblioteca Centrale della Regione Siciliana.
O come origine, Milano, Cenobio-Visualità.
Circumnavigazione, Gibellina, Museo d'Arte Contemporanea.
L'Italie aujourd' hui. Regards sur la peinture italienne de 1970 à 1985, Nice, Centre National d'Art Contemporaine.

1984

Informazione '60/'80, Comuni di Cento, Piacenza, Pieve di Cento, Gualtieri e Imola.
Arte italiana 1960-80, New York, Banca Commerciale Italiana.
Recenti acquisizioni. Artisti italiani anni ‘60 e ‘70, Bologna, Galleria d'Arte Moderna.

1983

Mostra del libro d'artista, Messina, Salone di rappresentanza del Comune di Messina.

1982

Pinocchio nel paese degli artisti, Torino, Il Mulino/Cooperativa Assemblea Teatro.
Scrittura attiva: processi artistici di scrittura in dodici dimostrazioni espositive, Suzzara, Galleria d'Arte Contemporanea.
Babele, a cura di C. Benincasa, Palma Campania, Palazzo Comunale.
Pittori dell'occhio, della mente e dell'immaginazione, Erice, La Salerniana, Ex Convento San Carlo.
Arte italiana 1960/1982, Londra, Hayward Gallery.
Trent'anni di arte italiana.1950-1980, Lecco, Villa Manzoni.

1981

Linee della ricerca artistica in Italia 1960-1980, Roma, Palazzo delle Esposizioni.
Identité italienne. L'art en Italie depuis 1959, Parigi, Centre Georges Pompidou.
1ª Exposicao International de Art-Door/1th International Outdoor Exhibition, Brasile, Recife Pernambuco.
Lombardia: vent'anni dopo. Ricerche artistiche, 1960-1980, Pavia, Castello Visconteo.
Apollinaire 1981, a cura di C. Strano, Milano, Galleria Bonaparte.
Medium 81, a cura di Janus, Torino, Promotrice delle Belle Arti.
La critica dell'arte, Ancona, Palazzo Bosdari.
Trent'anni d'arte italiana, Lecco, Villa Manzoni.
Deserto. Aspetti della condizione umana attraverso l'arte, Bergamo, Convento Eremitani di Sant'Agostino.
Il segno in Italia, Perth (Australia).

1980

Cronografie. Il tempo e la memoria nella società contemporanea, progetto speciale a cura di G. Bettetini, Biennale di Venezia, Venezia, Chiesa di San Lorenzo/Magazzini del Sale.
Tendenze e sviluppi della ricerca poetico-visuale, a cura di M. D'Ambrosio, Brescia, Museo Laboratorio Arti Visive.
Copertina d'artista, Torino, La Bussola.
Caro Solmi. Rassegna di arte e di lettere, Gavirate, Chiostro di Voltorre.
Anabasi. Architettura e arte 1960/1980, a cura di C. Benincasa, Termoli, Galleria Comunale d'Arte Contemporanea.
Subzara. Il fiume, la gente, la festa, Suzzara, Galleria Civica d'Arte Contemporanea.
Scrittura attiva, processi artistici di scrittura, a cura di U. Carrega, Sesto San Giovanni, Rondòttanta.

1979

Opere a confronto, Milano, Nuovo Sagittario.
Testuale. Le parole e le immagini, Milano, Rotonda Besana.
Rien ne va plus, Milano, Galleria Blu.
I Biennale Internazionale di Arte Moderna, Monza, Villa Reale.
La poesia visiva (1963-1979), a cura di L. Ori, Firenze, Palazzo Vecchio, Sala delle Armi.
Artisti italiani nella XV Biennale di San Paolo del Brasile, Roma, Palazzo della Quadriennale.

1978

Sei stazioni per artenatura. La natura dell'arte, a cura di A. Bonito Oliva, XXXVIII Biennale di Venezia, Venezia.
Raccolta italiana di Nuova Scrittura, Mercato del Sale, Milano
Geografia, Milano, Cenobio Visualità.
Carta-Ipotesi, Foligno, Palazzo Trinci.
Parola Immagine e Scrittura, a cura di M. D'Ambrosio, Urbino, Collegio Raffaello.
Civette e gufi, barbagianni & company, a cura di R. Bossaglia, Milano, Galleria dei Bibliofili.

1977

XIV Biennale di San Paolo, Brasile, San Paolo del Brasile. (vincitore del primo premio)
L'occhio meccanico. L'artista e la fotografia, Torino, Unione Culturale/Palazzo Carignano /Galleria F. Casorati.
La forma della scrittura, a cura di A. Spatola, Bologna, Galleria d'Arte Moderna.
Poesia visiva. Verso un concetto globale, Milano, Studio Sant'Andrea.
Arte in Italia 1960-1977, Torino, Galleria d'Arte Moderna.
Scrittura ‘77, Milano, Galleria Vinciana.

1976

Parola Immagine Oggetto, Tokyo, Istituto Italiano di Cultura.
La somiglianza, Genova, Unimedia; Milano, Galleria Blu; Roma, Studio Cannaviello.
Movimento speculare, Bari, Expo Arte.
La scrittura, Roma, Seconda Scala; Milano, Studio Sant'Andrea; Genova, Unimedia.
Blow up. I viaggi di Gulliver nel regno della percezione, Milano, Galleria Dov'è La Tigre.

1975

Sempre cose nuove pensando. Aspecten actuale Kunst uit Italië, Anversa, ICC-Internationaal Cultureel Centrum.
A Luigia Pallavicini caduta da cavallo, Cunardo, Fornaci Ibis.
Un modello perseguito: vedere guardare leggere, Genova, Galleria Rotta; Milano, Galleria Blu.
Vita e paesaggio di Capo d'Orlando, Capo d' Orlando (ME), Palazzo Comunale.
Twelfth Annual Avantgarde Festival, New York.
Torino, Promotrice, Sale del Valentino.

1974

Presenze e tendenze nella giovane arte italiana, XXVIII Biennale Nazionale d'Arte Città di Milano, Milano, Palazzo della Permanente.
Mostra d'arte sacra, Fornaci Ibis, Cunardo.
Museo Civico, Crema.
Centro attività Visive, Palazzo dei Diamanti, Ferrara.
Prima mostra nazionale "Scrittori che disegnano e dipingono", Albisola Mare, Museo della Ceramica e Sala dei Congressi.
Ironia come alternativa, VIII Rassegna Internazionale d'Arte, Acireale, Palazzo Comunale.
Eros come linguaggio, Milano, Galleria Eros.
Pittura e musica dalla fine dell'Ottocento ad oggi, Lugano, Villa Malpensata.
In progress, Prima Biennale, Livorno, Museo Progressivo d'Arte Contemporanea.
Della falsità, Parma, Università degli studi di Parma-Csac, Scuderie della Pilotta.
Le cancellature, Pescara, I diamanti.

1973

Italian Visual Poetry 1912-1972, New York, Finch Museum.
Contemporanea, Incontri Internazioni d'Arte, Roma, Parcheggio di Villa Borghese, a cura di Achille Bonito Oliva.
Stockholm, Italienska Kulturinstitutet C. M. Lerici.
Mostra d'arte sacra, Cenobio Visualità, Milano.
Il ritratto oggi, a cura di A. Gemelli e M. Rossello, Albissola, Villa Faraggiana.
Scrittura visuale in Italia 1912-1972, Torino, Galleria d'Arte Moderna.

1972

Il libro come luogo di ricerca, XXXVI Biennale di Venezia, Venezia.
Nineth Annual Avantgarde Festival, New York.
I denti del drago, Milano, L'Uomo e l'Arte. T
endenze dell'arte contemporanea, Casale Monferrato, Biblioteca Civica.
Poesia visiva internazionale, Milano, Studio Sant'Andrea.
Poesia pubblica, a cura di M. Perfetti, Taranto, Villa Peritato.

1971

Appunti per una tesi di citazione e di sovrapposizione, Roma, Gap Studio di Arte Contemporanea.
Proletarismo e dittatura della poesia, mostra collettiva con Isgrò, Miccini, Sarenco, Vaccari, a cura e con introduzione al catalogo di Emilio Isgrò, Milano, Studio Sant'Andrea.
Dritte Internazionale Fruhjahrsmesse, Berlino, Akademie der Kunst.
Appunti sul nostro tempo. Nuove forme di pittura, Lonato (Brescia), Associazione Rosai.
Italiaanse visuele poesie, Anversa, Vecu.
Favole cancellate, Milano, Galleria Schwarz.

1970

Concrete Poetry?, Amsterdam, Stedelijk Museum.
La poesia degli anni ‘70, Brescia, Museo del Castello.
Eighth Annual Avantgarde Festival, New York.
Exposicion Internacional de Ediciones de Vanguardia, Montevideo, Universidad de Montevideo, Fundación de Cultura Universitaria.
Mostra internazionale di poesia sperimentale, Marciana, Exempla.
Aspetti della poesia visiva, Brescia, Centro Documentazione Poesia Visiva.

1969

Liberarse. Exposition Internacional de la Nueva Poesia, Montevideo, Universidad de Montevideo, Facultad de humanidades y ciencias.
Seventh Annual Avantgarde Festival, New York.
La scrittura attiva, expo internazionale di poesia avanzata, Taranto, Circolo Italsider.
Esposizione internazionale di poesia avanzata, Milano, Centro Suolo.
Undici a Pejo, a cura del Centro Sincron, Pejo (Trento).

1968

Comunicazioni visive, Massafra (TA), Biblioteca Comunale.
Sixth Annual Avantgarde Festival, New York.
Oltre l'avanguardia, Novara, Palazzo del Broletto.

1967

Premier inventaire international de la poésie élémentaire, Parigi, Denise Davy.
Rassegna internazionale della nuova poesia, Roma, Artivisive.
Mailand Situation 1967/68, Stoccarda, Galerie Senatore.
Parola Immagine, a cura del Gruppo 70, Firenze, Galleria La Soffitta.
Rassegna di poesie. Nuove tecniche visive in Italia, a cura V. Accame, U. Carrega, F. Vaccari, Milano, Club Turati.
Segni nello spazio, Trieste, Castello di San Giusto.
Parole sui muri, Fiumalbo (MO).
Rassegna internazionale della nuova poesia, Artivisive, Roma.

1966

Poesia visiva, a cura di E. Isgrò e E. R. Sampietro, Milano, Libreria Feltrinelli.
Mantova, Casa del Mantegna.
Poesia visiva, Roma, Galleria Tunnel.

1965

Poesia visiva, Genova, La Carabaga.
Poesia visiva, 3° Festival Gruppo Settanta/Poesia Visiva, Firenze, Galleria Numero.
Mostra di poesia visiva a cura del Gruppo 70, Circolo Culturale Leonardo, Peretola, Firenze.
Luna Park, mostra del Gruppo 70 e mostra di poesie visive, Perugia, Le Muse.

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opere

Particolare
75x110 cm
n. 139
L'Italia che dorme
240x140x80 cm
n. 138
La Vergine degli scarafaggi
220 x 146 x 115 cm
n. 137
Modello temporale
67 x 50 cm
n. 136
Modello di verità
67 x 50 cm
n. 133
Modello irraggiungibile
67 x 50 cm
n. 126
Mecklenburger
56x78 cm
n. 121
Flauto magico
56x78 cm
n. 119
Requiem
56x78 cm
n. 118
Viva il Papa
30 x 40 cm
n. 28

 

PROFILO DELL’ARTISTA  inizio pagina

Artista concettuale e pittore - ma anche poeta, scrittore, drammaturgo e regista - Emilio Isgrò (Barcellona di Sicilia, 1937) è sicuramente uno dei nomi dell’arte italiana più conosciuti e prestigiosi a livello internazionale a cavallo tra XX e XXI secolo. Isgrò ha, infatti, dato vita a un’opera tra le più rivoluzionarie e originali nell’ambito delle cosiddette seconde Avanguardie degli anni Sessanta.

