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NEWS

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EMILIO ISGRO' AL MARCA DI CATANZARO

Emilio Isgrò tra i protagonisti della mostra sul libro curata da aAlberto Fiz al Marca di Catanzaro.

Sul Sole 24 Ore un pezzo dell'artrista sulal sua opera in mostra.

Info: www.museomarca.info

 

 


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SUCCESSO A BOLOGNA PER IL VOLUME "COME DIFENDERSI DALL'ARTE E DALLA PIOGGIA" DI EMILIO ISGRO' A CURA DI BEATRICE BENEDETTI

“Se l’etica  del manager è il successo garantito, l’etica dell’artista è la sconfitta sicura. E per un artista è sempre meglio perdere nella chiarezza che vincere al buio.”

Emilio Isgrò

La presenza di Emilio Isgrò— tra le più incisive e anticipatrici degli ultimi cinquant’anni — nella cultura contemporanea è affidata alle arti visive, come a una capacità critica e autocritica che fa del “padre della cancellatura” uno dei riferimenti obbligati per chi oggi richiede agli artisti di riassumere la facoltà di riflettere e dubitare. Una società che, tra biennali addomesticate e fiere sterilizzate come un immenso aeroporto del gusto e del pensiero, ha finito per assegnare paradossalmente all’arte — un tempo regina di tutti i dissensi — la funzione di costruire il consenso, facendone uno degli strumenti più docili del conformismo globale, con “provocazioni” da intrattenimento aziendale.

Difendersi dall’arte e dalla pioggia”, come suggerisce il titolo del libro, non vuol affermare che si può fare a meno dell’arte (così come non si può fare a meno dell’acqua), ma semplicemente che è venuto il momento di affrancarla dal buio “platonico” nel quale si trova immersa, per restituirla a una più feconda, fruttuosa trasparenza “aristotelica”, come Isgrò propone esplicitamente nel sarcastico saggio dal titolo Manifestino dell’arte epica, contenuto nel volume, dove la cancellatura è chiamata a fare da schermo catartico “tra l’occhio che guarda e l’arte che inganna”.

Il libro, curato con passione e rigore da Beatrice Benedetti, contiene una serie di scritti inediti, saggi e dichiarazioni di poetica apparsi in un lungo arco d’anni su riviste specializzate e quotidiani come il Corriere della Sera, Il Giorno, Il Sole 24 Ore, cui si aggiungono una conversazione con Arturo Schwarz e un’intervista con Alberto Fiz, curatore della precedente raccolta di scritti dell’artista, La cancellatura e altre soluzioni (Skira, 2007).

INFO:  sul sito di Maretti Editore


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TG4 ON FOCUS SUL MART_PROTAGONISTA EMILIO ISGRO'

Nell'edizione di venerdì 18 gennaio, il TG4 dedica uno speciale ai musei del Trentino.

Focus sul decennale del MART e sull'opera di Emilio Isgrò,

"Cancello il Manifesto del Futurismo".

Dal 25esimo minuto


Buona visione!


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EMILIO ISGRO' CANCELLA IL MANIFESTO DEL FUTURISMO AL MART

L’intervento di Emilio Isgrò al Mart non è una mostra, non è un evento, non è una conferenza.

Si tratta, piuttosto, di un Corso di cancellazione generale per le scuole d’Italia che dal mese di ottobre 2012 arriverà fino al 2013, secondo modalità “corali” che lartista stabilirà di volta in volta con il direttore e i curatori del museo.

Per la partenza (fissata il 26 ottobre) la partecipazione dellartista sarà limitata e sfuggente, “quasi autocancellatoria” dice Isgrò, “una specie di ouverture in cui si annunciano i temi senza darne lo svolgimento”.

Ma sarà comunque un impatto forte: in quanto l’opera Cancello il Manifesto del Futurismo, realizzata in dimensione ridotta cancellando la prima pagina de Le Figaro che nel 1909 pubblicò il manifesto di Marinetti, tappezzerà letteralmente le pareti della sala in cui appariranno, come ombre di un futuro ancora possibile, la macchina intonarumori di Luigi Russolo e una serie di immagini fotografiche legate alla mitologia marinettiana.

“Si tratta tuttavia soltanto del prologo”, precisa misterioso l’artista “perché tra qualche mese, in una data imprecisata e imprecisabile, il Manifesto di Isgrò-Marinetti, potrebbe essere realizzato in grandi dimensioni scendendo trionfalmente per la tromba delle scale del museo, come una di quelle fanciulle arabe che Marinetti adolescente vide esibirsi nella danza del ventre sulle rive del Nilo”.

Il Futurismo e le avanguardie storiche come cancellazione: è questo il discorso di Isgrò, il quale ha il dubbio che negli ultimi anni, “facendo piazza pulita di slanci e utopie anche nell’arte, è stato forse buttato via il bambino con l’acqua sporca”.

Nous voulons effacer. Nous voulons revêr. Noi vogliamo cancellare. Noi vogliamo sognare. Sono queste le sole parole che io faccio emergere dal testo di Marinetti” dice

l’artista “come segno forte in direzione di un’utopia ancora concretamente perseguibile da parte dei giovani: la possibilità di crescere in un mondo più umano e pacificato.

Paradossalmente ciò che suggerirebbe oggi il bellicoso Marinetti se fosse ancora tra noi. Un Marinetti che probabilmente non invocherebbe più la guerra come sola igiene del mondo. Insomma, un Marinetti più pacifista di Gandhi. Sta qui la novità della mia proposta rispetto alla lettura che di solito si dà del Futurismo”.

“Dubito molto” conclude Isgrò “che Marinetti invocherebbe ancora oggi l’uccisione del Chiaro di Luna: perché il Chiaro di Luna è in pratica sparito grazie ai gas tossici che inquinano l’atmosfera. E lui, figlio della sua epoca ma uomo intelligente come pochi, se ne accorgerebbe per primo, cambiando registro”.

 

MartRovereto
Corso Bettini, 43
38068 Rovereto (TN)

t. 800 397760
info@mart.trento.it
www.mart.trento.it


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HERMANN NITSCH TRA GLI ARTISTI DI "A BIGGER SPLASH. PAINTING AFTER PERFORMANCE" ALLA TATE

Una mostra alla Tate di Londra getta una nuova prospettiva sulla relazione dinamica tra pittura e performance dagli anni 1950 in poi. Tra gli artisti, oltre a Divid Hockney - da un quadro del quale la rassegna prende il titolo - a Jackson Pollock, passando per Niki de St Phalle, Cindy Shermann, la mostra ospita anche Hermann Nitsch, padre dell'Azionismo Viennese.

Fino al 1 Aprile 2013

Info su : www.tate.org.uk

 


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64.MALAKTION DI NITSCH AL MART PER LA GIORNATA DEL CONTEMPORANEO

Durante l’edizione della Giornata del Contemporaneo, in programma sabato 6 ottobre 2012, il Mart di Rovereto ospita la 64esima Malaktion (Pittura-Azione) di Hermann Nitsch, tra i fondatori del movimento dell’Azionismo viennese e ideatore del Das Orgien Mysterien Theater (Teatro delle Orge e dei Misteri) che coniuga indissolubilmente la vita, l’arte, la filosofia, la musica, il teatro e la pittura.

La giornata di sabato 6 sarà il momento clou di un evento che dura un’intera settimana, dall’1 all’8 ottobre: nelle sale al primo piano del Mart, Nitsch ed i suoi assistenti durante gli otto giorni di azione pittorica costruiranno la performance. Attraverso movimenti gestuali e corporei, dei colori di varia consistenza sono schizzati, spalmati, sgocciolati e versati su delle grandi tele bianche, disposte a terra e sulle pareti.

Le tele verranno poi innalzate e rivestiranno  le pareti delle sale, restando visibili fino all’ 8 ottobre. Si compirà così l’ideale wagneriano di opera d’arte totale – un complesso tutt’uno tra esito e processo - cui Nitsch da sempre si ispira.

L’evento è a ingresso libero, ed è realizzato dal Mart in collaborazione con il Museo Archivio Laboratorio per le Arti Contemporanee Hermann Nitsch di Napoli.


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EMILIO ISGRO' INTERVISTATO DA LUIGI MENEGHELLI SU FLASH ART

La Costituzione Cancellata, il ruolo dell'artista oggi, gli scoramenti e le possibili redenzioni dell'arte... due menti a confronto, Luigi Meneghelli ed Emilio Isgrò su Flash Art di Giugno, 2012.

 


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EMILIO ISGRO' IN MOSTRA A PALAZZO REALE

Si intitola "Addio anni 70" la mostra a Palazzo Reale curata da Francesco Bonami e Paola Nicolin. E ospita tra i 60 nomi illustri, anche quello di Emilio Isgrò, protagonista della stagione nel capoluogo meneghino. La mostra intende infatti costruire un affresco di un decennio di ricerca artistica milanese, ricco di transiti internazionali e di contributi unici. Il progetto, concepito come un percorso raccontato da una polifonia di voci e punti di vista, si offre anche come una cornice e un contesto di riferimento per una serie di esposizioni che avranno luogo in spazi espositivi del Comune di Milano (Dario Fo, Enrico Baj e Fabio Mauri). La mostra pone l’accento sul sistema dell’arte a Milano negli anni Settanta, riscoprendo connessioni fra artisti, voci militanti e contesto sociale e aiutando il pubblico ad approfondire un’epoca di grandi cambiamenti compresi tra gli anni della contestazione e quelli di un nascente postmodernismo.


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LE MAPPE DI GIOVANNI FRANGI A VILLA MOROSINI

È la settecentesca sala degli stucchi di Villa Morosini ad ospitare Mappe, l’articolato progetto messo a punto da Giovanni Frangi per gli spazi della dimora dogale situata lungo le rive del Po. La mostra raccoglie tredici opere su tela realizzate dall’artista milanese nonché una serie di trentasei foto dipinte estratte dai documentari che raccontano la disastrosa alluvione del Polesine, avvenuta oltre sessant’anni fa.

Mappe nasce come un complesso lavoro site specific sulla candida sala della villa, caratterizzata dalla presenza di una decina di cornici realizzate con decorazioni a stucco (dieci lungo i muri perimetrali e da tre sul soffitto) che nel passato ospitavano delle tele, andate però disperse negli oltre quattro secoli di storia della villa. Frangi ha pensato così di riempire quelle nicchie aperte riportando nella stanza il paesaggio del Polesine che costituisce il tessuto connettivo in cui la villa è inserita. Con un ritmo cromatico segnato dai rosa e dai viola, si susseguono così le viste dell’ambiente in cui la geometrie dei campi e dei canali sono innervate da linee spezzate trasversali. Terra e acqua si toccano e si intrecciano, spazio reale e immagine si susseguono senza soluzione di continuità, dissolvendo sulla tela i dettagli più realistici in zone di colore omogenee. Frangi infatti procede per sintesi, per concentrazione, per stadi di successiva sottrazione, poiché vedere, come scrive il curatore nel saggio, «è un’operazione che si fa anche ad occhi chiusi». Se il rapporto tra interno ed esterno delle pareti è caratterizzato da un ritmo serrato, alimentato anche dalla presenza delle finestre che alternano le tele, le tre opere sul soffitto parlano per la sola presenza del colore, senza alcuna ansia di rappresentare il cielo del Polesine, che è bello immaginare.
Alcuni tavoli, collocati nel centro della sala degli stucchi, raccolgono invece i lavori che Frangi ha realizzato lavorando sulle immagini dell’alluvione del ’51, che gli italiani hanno conosciuto grazie ai giornali e alla televisione. Sono foto in cui in cui il colore aggiunto dall’artista addolcisce il dolore del ricordo, e nello stesso tempo, rievocando quel tragico evento del passato, rende quella sensazione viva e presente. In questo modo Frangi riappacifica quello che sta alle nostre spalle con i tanti paesaggi, reali o immaginari, che stanno fronte al nostro sguardo.
Correda la mostra, realizzata con il sostegno di Dadadopo, un catalogo con testi di Paolo Serafini, Luciano Zerbinati, Brigida Mascitti e del curatore.
 