Nel 1966 tiene la prima mostra personale alla Galleria 1+1 di Padova. Rilascia la dichiarazione di poetica “Descrizione 1” in occasione della mostra presso la Galleria Il Traghetto di Venezia. Alla fine del decennio espone nelle principali gallerie milanesi: Galleria Apollinaire (1968), Galleria del Naviglio (1969), Galleria Schwarz (1970).

Nel 1972 è invitato alla XXXVI Biennale d’Arte di Venezia. Nel 1976 il Csac di Parma gli dedica una ricca antologica. Nel 1977 vince il primo premio alla XIV Biennale d’Arte di San Paolo del Brasile. Nel 1978 partecipa alla XXXVIII Biennale d’Arte di Venezia.
Nel 1979, alla milanese Rotonda della Besana, presenta l’installazione per 15 pianoforti Chopin.
Nel 1986 realizza L’ora italiana per il Museo Civico Archeologico di Bologna, in memoria delle vittime della strage alla stazione ferroviaria. E’ tra i partecipanti alla XLII Biennale d’Arte di Venezia.

Espone al MoMA di New York nel 1992 in occasione della mostra The Artist and the Book in Twentieth-Century Italy e nel 1994 alla Fondazione Peggy Guggenheim di Venezia per I libri d’artista italiani del Novecento.

Del 1998 è il gigantesco Seme d’arancia, donato alla città natale Barcellona Pozzo di Gotto come simbolo di rinascita sociale e civile per i paesi del Mediterraneo.

Nel 2001 la Città di Palermo gli dedica una ricca antologica nella chiesa gotico-catalana di Santa Maria dello Spasimo, mentre nel 2008 il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato ha allestito Dichiaro di essere Emilio Isgrò, seguita nel 2009 da Fratelli d’Italia al Palazzo delle Stelline di Milano.

Nel 2011 La Costituzione cancellata, precedentemente esposta alla Boxart di Verona, viene presentata alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, e inaugurata nel maggio dello stesso anno, all’Università Bocconi di Milano, l’opera pedagogica Cancellazione del debito pubblico.

Nel 2012 un’intera sala del Mart di Rovereto viene dedicata alla sua opera Cancello il Manifesto del Futurismo mentre poco dopo, nel giugno 2013 alla Galleria Nazionale di Arte Moderna viene curata e allestita una significativa retrospettiva.

Nel 2014, ancora per il Pecci di Prato, Isgrò è ideatore e protagonista di un progetto in tre tempi dal titolo Maledetti toscani, benedetti italiani che lo vede interpretare Curzio Malaparte sul palcoscenico del Teatro Metastasio di Prato, cancellare undici illustri toscani per una mostra al Museo di Palazzo Pretorio e realizzare un video d’artista dal titolo Le api di Lipari.

Iniziatore delle “cancellature” di testi, applicate su enciclopedie, manoscritti, libri, mappe e anche su pellicole cinematografiche, Isgrò ha fatto di questa pratica il perno di tutta la sua ricerca, in una sorta di rilettura a rovescio e di reinterpretazione del linguaggio che da verbale si tramuta, attraverso calibrate manipolazioni, in linguaggio visuale. “La cancellatura” dice l’artista “non è una banale negazione ma piuttosto l’affermazione di nuovi significati: è la trasformazione di un segno negativo in gesto positivo".

Artista dell’Anno di Radio3 per il 2014, Emilio Isgrò dal 1956 a oggi vive e lavora a Milano, salvo una parentesi a Venezia (1960-1967) come responsabile delle pagine culturali del Gazzettino. Nel maggio del 2014 la Galleria degli Uffizi di Firenze ha accolto il suo autoritratto del 1971 Dichiaro di non essere Emilio Isgrò. Nel 2015 crea il Seme dell’Altissimo, una scultura in marmo di 7 metri d’altezza, collocata all'interno dell'Expo di Milano. Nel 2016 la sua città di adozione, Milano, gli rende omaggio con un progetto su tre sedi: una mostra antologica a Palazzo Reale, l'esposizione del ritratto di Alessandro Manzoni cancellato alle Gallerie d'Italia e 35 volumi de I Promessi sposi cancellati per venticinque lettori e dieci appestati alla Casa del Manzoni.

Nel 2017 Isgrò ha debuttato a Londra e Parigi con due mostre retrospettive presso le sedi della Galleria Tornabuoni. Lo stesso anno, tre sue importanti opere (tra cui la celebre installazione de Il Cristo cancellatore del 1969) sono entrate a far parte della collezione permanente del Centre George Pompidou di Parigi.

Una significativa scelta dei suoi scritti teorici è stata pubblicata nel 2007 da Skira con il titolo La cancellatura e altre soluzioni e integrata nel 2013 da Beatrice Benedetti per Maretti con il testo Come difendersi dall’arte e dalla pioggia.

La sua attività di poeta, narratore e drammaturgo, è testimoniata da numerosi libri, scritti e pubblicazioni, nonché dalla trilogia siciliana L'Orestea di Gibellina (1983-1985), che ha segnato una svolta epocale nel teatro degli anni ottanta e alla quale sono oggi intitolate le annuali "Orestiadi". Come poeta ha esordito con Fiere del Sud (1956), pubblicando poi le raccolte Uomini & Donne (1965), L’età della ginnastica (1966), Preghiera ecumenica per la salvezza dell’arte e della cultura (1993), Oratorio dei ladri (1996), Brindisi all’amico infame (Premio San Pellegrino 2003). Ha pubblicato i romanzi L’avventurosa vita di Emilio Isgrò nelle testimonianze di uomini di stato, scrittori, artisti, parlamentari, attori, parenti, familiari, amici, anonimi cittadini (1975), Marta de Rogatiis Johnson (1977), Polifemo (1989), L’asta delle ceneri (1994).

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EMILIO ISGRÒ
LA COSTITUZIONE CANCELLATA
Rappresentazione di un crimine
A cura di MARCO BAZZINI
27 novembre 2010 - 31 gennaio 2011

"Questa mostra è il grido di dolore di un artista per l'Italia che si sfascia".
Emilio Isgrò

Emilio Isgrò cancella la Costituzione Italiana come rappresentazione di un crimine annunciato. "La mostra porta un sottotitolo – spiega l'artista - rappresentazione di un crimine, ed è l'annuncio di un'Italia che rischia di sfaldarsi, mentre tutti gli altri Paesi del mondo serrano le fila per meglio resistere alle pressioni di una globalizzazione che, oltre ai suoi pregi, mostra sempre più i suoi limiti".

Dopo l'inno di Mameli, quindi, annerito nell'opera Fratelli d'Italia, ancor più oscura arriva la notizia logoclasta di un paese che non si ritrova. Per fugare ogni dubbio di una facile provocazione, tuttavia, l'artista 73enne precisa: "Io rappresento la situazione attuale, senza prendere necessariamente una posizione. Poi saranno le coscienze a decidere". E aggiunge ancora: "Non è stato facile per me accingermi all'impresa. Temevo, infatti, che essa venisse scambiata per una inutile provocazione. Mentre io, leggendo la nostra Costituzione, sono stato toccato soprattutto da due cose. Primo, dalla lingua, un italiano fluido e disadorno che non ha niente a che vedere con il burocratese al quale ormai siamo abituati. Secondo, dall'altezza dei princìpi ai quali i padri costituenti improntarono il loro testo".

Dalle pagine della carta costituzionale emergono qua e là poche parole, che danno un nuovo senso al tutto. "L'arte ha diritto di sciopero", si legge assemblando le sillabe risparmiate dalla mano cancellatrice. L'ambiguità tra oblivione e rinascita è tutta serrata nel motto poeta, drammaturgo e artista visivo: "Cancellare non è negare, ma arare il campo della scrittura dove far nascere nuovi sogni e nuovi pensieri". Nuovi pensieri e nuovi sogni da cullare in un'Italia non più dormiente -come nella grande scultura che accompagna libri e tele- ma oramai desta per incontrare un destino migliore. "Ne è venuta fuori un'opera di poesia – chiosa Isgrò-, frutto di uno struggimento civile e di una grande pietà per questo povero Paese che forse non merita il destino che gli è stato assegnato".

Biografia   inizio pagina

Considerato, insieme a Lucio Fontana e a Piero Manzoni, uno dei grandi innovatori del linguaggio artistico italiano del secondo dopoguerra, Emilio Isgrò (Barcellona di Sicilia, 1937) è il padre indiscusso della "Cancellatura", un atto che ha cominciato a sperimentare nei primi anni Sessanta e che ancora oggi mantiene la stessa vivacità e audacia creativa.

È stato invitato alla Biennale di Venezia negli anni 1972, 1978, 1986, 1993. Nel 1977 ha vinto il primo premio alla Biennale di San Paolo del Brasile. Nel 1979, alla milanese Rotonda Besana, ha presentato l’installazione per 15 pianoforti Chopin, mentre nel 1985, sempre a Milano, ha realizzato su commissione del Teatro alla Scala l’installazione multimediale La veglia di Bach, seguìta nel 1986 da un’altra installazione, L’ora italiana, allestita al Museo Civico Archeologico di Bologna in memoria delle vittime della strage alla stazione ferroviaria.

Del 1998 è il gigantesco Seme d’arancia, donato alla città natale come simbolo di rinascita sociale e civile per i paesi del Mediterraneo.

Nel 2001 la Città di Palermo gli ha dedicato una grande antologica nella chiesa gotico-catalana di Santa Maria dello Spasimo, mentre nel 2008 il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato ha proposto Dichiaro di essere Emilio Isgrò, la più grande retrospettiva finora dedicata all’artista, seguìta nel 2009 da Fratelli d’Italia al Palazzo delle Stelline di Milano.

Successivamente, per le celebrazioni dell’Unità d’Italia, la Città di Marsala gli ha dedicato la mostra-performance Disobbedisco. Sbarco a Marsala e altre Sicilie, alla quale ha fatto sèguito una vasta retrospettiva alla Taksim Sanat Galerisi di Istanbul su invito ufficiale della città capitale europea della cultura 2010, mentre la Boghossian Foundation di Bruxelles esponeva a ruota i quattordici Codici ottomani.

Nel 2011 ha portato La Costituzione cancellata (prodotta dalla Boxart di Verona) alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, replicando per l’occasione la performance Disobbedisco.

Nel maggio dello stesso anno ha inaugurato all’Università Bocconi l’"opera pedagogica" Cancellazione del debito pubblico, creata appositamente per gli studenti dell’ateneo milanese.

Di assoluto rilievo è anche l’attività di scrittore e di uomo di teatro, consolidatasi con una serie di romanzi e libri di poesia, nonché con L’Orestea di Gibellina, la monumentale trilogia siciliana rappresentata nel Bèlice per tre stagioni consecutive (1983-1985) e ora ripubblicata dalla casa editrice Le Lettere con l’opera teatrale completa.

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L'IDIOMA ISGRÒ
Dialogo con un artista rrresponsabile
intervista di Beatrice Benedetti

PROLOGO

Non è solo per quella erre arrotolata, incancellabile per un siciliano. è anche il tono con cui Emilio Isgrò pronuncia rrresponsabilità a far sì che, sulle sue labbra, la parola suoni, o meglio tuoni, come un macigno.
Sia pure attutito da ali di farfalla, o d'ape. Il timbro è sovraccarico al punto da ricadere granitico, pari solo a quello di arrrtista – l'altra pietra angolare – in cui la erre risuona fiera, seppure smorzata da un paravento di vocali e consonanti.
Del resto l'enfasi è la traduzione acustica di due lemmi zavorrati, i veri confini geografici, lo zenit e il nadir dell'Idioma Isgrò; una lingua madre (o meglio padre), di cui questo testo vuol fornire il primo Dizionario completo, in forma di copione, come si addice al glossario di un attore e drammaturgo, ordinato per fondamenti e appendici, utili a chiunque si appresti alla lezione di un Maestro.

ATTO I

Beatrice
Isgrò, lei ha sempre intravisto un «compito sociale» dell'artista, latore di moniti nei Sessanta del boom e messaggero di speranze nei bui Settanta; ma qual è il ruolo dell'artista contemporaneo?

Emilio Isgrò
(esita, assume un'espressione grave)
Non certo economico, finanziario o politico. Piuttosto la rrresponsabilità dell'arrrtista è innanzi tutto di fronte a se stesso. E poi davanti agli altri. Egli deve rrrappresentare la rrrealtà non com'è, ma come lui la vede, offrendo, se necessari, anche degli strumenti di allarme o di avvertimento.

Beatrice
(realizza che le erre crescono in proporzione al pathos delle affermazioni, ma non si azzarda ad accennarlo)
Un impegno alto, quindi, quasi istituzionale.

Emilio Isgrò
Del resto un artista troppo appiattito sulle attese del pubblico non fa che rrrifuggire le proprie rrresponsabilità, delegando ad altri. L'artista deve invece avere la capacità di rrrestituire i suoi sogni, con un'efficacia tale che gli altri possano capire meglio se stessi e di conseguenza la vita, per averne il pieno controllo sotto l'aspetto economico, politico e sociale.

PROVOCAZIONE (+ ARTISTA)

Beatrice
Gli strumenti d'allarme possono talvolta apparire allarmanti in sé; ad esempio, lo sono stati per Volkswagen e Treccani, tanto per fare due nomi...

Emilio Isgrò
(nicchiando)
All'epoca ero molto giovane...

Beatrice
Intende dire che c'è un'età giusta per allarmare o per provocare?

Emilio Isgrò
Innanzi tutto smettila di provocarmi tu, dandomi del lei, o mi sentirò davvero troppo vecchio!
(risata, pausa)
Del resto è il mio contrappasso, perché nella vita sono sempre stato il più giovane…

Beatrice
(arrossisce e sorride)
Non mi permetterei mai: passiamo al tu! Di recente hai cancellato la Costituzione italiana e l'inno tricolore in opere che somigliano molto a quelli che chiami "avvertimenti". Non sarai come il Faust di Goethe, «troppo vecchio per trastullarsi, ma troppo giovane per saper vivere senza desideri»?

Emilio Isgrò
Io so soltanto che sono nato nel 1937, ma ho solo 23 anni!
(ride e si fa subito serio)
Oggi un artista, giovane o vecchio che sia, se vuole fare il provocatore, va esattamente incontro ai desideri del pubblico.

Beatrice
Tu, invece, ami i ribaltamenti delle aspettative, come hai dimostrato in occasione di questa rassegna scaligera.

Emilio Isgrò
Sì, ho agito su un testo in cui, in un momento così problematico dell'Italia contemporanea, pochi avrebbero avuto la voglia di addentrarsi.

Beatrice
La tua idea dell'arte mi ricorda quella del filosofo Gilles Deleuze, che definiva artista chi si "caotizzava" contro l'opinione comune, contro la garanzia di riconoscibilità immediata, ma poco duratura.

Emilio Isgrò
Diciamo che preferisco essere fuori registro. Tuttavia, tu lo sai, fin dall'inizio di questo progetto di cancellazione della Costituzione italiana, mi sono preoccupato di evitare che questo mio gesto apparisse un'inutile provocazione.

Beatrice
(tenta di smarcarsi dal nicchiare di Emilio Isgrò)
Vero. Però proprio in territorio neutro non siamo. L'hai appena ammesso: si entra in un campo minato anche solo nominando la Costituzione. Figuriamoci cancellandola!

Emilio Isgrò
Bisogna esser cauti con le parole.
(fa una lunga pausa)
C'è provocazione e provocazione. Quelle che rifuggo io sono le provocazioni di stampo televisivo, non quelle di carattere culturale. C'è una bella differenza! Se di provocazione vogliamo parlare, le provocazioni che prediligo sono stimoli intellettuali, sismografi di precisione, con cui si costruisce, e se necessario si rrricostruisce, un mondo, un linguaggio.

Beatrice
(trepidante in attesa della prima rrrivelazione)
Non a caso Achille Bonito Oliva ti ha definito l'artista che ha "terremotato" il linguaggio nella storia dell'arte…direi invece che le provocazioni di stampo televisivo sono molto prevedibili, quasi estabilished, non trovi?

Emilio Isgrò
(con una punta di orgoglio)
Oggi è facilissimo provocare, non serve essere dotati di chissà quale coraggio. Quando ho cominciato a fare l'artista e ho cancellato l'Enciclopedia Treccani avevo tutto il mercato contro. Oggi si provoca con il favore del mercato. Significherà pure qualcosa! Di certo non si tratta di quelle che io reputo vere provocazioni, quelle che spiazzano e scuotono le coscienze. Meglio parlare di dosi sempre più massicce, di input più o meno sofisticati, di energizzanti.

Beatrice
(continuando a catalogare mentalmente le erre di Isgrò, nota che in favore e mercato scorrono lisce come biglie, ma una volta ancora si astiene dal rimarcarlo)
Provocazioni dopate?

Emilio Isgrò
Esatto, direi provocazioni indotte. Al giorno d'oggi scuote più una preghiera recitata in un bordello di tutti quei bordelli portati nelle chiese.

Beatrice
…o nei templi profani dell'arte. Ma se le tue giovanili "preghiere nei bordelli" scandalizzarono la Volkswagen e fecero il solletico alla Treccani, che reazione ti aspetteresti – fossero vivi – da Mameli e dai Padri costituenti, visto che hai annerito le loro creature?
(gongola al pensiero di smascherare il presunto provocatore)

Emilio Isgrò
(chiude gli occhi concentrato)
Io so perfettamente che il mio non è un lavoro che lascia tranquilli. Lo so perché non lascia tranquillo neppure me! Prima parlavamo di responsabilità verso se stessi, ecco, io reagisco davanti al mio lavoro come l'ultimo degli spettatori: mi sento provocato anch'io.

Beatrice
(delusa, abbandona definitivamente l'obiettivo preposto)
Quindi qual è il tuo pubblico ideale?

Emilio Isgrò
Non certamente me stesso! Ogni volta che faccio un'opera, me ne pento subito. Poi mi riconcilio con essa grazie ai commenti di stima di collezionisti o di altri artisti. Si può dire che le mie opere siano per me una serie di errori. Preso dall'idea che volevo comunicare ho fatto delle opere, dal punto di vista della confezione, completamente sbagliate. Ecco: agli altri artisti interessavano proprio quegli "errori". L'energia che ci mettevo era tale che l'opera arrivava comunque da qualche parte, magari dove io non volevo. L'arte ha una strana energia, è come l'occhio clinico del medico, non hai mai la consapevolezza di possederlo.

Beatrice
è un talento…

Emilio Isgrò
Sì, è una cosa oscura, un mistero.

Beatrice
A proposito di forze oscure, Gino De Dominicis sosteneva che l'opera sapesse sempre dove andare…

Emilio Isgrò
Io creo le mie opere in modo che piacciano a me…e in genere piacciono ai bambini. Poi accade che piacciono ai genitori, e così via, agli zii e ai parenti, così il mio pubblico si allarga!

Beatrice
(scruta Emilio in cerca di una smorfia d'ironia, mentre l'artista mantiene un aplomb inglese)
Perdonami, ma uno che asserisce che «l'arte è come la legge: non ammette ignoranza», non può avere di essa un'idea così naïve…

Emilio Isgrò
Non è che abbia una visione "aristocratica" dell'arte. Sono convinto che essa debba andare verso chi è in grado di accoglierla. Non mitizzo le classi sociali, eppure sappiamo che le varie rivoluzioni sono sempre state compiute dalle aristocrazie, non dalle masse. Le masse – vedi il Coriolano di Shakespeare – possono essere becere e "farsela sotto"…

CANCELLATURA

Beatrice
Ora capisco cosa intendevi quando hai scritto: «il mio intento d'artista era (ed è) quello di costruire trappole capaci di acchiappare il mondo e le cose». In sintesi, tu metti a punto delle "esche", che prima fanno abboccare l'intelletto degli altri e poi sbalordiscono la tua consapevolezza.

Emilio Isgrò
Ciò a cui ho sempre fatto attenzione è di non lasciarmi intrappolare in uno stile vuoto, prevedibile e inefficace. La cancellatura è un linguaggio, mentre lo stile appartiene allo stilismo. La cancellatura non corre il rischio di ripetersi e cambia significato a seconda del tema a cui io la applichi. Se cancello la Costituzione o la Treccani il significato cambia e può sorprendere anche me. Per questo la cancellatura è uno strumento utile in qualsiasi circostanza della vita, perché come la vita non è scontata, è mutevole.

Beatrice
(ripensa a Deleuze, ma seguita)
Non temi, però, che cancellando i capisaldi della lingua, della nazione e dell'ordinamento giuridico, il rischio finale sia di perdere la propria identità, ritrovandosi nei panni di Vitangelo Moscarda di Uno, nessuno e centomila o de Il fu Mattia Pascal, immaginati dal tuo conterraneo Pirandello?

Emilio Isgrò
Tu sai che questa mostra, nata dallo spunto di cancellare la Carta Costituzionale, ha anche un sottotitolo: Rappresentazione di un crimine. Io non auspico che la Costituzione sia cancellata. Piuttosto spero che sia applicata fino in fondo, perché, secondo i costituzionalisti contiene al suo interno i suoi stessi sviluppi. Non voglio addentrarmi in una materia di cui non sono esperto: in ogni caso, se rappresento un crimine, è per respingerlo. Ti faccio un esempio: nella mia opera Dichiaro di non essere Emilio Isgrò questo annientamento non è una morte reale, ma simbolica, per poter rinascere. Goethe non si suicida come invece fa il suo Werther, né Foscolo fa la fine di Jacopo Ortis. Capisci cosa voglio dire?

Beatrice
(annuisce)
Sì. è come nel teatro greco, si esorcizzano le pulsioni distruttive. L'artista si cancella metaforicamente per riaffermare e riaffermarsi. Ma questa ciclicità del linguaggio cancellato tu l'avevi intuita, programmata?

Emilio Isgrò
No, è venuta da sola.

ATTO II

POLITICA

Beatrice
Restiamo all'attualità italiana: se «sparire non vuol dire soccombere, ma esistere in una dimensione più alta del vivere, quella della poesia e della libertà», fuor di metafora, che destino attende la nostra società dell'apparire?

Emilio Isgrò
Calandoci nel reale, innanzi tutto si deve prendere atto che questo paese esiste e che va rivitalizzato: non si può lasciarlo morire. La Carta Costituzionale – come ho detto in una recente intervista – è un'opera d'arte, al pari del Cantico di San Francesco e della Commedia di Dante. è scritta in un italiano perfetto, semplice, burocratico, non in "burocratese". I padri costituenti erano delle persone molto colte. Magari avevano studiato nelle galere fasciste, ma avevano imparato le lingue e la loro lingua. Tutti, da Concetto Marchesi a Piero Calamandrei, erano gente che alla cultura ci teneva, che sapeva scrivere, ma soprattutto sapeva leggere nel cuore degli italiani subito dopo la disfatta fascista.

Beatrice
Mentre la classe politica di oggi lascia sbiadire i congiuntivi e dilaga il sentimento dell'antipolitica, che fare?

Emilio Isgrò
Dobbiamo sperare in una classe politica che sappia leggere di nuovo nel cuore dei propri concittadini. L'uomo non si ricostruisce politicamente se non si ricostruisce prima culturalmente e poeticamente. Purtroppo l'attuale classe dirigente non sempre è adeguata. E questo accade un po' in tutto il paese. In questo momento di crisi, l'arrrte è più forrrte dell'economia, è più forrrte della politica. Di certo non può essere più debole, il rapporto deve essere quanto meno paritario.