GIOVANNI FRANGI. MAPPE
a cura di Daniele Capra
dal 2 giugno al 29 luglio 2012
inaugurazione venerdì 1 giugno ore 18.30
Villa Morosini
Via Selmi, 45038 Polesella (RO)
aperto su appuntamentO
ingresso gratuito
t. 0425.444968, 346.0803331


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EXIBART.COM RECENSISCE LA PERFORMANCE LIVE DI LIU BOLIN

Enrico Padovani, inviato della rivista Exibart, recensisce la performance live di Liu Bolin alla galleria Boxart di sabato 28 aprile 2012. Per coloro che c'erano e per coloro che avrebbero voluto esere presenti. Buona lettura al link di Exibart.com !

(nella foto Giorgio Gaburro con Beatrice Bendetti e Liu Bolin ancora nel suo costume mimetico, dipinto da quattro assistenti durante oltre due giorni di lavoro).


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L'ARTE DI LIU BOLIN A FAVORE DEI BAMBINI CINESI

Liu Bolin, già così famoso per le sue performance in  cui scompare nei vari ambienti circostanti, presta la sua arte a favore di Unicef. L'artista ha infatti creato questa immagine per la campagna cinese dell'organizzazione che si occupa di infanzia abbandonata o violata. Un genio generoso!


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CAMOUFLAGE A PORTER. GAULTIER, LANVIN, MISSONI, VALENTINO..TUTTI PAZZI E INVISIBILI PER LIU BOLIN

Il camaleonte umano, the invisible man, Mr. Camouflage. Gli epiteti per l’artista cinese Liu Bolin (Shandong, 1973) hanno infarcito a decine la stampa mondiale ─ specializzata e non ─ dal più banale al più azzeccato. Stavolta però non si tratta di una nuova fase del suo on going project, Hiding in the city (Nascondersi della città), avviato tra 2005 e 2006. E’ il mondo della haute couture a “defilarsi” fino a scomparire nello sfondo dello scatto fotografico. Con la stessa rapidità delle ben note apparizioni-sparizioni post-sfilata, i designer coinvolti si sono fusi ─ in un’istantanea firmata Liu Bolin ─ con il loro background, con i simboli che hanno reso ciascun marchio conosciuto e desiderato nel mondo.

Tutto parte da un’intuizione avuta dalla Bibbia della moda, la rivista newyorkese Harpeer’s Bazaar. Così Angela Missoni ha accettato di “smolecolarizzarsi” tra i mitici filati della casa di moda, fondata da papà Ottavio. Nell’atelier parigino del brand italiano, Liu Bolin ha dipinto Angela, con l’aiuto di assistenti, fino a renderla evanescente, in un colorato muro a crochet. Lo stesso è accaduto a Jean Paul Gaultier, mimetizzato perfettamente con le sue celebri magliette a righe, dagli anni Ottanta suo marchio di fabbrica, abbinato a smoking per lui e corsetti per lei.
Il risultato, in uscita a marzo sul cartaceo del magazine, è già online, con tanto di video (vedi www.harpersbazaar.com), e può fregiarsi del titolo di vera coproduzione internazionale: dalla Cina agli Usa, passando per Parigi e con una tappa anche in Italia. Ogni scatto, quattro in tutto, oltre ad essere pubblicato diventerà un’opera, a breve disponibile nelle gallerie di riferimento dell’artista.
Il gallerista galleria newyorkese Eli Klein, ad esempio, ha fornito alla rivista il gancio con l’artista, per poi incontralo a metà strada (tra NY e Pechino) a Parigi, dove oltre a Gaultier e Missoni, ha posato come performer Alber Elbaz, direttore creativo della maison Lanvin. Nella Ville Lumière è stata poi la galleria francese Paris-Beijing a tradurre l’idea in realtà. «Come designer non sono mai stato un esibizionista ─ ha dichiarato Elbaz ad Harper’s Bazaar ─ piuttosto mi definirei un voyeur». Quindi ben venga il dono dell’invisibilità!
In Italia, la galleria Boxart di Verona, supporter in passato di due produzioni dell’artista nello stivale (già annunciata una terza in aprile), ha dato man forte a Liu Bolin nella sosta romana. All’interno del cinquecentesco Palazzo Mignanelli, sede storica della maison Valentino, il duo creativo, composto da Maria Grazia Chiuri e Pier Paolo Piccioli, cui spetta oggi lo scettro dell’ultimo imperatore della moda, si è prestato per qualche ora al set dell’artista. Per rappresentare il classico e l’arte a tutto tondo di cui si imbeve lo stile Valentino, Liu Bolin ha scelto l’ufficio di rappresentanza di Garavani e di Giancarlo Giammetti, presidente onorario della maison. Tra affreschi e stucchi barocchi, opere contemporanee circondano l’ambiente, dove ça va sans dire, fanno da quinta teatrale una decina di splendidi abiti rossi. Il manifesto della casa di moda. «L’unico colore che non svanisce mai nello sfondo». Parola di MG e PP, come li chiamano affettuosamente nel quartier generale di Valentino, al numero 22 di piazza Mignanelli.
 
 


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BOLOGNA ARTE FIERA 2012

Guarda la gallery di immagini sulla pagina Facebook di Boxart. Stay with us!

 


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I PROSSIMI NEL FIRMAMENTO DELL'ARTE? TRA I NOMI COMPARE (A PIENO TITOLO) EMILIO ISGRO'

Il mensile Capital (Rizzoli) dedica un approfondimento sulle prossime stelel dell'arte, ancora sottovalutate. Tra i nomi, oltre a Franz West, Leone d'oro all'Ultima Biennale di venezia, spuntano gli italiani Loris Cecchini, Petro Roccasalva, ed Emilio Isgrò. In edicola.