Beatrice
Ciò che ha innescato questo tuo ultimo gesto cancellatore è quindi l'auspicio a che l'Italia non soccomba, ma esista in una dimensione più alta?

Emilio Isgrò
Mi ha spinto in quest'impresa il disappunto malinconico di un italiano che vede il proprio paese crollare. Spero che questo crollo non sia reale e non sia definitivo. Attraverso le opere realizzate per questa mostra vorrei far riflettere sulla necessità di appellarci alle nostre energie migliori, come noi italiani sappiamo fare nei momenti difficili. Si parla molto di disunità d'Italia, ma questo paese è sempre esistito grazie alla propria lingua, all'arte e alla cultura, anche quando non esisteva come Stato.

(Qui Emilio s'interrompe e rrraccomanda a Beatrice di riuscire in ciò in cui lui era abile quando scriveva per Il Gazzettino: rendere un dono all'intervistato. A lei sovviene che da giovane Emilio intervistò Kennedy e si raggela. In quel momento entra la moglie di Emilio, Scilla, con un succo al pompelmo e la salivazione di Beatrice riprende insieme alle domande.)

IDEOLOGIA

Beatrice
Ma se la «creatività reale è soprattutto quella che si regge sulla speranza magari sull'utopia», come può l'arte risultare apotropaica, scongiurare un collasso letterale con una morte letteraria?

Emilio Isgrò
L'arte vive di astrazioni. Vive di idee che possono tramutarsi in ideologie. Al tempo delle utopie socialiste l'arte aveva l'obbligo di sostenere l'ideologia comunista, che come tutte le ideologie era una sovrastruttura. Oggi domina l'eccesso opposto, la cosiddetta ideologia mercatista. Se prima gli artisti si sforzavano di essere più comunisti di Stalin e di Togliatti, oggi si sforzano di essere più capitalisti di Rockefeller o di Bill Gates! Se un artista viene invitato a cena, vuole essere più ricco di chi lo ha invitato: questo è molto ridicolo. L'artista a mio avviso deve restare non nel suo guscio, ma nel suo spazio, quello della creatività appunto.

Beatrice
Nei floridi anni '80 dichiarasti: «I più euforici parlano di Nuovo Rinascimento», ma «è alla Rinascente che pensano». Sei pessimista verso l'arte d'oggi, al galoppo – o alla deriva – verso un rassicurante e redditizio pensiero organico?

Emilio Isgrò
Io so solo che l'arte sta soffrendo di un eccesso d'ideologia della peggior specie. Il mercatismo odierno pretende che l'artista renda omaggio, non tanto a chi possiede il denaro, ma al denaro in sé. Il denaro è un'altra astrazione. La carta stampata è la più grande delle astrazioni. Non esiste il denaro, esistono i valori. Ritengo sia invece sempre attuale ciò che diceva Vitaliano Brancati: nessuno crede alle rivoluzioni di chi non è disposto ad abbracciare la povertà pur di affermare le proprie idee.

Beatrice
E le idee si perdono continuamente, sono precarie, mentre le opinioni e le ideologie sono più facili da abbracciare.

Emilio Isgrò
Esattamente.

MERCATO

Beatrice
L'arte blockbuster e le opere bestseller sono una piaga endemica che non ammorba solo gli artisti, ma anche certi committenti, veri Mangiafuoco che spettacolarizzano l'arte. Trovi che questo "fenomeno Rinascente" potrebbe essere dirottato verso una democratizzazione dell'arte elitaria?

Emilio Isgrò
Ti dirò, in parte ho condiviso anch'io il mito della mia generazione, sia americana sia europea, di un'arte totalmente democratica, capace di arrivare a tutti. Ancora oggi non amo gli artisti che stanno rinserrati in torri d'avorio per non "contaminarsi", tenendosi stretti ad altri artisti o ai protettori. Li giudico patetici, deboli.

Beatrice
è il mercato, baby, direbbe Humphey Bogart! Il mito dell'artista bohemienne sembra essere del tutto tramontato, oggi dominano gli artistar: evanescenti, ricchissimi e mercanti di se stessi…

Emilio Isgrò
Il fatto che si cerchi di equiparare ad ogni costo prezzo e valore dell'opera è controproducente. Se un artista accetta troppo presto di attribuire il massimo dei prezzi al proprio lavoro, accetta in qualche modo un gioco che non è necessariamente il suo.

Beatrice
La critica ha accordato un valore indiscusso alla tua opera. Sei stato paragonato a Fontana e Manzoni, due pilastri dell'arte del ‘900, oltre che record tra i "listini" delle Italian Sales, persino in tempi di austerity. Ritieni di meritare altro dal mercato?

Emilio Isgrò
A livello economico, non credo di aver ricevuto per ora i riconoscimenti adeguati, ma non dispero: sono ancora in tempo!
(ride di gusto)

Beatrice
Però hai fatto passi in avanti da quando andavi incontro alla povertà volontariamente – ricordo una cena in cui mi hai commosso! –, scegliendo il mestiere di giornalista…

Emilio Isgrò
Chiaramente era in tono sarcastico, guadagnavo benissimo. Per molti anni ho potuto restare libero come artista proprio grazie al mio incarico di responsabile delle pagine culturali de Il Gazzettino. Poi ho scritto per il Corriere della Sera e Il Giorno, e ho diretto supplementi culturali di settimanali, ho lavorato a Oggi. Abbandonare il giornalismo è stato il vero salto nel buio, perché non sempre l'affezione all'arte di alcuni mercanti corrispondeva a una prova, diciamo, "di piombo". Per fortuna ho trovato anche delle persone perbene.

ATTO III

PAROLA + COMUNICAZIONE

Beatrice
Da giornalista hai fatto morire la parola, un lutto a cui hai abbeverato il campo della scrittura per far nascere nuovi sogni e nuovi pensieri. Nel frattempo ti eri attirato lo sdegno di amici, come il premio Nobel Eugenio Montale. Ti sei sentito poco capito?

Emilio Isgrò
A vent'anni il desiderio di andare verso il martirio e di non essere capiti allinea tutti gli artisti. La bella morte è sempre qualcosa di onorevole. Tuttavia io non avevo nessuna voglia di morire! Avevo solo voglia di provocare intellettualmente quel mondo culturalmente agguerrito da cui io stesso provenivo, ma che non mi incuriosiva più. Montale, quando era a Venezia, ospite del conte Cini e della sua Fondazione, veniva a snidarmi a Il Gazzettino e si faceva accompagnare lungo i ponti e le calli, attaccandosi al mio braccio per paura di scivolare, perché ci vedeva poco. Io ero molto giovane quando mi diedero l'incarico, e mi ritrovai a ricoprire una posizione autorevole in città senza averlo chiesto. Quando ho dichiarato che la parola era morta, nel 1964, ho provocato un subbuglio non solo in Montale, ma in tutto il mondo dell'arte. Poi, insieme alle parole, ho cominciato a cancellare le immagini.

Beatrice
Quindi la cancellazione si è estesa alla comunicazione in generale?

Emilio Isgrò
Proprio così. La Jaqueline del 1965, in cui l'immagine è sostituita dalla sua definizione, è il rrribaltamento della Pop Art, cioè dell'allineamento che i mercanti americani imponevano a tutti gli artisti europei. Io non mi sono allineato.

LIBERTA'

Beatrice
A proposito di Jaqueline Kennedy, mi racconti cosa ha significato andare alla Biennale di Venezia a braccetto della diva Lollobrigida e, a 25 anni, partire per la Casa Bianca con il privilegio di essere ricevuto come giornalista da JFK?

Emilio Isgrò
Molti si domandano come io non sia ancora diventato Senatore della Repubblica avendo conosciuto personaggi così importanti! In realtà ho vissuto queste esperienze straordinarie con molta naturalezza.

Beatrice
Sì, però era con il Presidente degli Stati Uniti che ti rapportavi…

Emilio Isgrò
Ho conosciuti l'aspetto umano di questi personaggi. Erano distanti e potenti, ma non mi incutevano un sacro timore. E credo che loro fossero contenti di trascorrere del tempo con me, in quanto artista promettente, ma soprattutto perché non ho mai chiesto loro niente. Così ho fatto anche coi mercanti: quel poco che ho chiesto l'ho chiesto per la mia arte.

Beatrice
Quand'è che sei diventato un "artista promettente"?

Emilio Isgrò
Quando conobbi Arturo Schwarz. Lui pubblicò le mie prime poesie e mi consigliava sempre dei libri di rrivoluzione trotskijsta. Quando gli dissi che volevo cancellare la Treccani fece un balzo sulla sedia.: "Ti faccio la mostra subito – disse –, ti compro la Treccani, ma mi devi dare l'esclusiva mondiale, e anche per il Giappone!". Io naturalmente non gliela diedi e non capii mai perché avesse aggiunto anche il Giappone. Ancora oggi molti mi attribuiscono questo errore. Ma chi lo sa se è stato un errore? Nel frattempo conobbi Peppino Palazzoli della Galleria Blu, al quale proponevo idee che molti avrebbero ritenuto bizzarre, e lui le accoglieva con la massima serietà.

AMORE

Beatrice
Hai sempre trovato ascolto e riscontro?

Emilio Isgrò
Ascolto sì. Riscontro non saprei. Non ho nemmeno sposato una donna ricca come fanno di solito gli artisti! Neppure povera, per carità, una giornalista. Ho sempre privilegiato la simpatia umana ai rapporti di convenienza, anche nelle aggregazioni intellettuali di tipo affettivo. A un artista gli amori mercenari non fanno bene.

Beatrice
Oltre a tua moglie, quali sono stati gli "amori" intellettuali, i modelli tra coloro che hai conosciuto e quelli che invece, come Chopin, hai incontrato solo nell'universo dell'arte?

Emilio Isgrò
La storia delle avanguardie ha influenzato la mia generazione e quelle successive. Ho conosciuto Ezra Pound, Emilio Vedova, Lucio Fontana. Fontana era un artista che piaceva molto ai giovani, perché a tutte le mostre si presentava e acquistava un lavoro per incoraggiarli. Lo fece anche con me all'epoca della mostra alla Galleria Apollinaire. Poi ho conosciuto bene Piero Manzoni, fu lui a presentarmi la mia prima moglie.

Beatrice
(la stanza è vuota, ma Beatrice si avvicina a Emilio, per non permettere ad altri un ascolto privato)
Questo aneddoto credo lo conoscano in pochi: racconta.

Emilio Isgrò
Mentre uscivo dalla casa di Violetta Besesti a Milano – allora noto ritrovo del mondo dell'arte – Manzoni arrivava lì con delle amiche. Tra loro notai subito Brigitte. Con una scusa tornai indietro e mi fermai. Chiesi a Manzoni come si chiamava la sua amica e lui mi rispose "Brigìtt" alla francese, ma poi mi disse che era tedesca. Io lo corressi: "Allora si pronuncia Brighitte!".

RRRIVOLUZIONE

Beatrice
E chi ti ha influenzato, invece, tra i personaggi storici?

Emilio Isgrò
Non certamente Stalin che ho sempre considerato un delinquente! Non gradisco molto i tiranni sanguinari, neppure quando dicono di battersi per cause giuste. Ho ammirato molto e mi ha suggestionato piuttosto l'anti-Stalin, ovvero Trotskij. Il suo ideale di rrrivoluzione permanente, se applicato concretamente alla politica provoca disastri, ma all'arte si addice perfettamente, perché innesca una continua dialettica e pendolarità all'interno del discorso estetico.

INSETTI

Beatrice
Nel tuo discorso estetico hai spesso interpellato il consesso delle api, operose quanto insidiose come le formiche, e le farfalle, di cui hai popolato gli spartiti de La veglia di Bach commissionato dal Teatro alla Scala. Una primogenitura che oggi balza agli occhi, confrontata con le opere (costosissime) di Jan Fabre e Damien Hirst...

Emilio Isgrò
A un certo punto, se uno lavora disinteressatamente, sono gli altri a lavorare per te. Se non rendi omaggio a certi meccanismi, dettati dalla necessità di diffondere il lavoro, e nei casi peggiori dalle mode, è chiaro che corri il rischio di essere cancellato. Il fatto che invece altri artisti siano affascinati dalle tue proposte, perpetua queste proposte, e questa è la tua salvezza.

SINGOLARITA'

Beatrice
(maliziosamente) Quindi nessun rancore se un giovane artista attinge al tuo bagaglio?

Emilio Isgrò
(astutamente)
Mi pare fosse Colette che si diceva contenta quando altri copiavano i suoi romanzi, perché quella poteva dirsi una vera penetrazione culturale… Io ho iniziato nel 1964, suscitando un mare di polemiche e pochi attribuivano valore alle mie cancellature. Oggi sono sbalordito nel vedere cancellatori indiani e cinesi: è il più bel regalo sapere che ci sono opere che mi somigliano.

Beatrice
Così si avvera l'essenza della cancellatura, che riafferma creando un'eco.

Emilio Isgrò
Esatto. Io ho teorizzato che in arte non esiste il plagio, semmai esiste il contagio. Ho sempre desiderato che le mie opere fossero contagiose. Ogni artista ha la sua buona dose di singolarità e di personalità da rrrispettare. Se decide di reinterpretare un lavoro mio, non ci trovo niente di strano, penso sia una forma di omaggio. Certo, se il risultato viene spacciato per una singolarità assoluta, questo filologicamente andrebbe contro le regole della buona creanza culturale. E' un fatto di buona educazione.

Beatrice
Sei molto tollerante.

Emilio Isgrò
Tra gli artisti c'è spesso una rivalità. Io stesso ho subìto pregiudizi. Quando sei giovane difficilmente il pubblico ti concede la palma dell'innovazione. Io venivo appaiato ad artisti che disistimavo, perché apparentemente erano vicini al mio discorso, ma in un'ottica più riduttiva. E ne pativo. Oggi, a 73 anni, faccio una mostra a Bruxelles e lecitamente pavento che il mio discorso sia invecchiato. E invece la gente continua a trovarmi originale. Ora che riesco a vedere le mie opere da estraneo, mia moglie Scilla mi prende in giro perché "mi do le arie". Ma credo di essere orgoglioso nel modo giusto, perché voglio che le idee si diffondano e si rafforzino.

AMERICA

Beatrice
In passato sei stato meno comprensivo coi "colonizzatori" d'oltreoceano, mi riferisco ai popartisti e al concettualismo americano, che hanno attinto a piene mani dell'arte europea, dispersa dal nazismo. Ci spieghi il perché di questo atteggiamento?

Emilio Isgrò
L'arte americana è piombata in Europa con la Pop Art, non con il grande informale espressionista di Pollock e Rothko. Vivendo a Venezia ho assistito alla prima mostra di Pop Art al consolato americano, dove ho conosciuto l'ambasciatore Reinhardt che si complimentava sempre per l'inglese della mia prima moglie Brigitte. Io come al solito arrancavo.

Beatrice
La conquista avvenne in tempi di guerra fredda culturale…

Emilio Isgrò
In quel momento gli americani sbarcavano container di opere, conquistando le borghesie più deboli dei vari paesi, innanzi tutto quelle italiane, che prima compravano europei e francesi e all'improvviso si sono riempite le case di opere Pop. Questo è stato un tentativo degli americani di conquistare l'Europa con la cultura, dopo averla in qualche modo liberata con le armi e aver posto delle basi militari precise.

Beatrice
Quale fu la tua reazione?

Emilio Isgrò
(più cupo in volto)
Intuii il pericolo: noi europei saremmo stati soggiogati dalla Pop Art, ma non reagii con un atteggiamento di antiamericanismo, perché non è il mio stile. Reagii con la voglia di fare qualcosa di diverso. C'è stato un momento, lo ricordo bene, in cui certi collezionisti e mercanti "pionieri" cominciarono a dire che gli artisti americani erano rrrazzialmente superiori a quelli europei in quanto portatori di un melting pot che li fortificava. E' chiaro che i vecchi collezionisti e le vecchie classi borghesi contestualmente si erano indebolite.

Beatrice
Pensi che oggi si corra lo stesso rischio?

Emilio Isgrò
Certo, chiamare il Ministero dello Stato Sociale "Welfare" è di dubbio gusto, forse un po' provinciale, anche se mi rendo conto che certe parole passano da una lingua all'altra senza problemi, ed è giusto che questo accada. E' un miracolo che l'Italia non sia ancora crollata. I paesi più forti come la Francia e la Germania hanno resistito meglio. Ma, ad esempio Israele che è letteralmente sponsorizzato dagli americani, si lamenta di eccesso di americanizzazione. Io non sono affatto anti-americano, anzi, ammiro molto Obama come ammiro la buona Pop Art. Non mi persuade l'arte americana laddove si concettualizza, perché mi sembra voglia rivendere agli europei i loro stessi prodotti.

ATTO IV E ULTIMO

RESPIRO

Beatrice
Chiudo con uno sguardo al futuro. La cancellatura ha sottolineato l'arbitrarietà della comunicazione umana, che può, se manipolata, portare verso esiti opposti: da seria a caustica, da innocua boutade a slogan subliminale. Che altri esiti prevedi per la cancellatura, o sarai tu stesso a "terremotare" il tuo nuovo codice?

Emilio Isgrò
(solenne)
Questa è una domanda estremamente difficile. Il mio lavoro ha sottolineato la convenzionalità e la pretestuosità del comunicare umano, a volte l'inganno, il che per le democrazie non è sempre un vantaggio. Io dico che solo un'arte che è capace di mantenere vivi i dubbi e scardinare le certezze malsane può essere la sola forrrma, non di opposizione, ma di contrasto all'esistente, in vista di un mondo più rrrespirabile.

EPILOGO

Alle radici del gesto cancellatore di Isgrò resta una sostanziale ambivalenza: il mondo è bene e male, var ve yok , c'è e non c'è, comunque esiste. E' questo misticismo laico, questa fede in ciò che si cela alla vista e che, tuttavia, esiste e significa, che acuisce il fascino della logoclastia del Cristo cancellatore. Le lettere sono come semi, gettati e ricoperti di terra; come semi d'arancia sopravvivono al frutto e, se confitti in un terreno dissodato, ne generano di nuovi. Quali altri semi custodisce il granaio di Emilio Isgrò? Lasciamoglielo esprimere. Con parole sue.

Novembre 2010

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ESPOSIZIONI PERSONALI (SELEZIONE)

2014

Emilio Isgrò - Cantiere del Seme d'Arancia_Visioni contemporanee, Barcellona Pozzo Di Gotto

2013

Emilio Isgrò - Epigrafi cancellate da api scatenate, Lipari
Emilio Isgrò. Modello Italia (2013-1964), Galleria nazionale d’arte moderna, a cura di Angelandreina Rorro, Roma (catalogo Electa a cura di A. Rorro, B. Benedetti con testi di F. de Bortoli, G. Dorfles, A. Nove, M. Cattelan, R. Andò.

2011

Fondazione Marconi, Milano.

2010

Disobbedisco. Sbarco a Marsala e altre Sicilie, Convento del Carmine, Marsala (TP)
Emilio Isgrò - Var ve yok, Taskim Sanat Galerisi, Istanbul, Turchia
Emilio Isgrò. La Costituzione cancellata, Boxart Galleria d'Arte, Verona

2009

Emilio Isgrò. Fratelli d'Italia, a cura di Marco Meneguzzo, Milano, Galleria Gruppo Credito Valtellinese; Acireale, Galleria Credito Siciliano.

2008

Dichiaro di essere Emilio Isgrò, a cura di M. Bazzini e A. Bonito Oliva, Prato, Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci (catalogo, con testi di M. Bazzini, A. Bonito Oliva, A. Cortellessa, A. Fiz).
Casalàina, installazione permanente, Messina, Parco Horcynus Orca.

2007

Emilio Isgrò-La preghiera ecumenica per la salvezza dell'arte e della cultura, a cura di A. Bonito Oliva, Roma, GNAM-Galleria Nazionale d'arte Moderna.

2005

Arte di Libri, Urbino, Palazzo Ducale, Biblioteca del Duca.

2004

L'organizzazione del niente, Napoli, Galleria Dina Caròla.
Insetti e filosofi, Genova, Il Vicolo (catalogo).

2003

Leggere non è reato. Opere dal 1971 al 1995, Brescia, Galleria L'Incontro (catalogo).
Insetti e filosofi, Milano, Studio Guastalla Arte Moderna e Contemporanea (catalogo, testi di A. Fiz e S. Guastalla).

2001

Le api della Torah, installazione, Livorno, Libreria Salomone Belforte & Co., Sala dell'arte contemporanea (catalogo, con intervista di Silvia Guastalla).
La rotta dei Catalani, Palermo, Palazzo Ziino.
Emilio Isgrò, a cura di A. Bonito Oliva, mostra antologica, Palermo, Cantieri della Zisa (catalogo, con testo di A. Bonito Oliva).

1998

Seme d'arancia, installazione, Milano, Galleria Fonte d'Abisso.

1996

I dieci comandamenti, Cagli (Provincia di Pesaro e Urbino), Palazzo Comunale.

1994

Prima della prima del Mosè ovvero Le Tavole della Legge, installazione, Pesaro, Rossini Opera Festival/Galleria Franca Mancini (catalogo, con testo di R. Barilli).
I giorni della pittura, Genova, Università degli Studi di Genova.

1993

Guglielmo Tell, Biennale di Venezia, Venezia, sala personale (catalogo, testi di A. Bonito Oliva, J. P. Gaudin, V. Conti).

1992

Milano, Galleria Fonte d'Abisso.

1991

Dio non lo sa leggere, Roma, Galleria Milena Ugolini (catalogo).
C'è chi dice Madame Bovary, installazione per quattro quadri, quattro pale e ventitrè libri, a cura di Janus, Aosta, Torre del Lebbroso (catalogo, con testo di M. Giaveri).

1990

Teoria della Cancellatura 1964-1990, Milano, Galleria Fonte d'Abisso (catalogo, con testo dell'artista).

1987

Modena, Galleria Fonte d'Abisso (catalogo, con testo di A. Bonito Oliva).
Cancellature 1965-1987, Madrid, Istituto Italiano di Cultura (catalogo, con testo di A. Bonito Oliva).

1986

L'ora italiana, Bologna, Bologna Festival/Museo Civico Archeologico (catalogo, con testo dell'artista, V. Accame, C. Cerritelli e un'intervista di S. Zingale).

1985

La veglia di Bach, mostra spettacolare per immagini parole tastiere pedaliere, installazione, Milano, Teatro alla Scala/Chiesa di San Carpoforo (catalogo, testi di G. Ballo, L. Arruga, V. Gregotti).
Il tempo delle macchie, Milano, Mercato del Sale.
Prospettiva verbale, Bologna, Nuova 2000 (catalogo, con testo dell'artista e C. Cerritelli).

1982

Piccolo Notturno di solitudine e di grazia per una libreria, sette libri e due pelli di tamburo, installazione, Milano, Studio Santa Tecla.

1981

Come si diventa cleptomani ovvero Due o tre disegni del Tiepolo bambino, installazione, Milano, D'Ars.
Piccolo notturno di solitudine e di grazia per una libreria, sette libri e due pelli di tamburo, Torino, Il Torchio (catalogo a schede).