Clicca qui per leggere l'articolo.

 


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SULLA PAGINA FACEBOOK DI BOXART LE FOTO DELLA GRANDE PERSONALE DI NITSCH AL LEOPOLD MUSEUM DI VIENNA

Galleria Boxart pubblica su Facebook le foto della grande personale dedicata al maestro dell'Azionismo Viennese Hermann Nitsch. A pochi giorni dalla conclusione della mostra, visita le sale del Leopold Museum dedicate a Nistch grazie alle foto pubblicate nell'album dedicato all'evento.

Guarda la gallery


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LIU BOLIN SUL CANAL GRANDE IN COPERTINA DEL MAGAZINE "BLISS"

Lo scatto del "Canal Grande. Ponte di Rialto", prodotto da Boxart ha guadagnato la copertina del mensile "Bl!ss magazine" lo scorso ottobre. La rassegna stampa dell'artista cinese si rimpolpa sempre più. Lo scatto è già sold out, ma ci sono ancora scatti disponibili della produzione veneziana (clicca qui).

Leggi l'articolo


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LIU BOLIN FA IL GIRO DEL MONDO (TRA LE VERDURE)

 

 

 Lo scatto di Liu Bolin in un supermercato di Pechino fa il giro del mondo. Dal “China Daily” alle riviste, ai siti web di tutto il mondo. Clicca qui per leggere la notizia.


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UNA SETTIMANA IN PIU' PER VISITARE GENTLEMEN OF VERONA

 

 Una settimana in più per visitare la mostra The Gentlemen of Verona a Palazzo Forti, curate da Andrea Bruciati. La mostra chiuderà infatti il 14 gennaio, anziché l’8. Approfittatene!


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EMILIO ISGRO'. UNO (SU 25) DA TENERE D'OCCHIO SECONDO MF

Emilio Isgrò segnalato tra i 25 artisti da tenere d’occhio su “Milano Finanza”, insieme a Beuys, Duchamp, Oppenheim e Barney.. Leggi la tabella di Alberto Fiz.

 


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HERMANN NITSCH - STRUCTURES

Disegni di architettura, partiture musicali e progetti del teatro o.m.

4 November 2011 - 30 January 2012

 Per la prima volta in Austria, il Leopold Museum presenta una ricognizione museale sull’opera grafica e sui disegni di Hermann Nitsch (*1938). Al centro della mostra ci sono i disegni di architettura di Nitsch, come i primissimi schizzi per composizioni monumentali influenzate da Gustav Klimt, Egon Schiele e Oskar Kokoschka, disegni informali schizzati, bozzetti per varie azioni, scale cromatiche per progetti, partiture musicali e grafica.

 “SE SI PUO’ AFFERMARE CHE TUTTA LA CREAZIONE SIA IL MIO CORPO, SI PUO’ ANCHE DIRE CHE ESSA RITRAGGA IL TEATRO, LA RAPPRESENTAZIONE DELLA NASCITA DEL MONDO COME ESSA ACCADE, LA CREAZIONE DELL’ESSERE. COSI’, LA VITA HA COSTRUITO DA SOLA ARENE, SITI CULTURALI, TEMPLI, CHIESE, DOVE LE MASSE TEATRALI, DRAMMATICHE SONO CELEBRATE. ATTRAVERSO IL TEATRO, L’ESSERE PUO’ SCOLPIRE SE STESSO IN UN CONCENTRATO, IN UN MODO ESSENZIALE,PORTANDO SE STESSO NELLA COSCIENZA DEGLI ESSERI UMANI. IL TRIONFO DEL TEATRO.”

 (Hermann Nitsch: DAS SEIN. zur theorie des orgien mysterien theaters [being], Vol. 2, STYRIA, 2009, p. 634)
 


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ISGRO' DA' UN VOLTO ALLA LETTURA

L'8 gennaio 2012 esce in allegato con "Il Corriere della Sera", il nuovo inserto "La Lettura", illustrato da Emilio Isgrò.


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THE GENTLEMEN OF VERONA_Palazzo Forti_24 settembre 2011 - 8 gennaio 2012

Ha inaugurato sabato 24 settembre 2011 alle 18 presso la Galleria d’Arte Moderna Palazzo Forti di Verona la mostra “The Gentlemen of Verona: sperimentazioni sul contemporaneo in Italia”, a cura di Andrea Bruciati.

La realizzazione della mostra è possibile grazie al coinvolgimento dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Verona e al fondamentale contributo dell’Associazione Contemporanea Verona che organizza l'evento in collaborazione con la Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Forti. L'Associazione è senza scopo di lucro ed è finalizzata alla promozione della conoscenza dell'arte contemporanea sul territorio: il suo direttivo e' costituito dalle maggiori gallerie di Verona che, con il loro impegno, già operano attivamente proponendo eventi di arte contemporanea nelle loro sedi (Artericambi, Boxart, Galleria dello Scudo, FaMa Gallery, La Giarina Arte Contemporanea, MARCOROSSIartecontemporanea, Studio La Città), affiancate dai fondatori di ArtVerona, alcuni collezionisti e figure di rilievo nell'organizzazione di iniziative culturali.
Il progetto rappresenta un chiaro segnale di quanto forte sia la volontà delle gallerie private di aprire un dialogo con la pubblica amministrazione della città, offrendo un ulteriore stimolo alla sensibilizzazione nei confronti della creatività di oggi e di domani.
Questo primo esperimento, ideato e realizzato da Andrea Bruciati, ha condotto alla significativa rassegna espositiva “The Gentlemen of Verona: sperimentazioni sul contemporaneo in Italia”. Fulcro centrale della mostra è la ricchezza delle proposte artistiche che ha caratterizzato il contemporaneo nel territorio, attraverso le opere di grandi autori che hanno contrassegnato la storia dell'arte italiana dell’ultimo decennio e non solo.
La mostra collettiva presenta le opere di 21 artisti, suddivisi per fasce generazionali: in via di storicizzazione, mid-career e giovanissimi. Alcune delle opere sono state raramente esposte, mentre molte sono inedite o realizzate specificatamente per la mostra, a dimostrazione della potente spinta creativa che ormai da anni contraddistingue questa parte di Italia.
Come sottolinea il curatore Andrea Bruciati, “la cultura non è inutile perché, soprattutto se ci si riferisce al contemporaneo, serve al presente per stabilire un canale di accesso fra la nostra realtà e i cambiamenti in atto e la proiezione dei nostri sogni e ideali, per ipotizzare la realizzazione degli stessi. Trovando la sua legittimazione nell' utilità individuale, come le emozioni e l’intelligenza critica che è capace di generare, crea un mondo migliore per l’interesse collettivo”.
Ad integrazione di questa importante esposizione, verrà realizzata una pubblicazione bilingue italiano/inglese quale supporto scientifico, che comprenderà interviste a tutti gli stakeholders coinvolti, un imponente e ricco apparato iconografico inerente la produzione degli artisti in mostra, nonché una singolare documentazione fotografica relativa alla storia delle gallerie interessate.
 