1979

Chopin, partitura per 15 pianoforti, installazione, Milano, Rotonda Besana (catalogo, testi di F. Caroli, D. Courir e S. Zingale).

1977

Epilogo del vedere, Ferrara, Padiglione d'Arte Contemporanea (catalogo, con testo di Janus).
Roma, Galleria Lastaria (invito – catalogo, con testo di I. Mussa).

1976

Antologica, Parma, Università degli Studi di Parma-Csac, Scuderie della Pilotta (catalogo, con presentazione di F. Menna, una nota di E. Paci).
Immaginare di Händel, Torino, Stufidre (catalogo, con testo di Janus).

1975

Kissinger: documenti e discussione, Macerata, Galleria Cicconi (catalogo). Immaginare di Händel, Napoli, Studio Trisorio.
Giap, installazione, Milano, Galleria Blu.

1974

Storie rosse, installazione, Milano, Studio Soldano (catalogo, con testo di T. Trini).
Bologna, Studio G7 (catalogo, con testo di R. Barilli).
Napoli, Lia Rumma.
Bergamo, Galleria dei Mille (catalogo, con testo di R. Apicella).
Le cancellature, Pescara, I Diamanti.
Kissinger, Milano, Galleria Blu (catalogo, con testo di A. Bonito Oliva).

1973

I libri cancellati di Emilio Isgrò, Stoccolma, Istituto Italiano di Cultura.
Pesaro, Galleria Il Segnapassi (catalogo, con testo di G. Brizio).

1972

Die Durchstreichungen von Isgrò, Stoccarda, Galerie Senatore.
L'avventurosa vita di Emilio Isgrò nelle testimonianze di uomini di stato, scrittori, artisti, parlamentari, attori, parenti, familiari, amici, anonimi cittadini, installazione, Milano, Studio Sant'Andrea.
Le cancellazioni di Isgrò, Venezia, Galleria del Traghetto (catalogo).
La "q" di Hegel, Milano, Galleria Blu (catalogo, con testo di V. Fagone).

1971

Dichiaro di non essere Emilio Isgrò, installazione, Milano, Centro Tool (invito-catalogo, con testo dell'artista).

1970

Poesie visive, Brescia, Galleria Santa Chiara (catalogo, con testo di Sarenco).
Enciclopedia Treccani cancellata, installazione, Milano, Galleria Schwarz (catalogo, con testo dell'artista).
Poesie visive di Emilio Isgrò, XI Mostra nazionale di pittura "Vita e paesaggio di Capo d'Orlando", Comune di Capo d'Orlando (Messina) (catalogo).

1969

Le cancellature di Isgrò, Milano, Naviglioincontri-Galleria del Naviglio (catalogo, con testo di G. Dorfles).

1968

Il Cristo cancellatore, installazione per libri, leggii e illuminazione al neon, Milano, Galleria Apollinaire (catalogo, con testo di P. Restany).

1967

Poesia visiva, Trieste, Centro Arte Viva Feltrinelli (catalogo, con testo dell'artista).
Le poesie visive di Isgrò, Milano, Galleria Apollinaire.

1966

Oltre il collage, Padova, Galleria 1+1 (catalogo, con testo di G. Dorfles).
Poesie visive, Venezia, Il Traghetto (catalogo, con testo dell'artista).

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ESPOSIZIONI COLLETTIVE (SELEZIONE)

2015

1965-2015. 50 anni dallo Studio Marconi alla Fondazione Marconi, Milano
Minute de vérité, Torino
Minimalia , Milano
Au rendez-vous des amis, Città Di Castello
Contemporary multiples, Livorno
Edizioni l'Obliquo - Libri illustrati e grafica, Venezia
From a Collection, La Spezia

2014

MappeMondi, Milano
Novanta artisti per una bandiera, Torino
Dalla Poesia Concreta alla Poesia Visiva e alla Material Poetry, San Cataldo
L'Orlando Furioso: incantamenti, passioni e follie. L'arte contemporanea legge l'Ariosto, Reggio Nell'emilia
Tra parola e immagine. Verbovisualità La Collezione Anna Spagna Bellora, Siracusa
Colori d'estate. Agosto 2014, Lecce
Monumentalmente Vostro: l'arte collettiva negli anni Settanta, Brescia
Dalla Poesia Concreta alla Poesia Visiva, Catania
Nati nei '30. Milano e la generazione di Piero Manzoni, Milano
Parole, Parole, Parole... Arte nell'epoca della comunicazione, Milano

2013

Scrittura visuale. Ricerche verbo-visuali in Italia '60/'70, La Spezia
Novanta artisti per una bandiera, Roma
L'arte moltiplicata. Opere originali tra unicità e serialità, Brescia
DIECI volte BAU , Pontassieve
Bookhouse. La forma del libro, Catanzaro
Novanta artisti per una bandiera, Reggio Nell'emilia
Il senso e le forme. Da Chadwick a Bonalumi, Milano
Poesia visiva Vs Fluxus, Brescia

2012

L'alchimia della parola. La scrittura nell'arte e l'arte nella scrittura, Saronno
La magnifica ossessione, Rovereto
Spazio Parola, Arezzo
Omaggio a…, Quartu Sant'elena
ARTIST'S BOOKS OFFLINE/ONLINE - omaggio a John Cage nel centenario della nascita 1912-2012, San Cataldo
ASTA DI OPERE D'ARTE CONTEMPORANEA PER IL TERREMOTO DELL'EMILIA ROMAGNA, Milano
C_artelibro. Il principio delle pagine, Bologna
BOCCONI ART GALLERY A QUOTA 100, Milano
Physiognomies: Il ritratto nell'arte contemporanea, Lecce
Aspetti dell'arte italiana del XX secolo da una collezione privata, Foligno
Di-segni poetici. La collezione di poesia visiva del Museo Arte Contemporanea Matino, Lecce

2011

La Quadreria. Opere da una collezione, Milano
IL BELPAESE DELL'ARTE. Etiche ed Estetiche della Nazione, Bergamo
The Gentlemen of Verona: sperimentazioni sul contemporaneo in Italia, Verona
Arché futura, Lipari
Artisti d'Italia, Arezzo
Interferenze Costruttive. Artisti in Residenza in Azienda, Castelbasso
Mes amis, les peintres philosophes, Milano
Cinquant'anni di Arte Contemporanea in mostra a Milano, Milano

2010

Mappe d'artista 1959-2009, Museo d'arte Contemporanea Casa del Console, Calice Ligure (SV).
Scoperta, Museo Archeologico di Santa Scolastica, Bari.
Un augurio ad arte, Centro per l'arte contemporanea Open Space, Catanzaro.
Spazio Libro d'artista, a cura di Antonio Freiles, Museo Regionale, Messina.
A, b, c…: lettere in libertà, a cura di Andreas Hapkemeyer, Museion, Bolzano.
L'arte è una parola, a cura di Andrea Alibrandi, Mauro Panzera, Enrico Pedrini, Galleria Il Ponte, Firenze.
Libri d'artista dalla collezione Consolandi 1919-2009, a cura di G. Maffei e A. Vettese, Palazzo Reale, Milano.
Il grande gioco. Forme d'arte in Italia 1947-1989, a cura L. Cavallini, B. Corà e G. Di Pietrantonio, Museo di arte contemporanea, Lissone; Rotonda Via Besana Milano; GAMeC, Bergamo.

2008

Un libro in maschera/Opera in 5 atti e 25 artisti, a cura di G. Mori, Biblioteca di Via Senato, Milano.
Soltanto pubblicità?, Castello Sforzesco, Milano.
L'usage de la parole, Bruxelles, Artscope.
Viaggio in Italia, Graz, Neue Galerie Graz am Landesmuseum.
Il segno inciso. Opere internazionali della Stamperia Upiglio, Milano, Spazio Boccioni.
Il libro come opera d'arte, a cura di G. Maffei e M. Picciau, Festivalletteratura, Mantova.

2007

In pubblico/Azioni e idee degli anni settanta in Italia, a cura di M. Fochessati, M Piazza, S. Solimano, Genova, Museo d'arte contemporanea di Villa Croce.
Per una storia della pittura #2. Da Klein a oggi, Milano, Galleria Blu.
Arte italiana 1968-2007. Pittura, a cura di M. Sciaccaluga, Milano, Palazzo Reale.
Mai dire Mao, a cura di G. Frassa, Parma, Fiera di Parma.
In folio, libri d'artista contemporanei, a cura di G. Nerli, G. Riccio, Napoli, Palazzo Reale, Biblioteca Nazionale.
Italian Genius Now, a cura di M. Bazzini, Vietnam, Hanoi, Museum of Fine Arts; Singapore, White House.
Alle pareti niente. Oggetti, progetti, scritti, cartoline e libri d'artista, Milano, Archivio Ricerca Visiva.
La parola nell'arte. Ricerche d'avanguardia nel ‘900. Dal Futurismo a oggi attraverso le collezioni del Mart, Rovereto, Museo d'arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto.
Nowheremen, a cura di M. Bettini e O. Calabrese, Bergamo, Cortenuova, Acciaierie artecontemporanea.
Per parole e immagini, a cura di Vittoria Coen, Magi ‘900, Pieve di Cento (Bologna).
Viaggio nella parola, a cura di F. Andolcetti, C. Cimino, M. Commone,

2006

Verba manent, opere della collezione Paolo Della Grazia, a cura di N. Boschiero, Mart, Centro Arte Contemporanea, Cavalese (Trento).
Liberolibrodartistalibero. Terza edizione biennale del Libro d'artista, a cura di E. Donno, G. Macchia, F. Troiani, Spoleto, Museo Archeologico Statale.
Primo Piano. Parole, azioni, suoni, immagini da una collezione d'arte, a cura di M. Bazzini e S. Pezzato, Prato, Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci.
Voi (non) siete qui, a cura di M. Bettini e O. Calabrese, Corte Nuova (Bergamo), Acciaierie Arte Contemporanea.
Il libro come opera d'arte/The Book as a Work of Art, a cura di G. Maffei e M. Picciau, presentazione di M. V. Marini Clarelli, Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna.
Musma, Museo della Scultura Contemporanea di Matera, a cura di G. Appella, Matera, Palazzo Pomarici.
Biennale del Libro d'Artista 2006. Terza edizione. Dalle opere Futuriste, alla Poesia Visiva e Concreta, ai giorni nostri, Spoleto (PG), Museo Archeologico Statale.
Food, Milano, Studio Guastalla.
Sicilia!, 40 artisti siciliani: dalla generazione "eroica" dell'immediato dopoguerra, fino ai giovanissimi, a cura di M. Meneguzzo, Acireale (CT), Galleria Credito Siciliano.
Idee brillanti. Arte italiana dal secondo dopoguerra ad oggi, Chiari (BS), Colossi Arte Contemporanea.
Labirinti del tempo e della luce. L'arte contemporanea per la rifondazione di Gibellina, Trapani, ex carcere di San Francesco.

2005

La scultura italiana del XX secolo, a cura di M. Meneguzzo, Milano, Fondazione Arnaldo Pomodoro.
Alice nel castello delle meraviglie. Il mondo fuori forma e fuori tempo nell'arte italiana del Novecento, a cura di M. Pugliese, Castello Sforzesco.
Un secolo di arte italiana/Ein Jahrundert italienischer Kunst, a cura di V. Feierabend, E. Weiss, K. Wolbert, Rovereto, Mart.
Jean Cocteau: il poeta, il testimone, l'impostore, a cura di M. Carrera ed E. Fermi, Mamiano di Traversetolo (Parma), Fondazione Magnani-Rocca.
Poesia oggetto, a cura di R. Dehò, Castelvetro di Modena, Musa Museo dell'Assurdo.
Libri taglienti esplosivi luminosi, a cura di R. Antolini, Trento, Mart, Biblioteca Comunale; Museion, Bolzano-Bozen.
And Tthe Stars shine, Bel Art Gallery.
L'arte del lavoro, il lavoro dell'arte, a cura di B. Corà, La Spezia, Camec.