ARTISTI STORICIZZATI
Luigi Carboni (Pesaro, 1957)
Angelo Filomeno (Ostuni, 1963)
Franco Guerzoni (Modena, 1948)
Emilio Isgrò (Barcellona Pozzo di Gotto, 1937)
Aldo Mondino (Torino, 1938 - Altavilla Monferrato, 2005)
Giovanni Morbin (Valdagno, 1956)
Luigi Ontani (Montovolo di Grizzana Morandi, 1943)
 
MID-CAREER
Anna Galtarossa (Verona, 1975)
Andrea Galvani (Verona, 1973)
Daniele Girardi (Verona, 1977)
Paolo Maggis (Milano, 1978)
Andrea Mastrovito (Bergamo, 1978)
Sissi (Bologna, 1977)
Alessandro Roma (Milano, 1977)
 
GIOVANI PROMESSE
Thomas Braida (Gorizia, 1982)
Tomaso De Luca (Verona, 1988)
Elio Germani (Trieste, 1981)
Valerio Nicolai (Gorizia, 1988)
Agne Raceviciute (Klaipeda, 1988)
Dragana Sapanjos (Koper, 1979)
Giulio Squillacciotti (Roma, 1982)
 


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ISGRO' AL CASTELLO DI RIVOLI

Due opere di Emilio Isgrò al Castello di Rivoli, Torino. Per la mostra A"rte Povera International e le scatole viventi", una "Italia Cancellata" dal 1974 e una tela della celeberrima serie dedicata a Jacqueline Kennedy. Per info: www.castellodirivoli.org


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BOXART IN FORMATO SMARTPHONE E TABLET FRIENDLY

Da Boxart il piacere dell'arte "compatibile". Dopo Visita Virtuale, pagina Facebook, Flickr e tante altre piattaforme, boxartgallery.com si offre in una nuova veste, compatibile con gli smart phone e tablet di nuova generazione, per offrire ai suoi visitatori, Mostre, News e Artisti in maniera sempre più facile e piacevole. Perchè il contemporaneo, se lo vuoi, è a portata di mano.

 

 

 

 


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GIOVANNI FRANGI. STRAZIANTE, MERAVIGLIOSA BELLEZZA DEL CREATO. OPERE RECENTI 2005-2011

A cura di Giovanni Agosti

La citazione proposta dal titolo è pasoliniana. E perfettamente si presta alla mostra che, a cura di Giovanni Agosti, Giovanni Frangi ha ideato per le undici stanze dell'esedra orientale di Villa Manin a Passariano (dal 30 settembre al 6 novembre 2011).

Qui si da conto delle predilezioni espressive più recenti di Frangi, uno dei più significativi artisti dell'Italia di oggi.
Si ha così modo di ripercorrere - in un ordine che carica di nuovo senso anche le (poche) opere già viste in pubblico - il passaggio da raffigurazioni della realtà tramite la pittura ad altre che hanno come punto di partenza l'immagine fotografica. Senza che questo ingeneri banali contrapposizioni.
E allora. Si osservano gli esperimenti di restituzione tridimensionale di approssimazioni della natura: e qui è il Fondo del mare. Ci si solleva l'anima con sculture in gesso e in gommapiuma, distese su un prato finto. Si allarga il cuore osservando i cieli dipinti, in gara con quelli veri che bucano le finestre, quasi a porgere omaggio a quelli felici di Paolo Veronese e a quelli strappati di Giovan Battista Tiepolo. Si ammirano, come in un museo vero, i Giardini pubblici, che erano l'altra estate al MART di Rovereto. Si rende visita agli orti botanici con una serie di incisioni al carborundum, messe in carta da Corrado Albicocco: è un'occasione per chi ha perduto la prima presentazione di questi fogli alla Galleria d'Arte Moderna di Udine nel 2008. Si osservano nel cantiere interrotto dell'esedra i brandelli d'argento che si arrampicano su soffitti, pavimenti, scale e controscale. Ci si appaga davanti alle grandi tele viola, intitolate Vallemosso, con l'acqua tremolante delle risaie della Valpadana. Si scoprono nuovi esperimenti, accessibili, umani, come capita quasi sempre con le opere di Giovanni Frangi: stavolta è il turno delle Tele Nere, supporti insoliti per immagini consuete. E si approda, in un passaggio che fa epoca nella storia dell'artista, a vedere di nuovo - nei suoi quadri dell'ultima stanza - figure umane: su una spiaggia, tra le rocce. Verrà da dire, lo si può scommettere, non solo ai visitatori appassionati: "Ah, straziante, meravigliosa bellezza del creato". Proprio come facevano Totò e Ninetto alla fine di Che cosa sono le nuvole? di Pier Paolo Pasolini.