2004

Padre Nostro. Dall'ascesi aniconica alla contemplazione iconica, Biennale d'Arte Sacra Contemporanea, Museo Staurós d'arte sacra contemporanea-Santuario di San Gabriele (TE).
Books, mostra sul libro d'artista, Milano, Spazio Erasmus Brera.
Le Opere e i Giorni, a cura di A. Bonito Oliva, Padula (Salerno), Certosa di San Lorenzo.
Nuove scritture/Poesia visuale nelle collezioni milanesi, a cura di Gabriella Anedi, Laura Colombo, Glauco Mambrini, Gaetano delli Santi, Claudio Zanini, Maria Elena De Felice, Milano, Liceo Umberto Boccioni.
DeLIBERatamente. Il libro d'artista negli anni '60 e '70, da Piero Manzoni ad Andy Warhol, a cura di M. Gazzotti, Cremona, Comune di Soncino, Rocca Sforzesca.
Epicentro, a cura di A. Bonito Oliva, Il Cairo, Akhenaton Gallery.
Guardare raccontare pensare conservare. Quattro percorsi del libro d'artista dagli anni Sessanta ad oggi, a cura di Anne Moeglin-Delcroix, Liliana Dematteis, Giorgio Maffei, Annalisa Rimmaudo, Mantova, Casa del Mantegna.
Riflessi nell'arte, percorsi italiani tra arte pop, concettuale, transavanguardia e citazionismo, a cura di S. Tonti, Ancona, Mole Vanvitelliana.
Medesign/Forme del Mediterraneo, Genova, Palazzo della Borsa.

2003

Nella Materia. Dal Futurismo a Kiefer nell'arte del Novecento. Da Burri a Kounellis metalli e ossidazioni, Milano, La Permanente.
Rivoluzionarte, Brescia, Villa Glisenti/Villa Carcina.
Del segno, del suono e della parola/A… parole, a cura di G. Depuro e A. Fresu, Berchidda (Sassari), Pav.
Trento e Rovereto, Mart.

2002

Mediterraneo. Sacro Arte e Architettura Contemporanea per un dialogo fra le culture, a cura di C. Strano, Catania, Ex Monastero dei Benedettini.
Parole parole parole, a cura di A. Borgogelli e F. Cavallucci, Trento, Galleria Civica di Arte Contemporanea.
De gustibus, Siena, Palazzo delle Papesse.
Le stanze dell'arte: figure e immagini del XX secolo, Rovereto (Trento), Mart.

2001

F. Gallo, "Isgrò", in Origini. Siciliani protagonisti del ‘900, catalogo della mostra [Scicli (Ragusa), Palazzo Spadaro], Ragusa, 2001.
Libri d'artista. Poesia visiva/concreta/fonetica 1950/1975, Novi Ligure, Biblioteca Civica.
Il Deposito Paolo Della Grazia e l'Archivio di Nuova Scrittura, a cura di G. Belli e N. Boschiero, Rovereto, Mart.
Ujazdowski Center for Contemporary Art, Varsavia.

2000

Sentieri ininterrotti. Crisi della rappresentazione e iconoclastia nelle arti dagli anni Cinquanta alla fine del secolo, Bassano del Grappa, Palazzo Bonaguro.
La Bacheca n. 2: ‘libri d'artista'-Poeti visivi italiani, 1962-1998, a cura di M. Bentivoglio, Roma, Associazione La Cuba d'Oro.
The Vera, Silvia and Arturo Schwarz Collection of Contemporany Art, a cura di Ahura Israel, Tel Aviv, Museum of Art.

1999

Spazi in luce. Da Caravaggio oltre Fontana, a cura di A. Bonito Oliva, Lecce, Castello di Carlo V.
Il rosso e il nero, figure e ideologie in Italia 1945-1980, a cura di G. Bianchino e A. C. Quintavalle, Università degli Studi di Parma-Csac, Scuderie della Pilotta, Parma.
Dal nero del segno ai colori del sogno. Omaggio di 60 artisti siciliani a Francesco Lanza, Enna, Galleria Civica.
Il grande rettile e gli altri, Livorno, Museo Civico Giovanni Fattori.
Minimalia, a cura di A. Bonito Oliva, New York, P.S. 1 Contemporary Art Center.
Text-image, a cura di G. Zanchetti, La Chaux de Fonds, Museè des Beaux-Arts.
Trento/Rovereto, Museo d'Arte Moderna e Contemporanea.
Bolzano, Museo d'Arte Moderna.

1998

Minimalia, a cura di A. Bonito Oliva, Roma, Palazzo delle Esposizioni.
Islas, Santa Cruz de Tenerife, Art Centre "La Granja".
Opera-Pensiero, a cura di G. Perretta, Roma, Art Gallery.
I percorsi del sublime, a cura di A. Bonito Oliva, Palermo, Parco Palazzo d'Orleans/Albergo delle Povere.
Poesia totale, a cura di E. Mascelloni e Sarenco, Mantova, Palazzo della Ragione.
Entr'acte, arte contemporanea nella Toscana industriale, a cura di B. Corà, Pontedera (PI), Museo Piaggio Giovanni Alberto Agnelli.

1997

Campo dei sensi. Ricerche: arte e teatro e teoria, Milano, Fondazione Mudima.
Noi non abbiamo paura. Artisti contro, Milano, Galleria Blu.
Universarte, a cura di V. Coen e V. Dehò, San Giovanni in Monte.
Minimalia, a cura di A. Bonito Oliva, Venezia, Palazzo Querini Dubois.
Carte italiane. Artisti contemporanei a confronto, a cura di C. Cerritelli, Palau, Museo Civico.
Islas, Las Palmas de Gran Canaria, Centro Atlantico de Arte Moderna.
IV Biennale di Arte Sacra, Siracusa, Collegio di Santa Maria.

1996

La presenza della virtualità, il movimento della virtualità, la virtus della virtualità, a cura di M. Cristaldi, Biella, Palazzo La Marmora. Carrara, Cave di marmo La Piana.
Ascoltare l'immagine. L'esperienza del suono negli artisti della visualità, a cura di M. Bentivoglio, Seravezza, Palazzo Mediceo.
Vetrofanie, Colorno, Palazzo Ducale.
Festa di un altro mondo, Quarto Oggiaro, Parco di Villa Scheibler.
Arte in Italia negli anni '70. Verso i Settanta (1968-1970), a cura di L. Caramel, Erice, La Salerniana, Ex Convento San Carlo.
Galeotto fu il libro, Brescia, Galleria Schreiber; Sesto San Giovanni, Mercato del Pesce; Arese, Biblioteca Comunale.
Circumnavigazione, a cura di E. Pagano, New York, Intrepid Sea-Air-Space Museum.
Bagheria, Osservatorio Siciliano dell'Arte Contemporanea.

1995

Risarcimento. Artisti contemporanei per gli Uffizi, a cura di A. Petrioli Tofani, Firenze, Uffizi, Sala delle Reali Poste.
Marinetti e il movimento futurista. Omaggio al Futurismo, a cura di M. Vescovo, Alessandria, Palazzo Guasco.
Milano,100 artisti per la città, Milano, Palazzo della Permanente.
Celebrazioni. Il sogno del cavallo, a cura di G. Celli, Grosseto, Cassero Senese.
La grande scala-Teleri italiani e altri grandi formati di artisti contemporanei, a cura di V. Fagone, Bergamo, Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea.
Calligrafie ovvero la scrittura dipinta, Capua (CE), Palazzo Fazio; Firenze, Centro d'Arte Spaziotempo.
Artisti della Nuova Accademia 1980-1995, Milano, Centro Culturale San Fedele.
Anni ‘90. Arte a Milano, Milano, Associazione Interessi Metropolitani.

1994

I libri d'artista italiani del Novecento, Venezia, Collezione Guggenheim.
Artisti al Museo, a cura di L. Barbera, Messina, Teatro Vittorio Emanuele.
Dall'arte neoconcreta all'iperrealismo, XXVII Premio Vasto, a cura di F. De Santi, Vasto, Istituto Tecnico F. Palizzi.
Lo spazio della scrittura, Ascona, Museo Epper.
Preziosi in biblioteca, a cura di F. Malaguzzi, Torino, Centro Congressi Torino Incontra.
Stigma.Grafica italiana anni '60-'80, Bassano del Grappa (VI), Palazzo Agostinelli; Steyr (Austria), Galerie Pohlhammer; Vienna, Istituto Italiano di Cultura; Malo (VI), Museo Casabianca.

1993

I labirinti del segno, Aosta, Tour du Lèpreux.
Navigatori solitari, Brescia, Palazzo Martinengo.
Punti cardinali dell'arte. Opera italiana-Transiti, XLV Biennale di Venezia, Venezia.
Gli artisti della Blu 1957-1993, Milano, Galleria Blu.
La presenza della virtualità, Ameglia, Ex biscottificio Falcinelli.
Linguaggio/Immagine, a cura di A. Altamira, Archivio di Nuova Scrittura, Milano.

1992

Pittura e Pittura Dentro/Fuori, a cura di L. Barbera, Messina, Teatro Vittorio Emanuele.
The Artist and the Book in Twentieth-Century Italy, New York, Museum of Modern Art.
Arte Italiana. Esperienze degli anni ‘60/'80. Arte concettuale, Arte povera, Costruttività, arte cinetica nella collezione della Banca Commerciale Italiana a Francoforte. Frankfurt Am Main (Germania).
Paesaggio con rovine, a cura di A. Bonito Oliva, Gibellina (TP).
Paginaperta, La Spezia, Circolo Culturale Il Gabbiano.

1991

Pagine e dintorni, a cura di G. Gini e S. Zanella, Gallarate, Civica Galleria d'Arte Moderna.
Le arti in carta, il libro sperimentale in Italia, Riolo Terme (RA), Ex Chiesa di San Giovanni Battista.
Parola immagine per l'aggiornamento di un museo, Gallarate (VA), Civica Galleria d'arte moderna, 1991.

1990

New Art from the Mediterranean and Japan. Toyama Now ‘90, IV International Contemporary Art Exhibition, Giappone, Toyama, Museo di Toyama.
Torino, Matteo Remolino.
Il librismo, Cagliari, Fiera Campionaria.

1989

Wortlaut, Colonia, Galerie Schüppenhauer.
Far libro. Libri e pagine d'artisti in Italia, Firenze, Casermetta del Forte Belvedere.
Il linguaggio simulato, a cura di L. Cabutti, E. Di Mauro, Torre Felice, Galleria Civica d'Arte Contemporanea.

1988

Africa/Artisti Italiani Against Apartheid, mostra itinerante a cura di F. Menna e S. Betti, New York, Mosca, Roma, Strasburgo, Dakar, Bamako, Maputo, Harare, Lusaka.
Seh-Texte. Parola/Immagine, Bolzano, Museo di Bolzano.
Biennale del Sud. Rassegna di Arte Contemporanea, Napoli, Accademia di Belle Arti.
Officina del Vulcano, a cura di G. Frazzetto, Bronte, Castello Nelson.
Gambatesa Castello (Campobasso).
Amore d'autore/Author's love, San Paolo del Brasile, Istituto Italiano Eugenio Montale.

1987

Parola come immagine, Senigallia, Expo, Giardini della Rocca Roveresca.
Maestri d'avventura, a cura di C. Cerritelli, Bologna, Nuova 2000.
Extra moenia, a cura di Eva di Stefano e Vittorio Fagone, Capo d'Orlando (ME).
Amore d'autore/Author's love, Milano, Studio D'Ars; Trento, galleria 9 Colonne Spe; Bologna, Arte Fiera; New York, Scuola d'Italia.