Info: www.villamanin-eventi.it


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EMILIO ISGRO’ ALLA GAMeC DI BERGAMO PER LA MOSTRA “IL BEL PAESE NELL’ARTE”

 “Viva il Re”, “Viva il Popolo”, “Viva l’Uomo Qualunque”…Giacinto di Pietrantonio e Maria Cristina Rodeschini scelgono sei tra i proclami su tela di Emilio Isgrò, concepiti dall’artista per la mostra “La Costiuzione cancellata” alla Galleria Boxart di Verona, per rappresentare l’immagine dell’Italia nel mondo.

 
Dal 28 settembre 2011 al 19 febbraio 2012 infatti, la GAMeC di Bergamo ospiterà la mostra “IL BELPAESE DELL’ARTE. Etiche ed Estetiche della Nazione”. L’Italia, nella molteplicità delle sue espressioni visive, dal cinema all’arte, dalla letteratura al Made in Italy, dalla cultura d’élite a quella popolare, vista attraverso 200 opere di artisti italiani e internazionali ma anche di ‘cose e fatti’ dall’Ottocento ai nostri giorni.
 
La mostra condurrà inoltre un’articolata indagine sull’idea di Paese e di Nazione e sui processi culturali, sociali ed estetici che ne hanno caratterizzato la formazione. A differenza degli altri stati europei, in Italia, il principale elemento culturale unificante è stata proprio l’arte, o le arti. Da qui, il titolo della mostra Il Belpaese dell’Arte, cioè come luogo d’eccellenza di una continuità e di un tocco estetico particolare.
Alla GAMeC si esploreranno luoghi e momenti che partecipano all’origine e alla costruzione dello Stato-Nazione come fenomeno unitario: la bandiera, la lingua, l’inno, il confine, la mappa, la cultura religiosa, il monumento, lo sport anche attraverso opere che mimano o definiscono forme di rappresentanza politica, estetica, geografica o identitaria, grazie alle quali si oltrepassano i limiti dell’oggetto artistico per procedere a un confronto diretto con la realtà e le sue strutture di appartenenza, come le maglie di calciatori, le maglie rosa di Gimondi, la coppa Europa di sci, o la divisa della Valanga azzurra di Fausto Radici.
A rafforzare l’identificazione tra forme artistiche e luoghi geografici, in ciascuna sezione saranno presentati progetti concepiti dagli artisti specificamente per alcune località italiane; tra questi, Carla Accardi per Santa Maria Novella di Firenze, Ben Vautier per Napoli, Mimmo Paladino per Palermo, John Armleder per Piacenza e il fiume Po, Mimmo Rotella per Venezia, Julian Opie per Roma, e molti altri.
 

 


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ANDREA FACCO A "DOLOMITI CONTEMPORANEE"

La Pierre de la Folie
A cura di ALBERTO ZANCHETTA
 

Mettendo alla berlina il concetto che oppone i materiali "nobili" a quelli "volgari", la pietra dolomia risulterà equipollente alle quattro sculture che l’affiancano: 1. il reperto post-industriale di Andrea Facco, calco fossile di un pacchetto di sigarette cui è stata data forma e dignità d'arte ma che dichiara d’essere anzitutto un residuo della modernità. 2. I caldi di colata di Lucio Pozzi ottenuti assemblando i prodotti di risulta delle fonderie, materiale inutilizzato che l’artista ha ironicamente convertito nella – effettiva – fusione di una scultura. 3. L’am-masso minerale realizzato da Michael Noble, che si mantiene in bilico tra ciò che è autentico e ciò che è artefatto (lo scultore, che per molte sue opere si ispirò alle Dolomiti, ha sempre cercato l’intimità delle cose, e in particolar modo della pietra che fu il suo "ideale laboratorio"). 4. L’Ikebana Mon Amour di Andrea Salvatori, composta da dei gigli che stillano del sangue su una superficie rocciosa, induce a una riflessione sulla bellezza floreale che è anche metafora della brevità e della fragilità dell’esistenza; l’antica arte dell’ikebana si propone infatti di «mantenere vivo ["ike-ru"] il fiore ["hana"].
 
Dolomiti Contemporanee è un progetto d’arte contemporanea nella (dalla) regione dolomitica. Dal 2009, le Dolomiti (una parte di esse) sono divenute un sito Unesco. Le Dolomiti sono dunque una risorsa (dell’Umanità). Fatte d’ambiente, roccia, spazio verticale, potenza degli elementi dispiegati; e di interazioni antropiche; e di processi, più o meno sostenibili, di utilizzo e configurazione e fruizione del territorio.
Anche l’arte contemporanea è una risorsa. Un crogiuolo. Un’officina. Corrisponde ad un esercizio critico d’intelligenza. Produce processi d’analisi del senso, formalizzazioni di pensiero critico; è costruzione diretta o mediata di rapporti e relazioni, riflessione acuta sulle identità, elaborazione plastica di concetto e metafora; è palestra d’azione, impulso alla generazione di oggetti rivelatori, testimoniali, critici; sviluppatore di senso.
L’arte (contemporanea) è uno scandaglio. Ed un visualizzatore amplificante. Applicata ad un oggetto, ad uno spazio, lo legge, vi entra, lo apre, vi deposita la larva fisica del proprio pensiero formalizzato. L’arte concentra l’idea, le dà corpo, ne ricava immagini sintetiche pervasive.
 
Info: www.dolomiticontemporanee.net


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MARCO CINGOLANI SULLA COVER DI "LIVE!", AL CENTRO PECCI DI PRATO FINO AL 16 SETTEMBRE 2011

Hanno scelto Marco Cingolani, per la cover del volume LIVE!, catalogo della mostra in corso fino al 21 settembre 2011 al Centro Luigi Pecci per l'Arte Contemporanea di Prato. Marco Bazzini, direttore del Centro e curatore della mostra insieme a Luca Beatrice, hanno scelto un'efficace "rivoluzione" dell'artista comasco per la copertina del catalogo della mostra, che si presenta come un suggestivo punto di vista come la storia dell’arte contemporanea e la storia del rock siano andate di pari passo contribuendo alla costruzione dell’universo culturale degli ultimi quarant’anni.
Arte:
Alighiero Boetti, Marco Lodola,Yoko Ono, Pattie Boyd, Andy Warhol, Robert Indiana, Ira Schneider, Gianfranco Gorgoni, Matteo Guarnaccia, Paolo Icaro, Franco Vaccari, Giulio Turcato, Marcello Jori, Dennis Oppenheim, Giuseppe Chiari, Joan Jonas, Luciano Giaccari-MUel Videoteca Giaccari Varese, Urs Lüthi, Luigi Ontani, Victor Vasarely, Iain Forsyth & Jane Pollard, Peter Christopherson,William English, Jamie Reid, Linder, Martin Kippenberger, William Wegman, Patti Smith, Robert Mapplethorpe, Sandro Chia, Nicola De Maria, Alessandro Mendini, Massimo Iosa Ghini, Nam June Paik, Joseph Beyus, Edo Bertoglio, Jean-Michel Basquiat, Keith Haring, Francesco Clemente Robert Longo, Mark Kostabi, Paul Tschinkel-Innertube, Anton Corbijn, Malick Sidibé, Cheri Samba, Lonid Sokov, Thomas Billhardt, Nan Goldin, Massimo Kaufmann, Gilbert&George, Fischli&Weiss, Efrem Raimondi, Stefano Arienti, Marco Cingolani, Daniele Galliano, Massimo Barzagli, Raymond Pettibon, Karen Kilimnic, Pruitt-Early, Daniel Johnston, Richard Kern, Cindy Sherman, Christian Marclay, Macelo Gutman, Richard Billingham, Marc Quinn, Sam Taylor-Wood, Damien Hirst, Stanley Donwood, Aernout Mik, Tony Oursler, Nico Vascellari, Emanuele Becheri, Fausto Gilberti, David LaChapelle, Gianni Molaro

Musica:
The Beatles, Rolling Stones, Pink Floyd, David Bowie, Sex Pistols, Bob Marley, Renato Zero, U2, Vasco Rossi, Elvis Costello,The Buggles, Roger Waters, Nirvana, Blur, Oasis, Gorillaz, Bjork, Radiohead, Michael Jackson

SCHEDA TECNICA
Titolo LIVE! L’Arte incontra il Rock

A cura di Luca Beatrice e Marco Bazzini

Periodo 21 maggio – 16 settembre 2011
CHIUSA IL MARTEDÌ E IL 15 AGOSTO

Sede Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci
Viale della Repubblica 277, Prato
 


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"L'ORESTEA DI GIBELLINA"_ISGRO' RISCRIVE ESCHILO

Da cinquant’anni Emilio Isgrò segna in modo indelebile la scena culturale italiana, non solo con le famigerate “Cancellature” e le altre celebrate opere visive, ma con multiformi interventi in altri campi delle lettere e delle arti, dalla poesia alla narrativa al teatro. Nella location particolarissima delle rovine del paese di Gibellina, distrutto dal sisma del gennaio ’68, in tre successive occasioni dal giugno del 1983 alle due estati successive, Isgrò mise in scena il suo testo più significativo: una riscrittura dell’Orestea di Eschilo in un quanto mai originale impasto linguistico di italiano, siciliano e altri idiomi. Così inaugurando un nuovo straordinario spazio teatrale e segnando una svolta epocale nella storia degli spettacoli classici, non solo in Italia. A distanza d’un quarto di secolo, quello spettacolo resta nella storia per la grande portata simbolica e la rilevanza dei contributi artistici. In questo volume l’autore ha restaurato il testo, accentuando la ricchezza dell’impasto linguistico e la forza dell’ambizioso impianto corale. Oltre all’Orestea il volume raccoglie di Isgrò i contributi critici e i “manifesti” teorici, insieme agli altri testi pensati per la scena.

Acquista il volume


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ISGRO' PROTAGONISTA DI ALFABETA2 DI LUGLIO. IN EDICOLA

Dal 4 luglio in edicola e in libreria il nuovo numero di «alfabeta2» interamente illustrato da Emilio Isgrò. L’artista poliedrico è anche protagonista di un’intervista inedita a cura di Andrea Cortellessa. Per saperne di più su Alfabeta2 visita il sito del magazine cliccando qui.

 


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LIU BOLIN AL MUSEO DI FOTOGRAFIA DI STOCCOLMA_FINO ALL'11 SETTEMBRE

The invisible man - 2 luglio/11 settembre 2011
 

Il museo della fotografia di Stoccolma, Fotografiska, ospita la prima personale scandinava di Liu Bolin. Liu Bolin è conosciuto per la sua serie di immagini intitolate Hiding in the city, nascondersi della città.
Quello che rende letteralmente uniche le immagini di Liu Bolin è il suo fondersi letteralmente con la sfondo. Il suo corpo assomiglia ad un animale mimetico, e ciò fa si che Liu Bolin facendo la foto sia nel contempo assente e presente. Queste immagini finemente orchestrate gli hanno fatto guadagnare il soprannome di uomo invisibile.