1986

Arte e scienza. Nell'età delle scienze esatte. Colore, XLII Biennale di Venezia, Venezia.
Arte Santa, Ravenna, Pinacoteca Comunale, Loggetta Lombardesca.
Che cosa fanno oggi i concettuali?, Milano, a cura di R. Barilli, Milano, Rotonda Besana.
"Noi leggevamo un giorno per diletto". Appunti per uno studio del libro fra arte e tecnologia, Ancona, Palazzo Mengoni Ferretti.
La parola totale, a cura di A. Bonito Oliva, Modena, Galleria Fonte d'Abisso.
Emergenze nella ricerca artistica in Italia dal 1950 al 1980, XI Quadriennale di Roma, Roma, Eur, Palazzo dei Congressi.
Italics 1925-1985. Sessant' anni di vita culturale in Italia, New York, Columbia University, Casa Italiana.

1985

La scrittura visuale in Italia. Inizi, presenze, orientamenti 1960-1970, Napoli, Studio Morra.
Il non libro. Bibliofollia ieri ed oggi, Palermo, Biblioteca Centrale della Regione Siciliana.
O come origine, Milano, Cenobio-Visualità.
Circumnavigazione, Gibellina, Museo d'Arte Contemporanea.
L'Italie aujourd' hui. Regards sur la peinture italienne de 1970 à 1985, Nice, Centre National d'Art Contemporaine.

1984

Informazione '60/'80, Comuni di Cento, Piacenza, Pieve di Cento, Gualtieri e Imola.
Arte italiana 1960-80, New York, Banca Commerciale Italiana.
Recenti acquisizioni. Artisti italiani anni ‘60 e ‘70, Bologna, Galleria d'Arte Moderna.

1983

Mostra del libro d'artista, Messina, Salone di rappresentanza del Comune di Messina.

1982

Pinocchio nel paese degli artisti, Torino, Il Mulino/Cooperativa Assemblea Teatro.
Scrittura attiva: processi artistici di scrittura in dodici dimostrazioni espositive, Suzzara, Galleria d'Arte Contemporanea.
Babele, a cura di C. Benincasa, Palma Campania, Palazzo Comunale.
Pittori dell'occhio, della mente e dell'immaginazione, Erice, La Salerniana, Ex Convento San Carlo.
Arte italiana 1960/1982, Londra, Hayward Gallery.
Trent'anni di arte italiana.1950-1980, Lecco, Villa Manzoni.

1981

Linee della ricerca artistica in Italia 1960-1980, Roma, Palazzo delle Esposizioni.
Identité italienne. L'art en Italie depuis 1959, Parigi, Centre Georges Pompidou.
1ª Exposicao International de Art-Door/1th International Outdoor Exhibition, Brasile, Recife Pernambuco.
Lombardia: vent'anni dopo. Ricerche artistiche, 1960-1980, Pavia, Castello Visconteo.
Apollinaire 1981, a cura di C. Strano, Milano, Galleria Bonaparte.
Medium 81, a cura di Janus, Torino, Promotrice delle Belle Arti.
La critica dell'arte, Ancona, Palazzo Bosdari.
Trent'anni d'arte italiana, Lecco, Villa Manzoni.
Deserto. Aspetti della condizione umana attraverso l'arte, Bergamo, Convento Eremitani di Sant'Agostino.
Il segno in Italia, Perth (Australia).

1980

Cronografie. Il tempo e la memoria nella società contemporanea, progetto speciale a cura di G. Bettetini, Biennale di Venezia, Venezia, Chiesa di San Lorenzo/Magazzini del Sale.
Tendenze e sviluppi della ricerca poetico-visuale, a cura di M. D'Ambrosio, Brescia, Museo Laboratorio Arti Visive.
Copertina d'artista, Torino, La Bussola.
Caro Solmi. Rassegna di arte e di lettere, Gavirate, Chiostro di Voltorre.
Anabasi. Architettura e arte 1960/1980, a cura di C. Benincasa, Termoli, Galleria Comunale d'Arte Contemporanea.
Subzara. Il fiume, la gente, la festa, Suzzara, Galleria Civica d'Arte Contemporanea.
Scrittura attiva, processi artistici di scrittura, a cura di U. Carrega, Sesto San Giovanni, Rondòttanta.

1979

Opere a confronto, Milano, Nuovo Sagittario.
Testuale. Le parole e le immagini, Milano, Rotonda Besana.
Rien ne va plus, Milano, Galleria Blu.
I Biennale Internazionale di Arte Moderna, Monza, Villa Reale.
La poesia visiva (1963-1979), a cura di L. Ori, Firenze, Palazzo Vecchio, Sala delle Armi.
Artisti italiani nella XV Biennale di San Paolo del Brasile, Roma, Palazzo della Quadriennale.

1978

Sei stazioni per artenatura. La natura dell'arte, a cura di A. Bonito Oliva, XXXVIII Biennale di Venezia, Venezia.
Raccolta italiana di Nuova Scrittura, Mercato del Sale, Milano
Geografia, Milano, Cenobio Visualità.
Carta-Ipotesi, Foligno, Palazzo Trinci.
Parola Immagine e Scrittura, a cura di M. D'Ambrosio, Urbino, Collegio Raffaello.
Civette e gufi, barbagianni & company, a cura di R. Bossaglia, Milano, Galleria dei Bibliofili.

1977

XIV Biennale di San Paolo, Brasile, San Paolo del Brasile. (vincitore del primo premio)
L'occhio meccanico. L'artista e la fotografia, Torino, Unione Culturale/Palazzo Carignano /Galleria F. Casorati.
La forma della scrittura, a cura di A. Spatola, Bologna, Galleria d'Arte Moderna.
Poesia visiva. Verso un concetto globale, Milano, Studio Sant'Andrea.
Arte in Italia 1960-1977, Torino, Galleria d'Arte Moderna.
Scrittura ‘77, Milano, Galleria Vinciana.

1976

Parola Immagine Oggetto, Tokyo, Istituto Italiano di Cultura.
La somiglianza, Genova, Unimedia; Milano, Galleria Blu; Roma, Studio Cannaviello.
Movimento speculare, Bari, Expo Arte.
La scrittura, Roma, Seconda Scala; Milano, Studio Sant'Andrea; Genova, Unimedia.
Blow up. I viaggi di Gulliver nel regno della percezione, Milano, Galleria Dov'è La Tigre.

1975

Sempre cose nuove pensando. Aspecten actuale Kunst uit Italië, Anversa, ICC-Internationaal Cultureel Centrum.
A Luigia Pallavicini caduta da cavallo, Cunardo, Fornaci Ibis.
Un modello perseguito: vedere guardare leggere, Genova, Galleria Rotta; Milano, Galleria Blu.
Vita e paesaggio di Capo d'Orlando, Capo d' Orlando (ME), Palazzo Comunale.
Twelfth Annual Avantgarde Festival, New York.
Torino, Promotrice, Sale del Valentino.

1974

Presenze e tendenze nella giovane arte italiana, XXVIII Biennale Nazionale d'Arte Città di Milano, Milano, Palazzo della Permanente.
Mostra d'arte sacra, Fornaci Ibis, Cunardo.
Museo Civico, Crema.
Centro attività Visive, Palazzo dei Diamanti, Ferrara.
Prima mostra nazionale "Scrittori che disegnano e dipingono", Albisola Mare, Museo della Ceramica e Sala dei Congressi.
Ironia come alternativa, VIII Rassegna Internazionale d'Arte, Acireale, Palazzo Comunale.
Eros come linguaggio, Milano, Galleria Eros.
Pittura e musica dalla fine dell'Ottocento ad oggi, Lugano, Villa Malpensata.
In progress, Prima Biennale, Livorno, Museo Progressivo d'Arte Contemporanea.
Della falsità, Parma, Università degli studi di Parma-Csac, Scuderie della Pilotta.
Le cancellature, Pescara, I diamanti.

1973

Italian Visual Poetry 1912-1972, New York, Finch Museum.
Contemporanea, Incontri Internazioni d'Arte, Roma, Parcheggio di Villa Borghese, a cura di Achille Bonito Oliva.
Stockholm, Italienska Kulturinstitutet C. M. Lerici.
Mostra d'arte sacra, Cenobio Visualità, Milano.
Il ritratto oggi, a cura di A. Gemelli e M. Rossello, Albissola, Villa Faraggiana.
Scrittura visuale in Italia 1912-1972, Torino, Galleria d'Arte Moderna.

1972

Il libro come luogo di ricerca, XXXVI Biennale di Venezia, Venezia.
Nineth Annual Avantgarde Festival, New York.
I denti del drago, Milano, L'Uomo e l'Arte. T
endenze dell'arte contemporanea, Casale Monferrato, Biblioteca Civica.
Poesia visiva internazionale, Milano, Studio Sant'Andrea.
Poesia pubblica, a cura di M. Perfetti, Taranto, Villa Peritato.

1971

Appunti per una tesi di citazione e di sovrapposizione, Roma, Gap Studio di Arte Contemporanea.
Proletarismo e dittatura della poesia, mostra collettiva con Isgrò, Miccini, Sarenco, Vaccari, a cura e con introduzione al catalogo di Emilio Isgrò, Milano, Studio Sant'Andrea.
Dritte Internazionale Fruhjahrsmesse, Berlino, Akademie der Kunst.
Appunti sul nostro tempo. Nuove forme di pittura, Lonato (Brescia), Associazione Rosai.
Italiaanse visuele poesie, Anversa, Vecu.
Favole cancellate, Milano, Galleria Schwarz.

1970

Concrete Poetry?, Amsterdam, Stedelijk Museum.
La poesia degli anni ‘70, Brescia, Museo del Castello.
Eighth Annual Avantgarde Festival, New York.
Exposicion Internacional de Ediciones de Vanguardia, Montevideo, Universidad de Montevideo, Fundación de Cultura Universitaria.
Mostra internazionale di poesia sperimentale, Marciana, Exempla.
Aspetti della poesia visiva, Brescia, Centro Documentazione Poesia Visiva.

1969

Liberarse. Exposition Internacional de la Nueva Poesia, Montevideo, Universidad de Montevideo, Facultad de humanidades y ciencias.
Seventh Annual Avantgarde Festival, New York.
La scrittura attiva, expo internazionale di poesia avanzata, Taranto, Circolo Italsider.
Esposizione internazionale di poesia avanzata, Milano, Centro Suolo.
Undici a Pejo, a cura del Centro Sincron, Pejo (Trento).

1968

Comunicazioni visive, Massafra (TA), Biblioteca Comunale.
Sixth Annual Avantgarde Festival, New York.
Oltre l'avanguardia, Novara, Palazzo del Broletto.

1967

Premier inventaire international de la poésie élémentaire, Parigi, Denise Davy.
Rassegna internazionale della nuova poesia, Roma, Artivisive.
Mailand Situation 1967/68, Stoccarda, Galerie Senatore.
Parola Immagine, a cura del Gruppo 70, Firenze, Galleria La Soffitta.
Rassegna di poesie. Nuove tecniche visive in Italia, a cura V. Accame, U. Carrega, F. Vaccari, Milano, Club Turati.
Segni nello spazio, Trieste, Castello di San Giusto.
Parole sui muri, Fiumalbo (MO).
Rassegna internazionale della nuova poesia, Artivisive, Roma.

1966

Poesia visiva, a cura di E. Isgrò e E. R. Sampietro, Milano, Libreria Feltrinelli.
Mantova, Casa del Mantegna.
Poesia visiva, Roma, Galleria Tunnel.

1965

Poesia visiva, Genova, La Carabaga.
Poesia visiva, 3° Festival Gruppo Settanta/Poesia Visiva, Firenze, Galleria Numero.
Mostra di poesia visiva a cura del Gruppo 70, Circolo Culturale Leonardo, Peretola, Firenze.
Luna Park, mostra del Gruppo 70 e mostra di poesie visive, Perugia, Le Muse.

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