Info: http://en.fotografiska.eu/


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"L'IDIOMA ISGRO' " A INTERFERENZE COSTRUTTIVE

INTERFERENZE COSTRUTTIVE
ARTISTI IN RESIDENZA IN AZIENDA


Progetto: Fondazione Malvina Menegaz per le Arti e le Culture
Cura: Giacinto Di Pietrantonio e Francesca Referza
Opening: sabato 2 luglio 2011 ore 18:30
Palazzo De Sanctis, Castelbasso (TE)
2 luglio – 31 agosto 2011
tutti i giorni 19:00 - 24:00, escluso il lunedì
 

Sabato 2 luglio 2011 sarà inaugurata la mostra Interferenze Costruttive - Artisti in Residenza in Azienda, sintesi di un progetto ideato dalla Fondazione Malvina Menegaz per le Arti e le Culture, curata da Giacinto Di Pietrantonio e Francesca Referza. La mostra, che sarà ospitata a Palazzo De Sanctis, in Castelbasso (TE), dal 2 luglio al 31 agosto 2011, vedrà coinvolti gli artisti Mario Airò, Emilio Isgrò, Cesare Pietroiusti, Paolo Parisi, Paola Pivi, Arcangelo Sassolino, Ettore Spalletti, Giuseppe Stampone, Sabrina Torelli, e le seguenti aziende: D.G.&D.F. Metalli, D’Auria Media Group,Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università di Teramo, Falone Costruzioni, Frantoio Montecchia, Gelo, Il Centro, MD'E, Parallelo42 Contemporary Art.

 Leggi il comunicato stampa

 


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WAINER VACCARI ALLA BIENNALE DI VENEZIA

"E' ufficiale: Wainer Vaccari e Giovanni Manfredini alla Biennale di Venezia dal 4 giugno al 27 novembre. Le loro opere troveranno spazio alle Corderie dell'Arsenale, nei pressi dei Giardini, dove è concentrata l'expo internazionale con i padiglioni stranieri. Nessuna sorpresa per Wainer Vaccari. Vittorio Sgarbi, nominato direttore del Padiglione Italia, aveva fatto capire, al Club La Meridiana in febbraio 2010, per la presentazione del libro "L'Italia delle meraviglie", che la presenza a Venezia dell'artista modenese era necessaria. Ma a segnalare il nome di Vaccari è stato Roberto Franchini, giornalista e presidente del San Carlo, uno tra i circa 100 uomini di cultura, intellettuali italiani cui Sgarbi ha affidato l'incarico di indicare un artista che essi ritengano degno di essere nella più grande kermesse d'arte del mondo.", dalla Gazzetta di Modena, di Michele Fuoco.

Gazzetta di Modena


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NON PERDETE "ART NEWS" SU RAI 3 SABATO 28 MAGGIO ORE 10

Il magazine settimanale di arte e cultura della Rai, "Art News" trasmetterà sabato 28 maggio (alle 10) su RAi 3 un servizio girato in occasione de "La Costituzione cancellata e altre disobbedienze", performance di Emilio Isgrò, tenutasi alla Gallaeria Nazionale d'arte moderna di Roma lo scorso 7 maggio. Non perdetelo!

http://www.artnews.rai.it/


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ISGRO' NEWS: DALLA BOCCONI ALLA GNAM ALLA FONDAZIONE ROMA

Non gli bastava il successo alla Galleria nazionale d'arte moderna e contemporanea, dove ha replicato la performance Disoebbedisco e dove ha adagiato i suoi scarafaggi, o la lectio magistralis all'Università Bocconi. No, Emilio Isgrò ha fatto l'en plein, ed è ospite, fino al 31 luglio della Fondazione Roma (Palazzo Cipolla, via del Corso 320 Roma) per la mostra a cura di Luca Massimo Barbero dal titolo "Gli Irripetibili Anni Sessanta". Isgrò espone le mitiche Volkswagen del 1964 ed Enciclopedia Treccani del 1970. Fino al 31 luglio 2011.

La mostra “Gli irripetibili anni ‘60. Un dialogo tra Roma e Milano” intende raccontare il ruolo fondamentale delle interazioni culturali tra Roma e il capoluogo lombardo in questo periodo, individuando in esse l’epicentro creativo delle nuove sperimentazioni e ricerche al di là dell’arte codificata. L’esposizione, a cura di Luca Massimo Barbero, sarà ospitata nelle prestigiose sale del Museo Fondazione Roma, Palazzo Cipolla, dal 10 maggio al 31 luglio 2011 e successivamente si trasferirà a Milano dal 7 settembre al 20 novembre 2011 negli spazi espositivi di Palazzo Reale.
 
Info su:www.www.fondazioneromamuseo.it, tel. 06 6786209
 


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ISGRO' CANCELLA IL DEBITO PUBBLICO PER LA BOCCONI

Il prossimo lunedì 16 maggio alla presenza di Mario Monti, Presidente dell’Università Bocconi di Milano, Emilio Iagrò parlerà della sua ultima fatica nell’aver cancellato il debito pubblico, grazie al contributo dei donatori dell’opera, Andrea Manzitti e la moglie Cristina Jucker. Il lavoro si esplicita, come ha già anticipato il Corriere della Sera, in un gigantesco quotidiano economico cancellato, in cui restano visibili solo gli infiniti zeri della cifra equivalente al 12% del nostro PIL.

scarica l'invito


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ISGRO' IN VERSIONE GARIBALDINA SU IL SOLE 24 ORE DOMENICA 8-5-2011

Domenica 8 maggio sul domenicale in allegato a Il Sole 24 Ore un approfondimento sulla mostra-performance di Emilio Isgró alla Galleria nazionale d'arte moderna di Roma. Buona lettura.


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150 DI UNITA' E 50 ANNI DI GIORNALISMO: ANNIVERSARIO DOPPIO PER ISGRO'

Giornalista professionista dall'età di 23 anni, Emilio Isgrò ha ricevuto quest'anno, 2011, la medaglia d'oro per i 50 anni di giornalismo. "Sono un caso abbastanza anomalo - conferma l'artista -, oggi nessuno ti assumerebbe così giovane, ma allora il miracolo avvenne!". Tra i nomi che ha intervistato nella lunga carriera, John Fitzgerald Kennedy, Arturo Shwarz, Giorgio De Chirico, Gina Lollobrigida e molti altri. Isgrò ha sempre mostrato un ingegno multiforme e una passione smodata per la scrittura. "E' il mio spazio. Del resto in greco per fare arte e scrivere si usa una sola parola: graphèin".

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